Human Project Studio - Via Susa 35

Human Project Studio - Via Susa 35 Via Susa 35 - Torino

18/09/2026

Quando si parla di allenamento si pensa quasi sempre al corpo. Ma l'attività fisica ha un effetto misurabile anche sulla salute mentale, e non servono grandi quantità per ottenere un beneficio.

Un'analisi su oltre 190.000 persone seguite per anni ha trovato che chi faceva l'equivalente di circa un'ora e mezza di camminata a passo sostenuto a settimana aveva un rischio di sviluppare depressione più basso del 18% rispetto a chi non si muoveva. Chi raggiungeva l'equivalente di due ore e mezza a settimana arrivava a un rischio più basso del 25%. Oltre questa soglia, il beneficio aggiuntivo diventava più piccolo.

L'attività fisica funziona anche come intervento quando la depressione è già presente: una revisione di numerosi studi clinici ha confermato che l'esercizio riduce i sintomi depressivi, con un effetto che regge il confronto con altri trattamenti.

Il punto più utile di questi dati è che il beneficio maggiore si ottiene passando da zero movimento a un po' di movimento, non da tanto a tantissimo. Non serve aspettare di avere tempo per allenarsi ore: anche un po' di attività regolare conta.

In Human Project Studio costruiamo percorsi di movimento realistici, che tengono conto del tempo che hai davvero a disposizione, non di uno standard irraggiungibile.

📍 Via Susa 35, Torino
📞 351 303 0625
📩 [email protected]



Pearce M, Garcia L, Abbas A, et al. Association between physical activity and risk of depression: a systematic review and meta-analysis. JAMA Psychiatry. 2022;79(6):550-559.
Noetel M, Sanders T, Gallardo-Gómez D, et al. Effect of exercise for depression: systematic review and network meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ. 2024;384:e075847.

Quando si parla di allenamento si pensa quasi sempre al corpo. Ma l'attività fisica ha un effetto misurabile anche sulla...
18/09/2026

Quando si parla di allenamento si pensa quasi sempre al corpo. Ma l'attività fisica ha un effetto misurabile anche sulla salute mentale, e non servono grandi quantità per ottenere un beneficio.

Un'analisi su oltre 190.000 persone seguite per anni ha trovato che chi faceva l'equivalente di circa un'ora e mezza di camminata a passo sostenuto a settimana aveva un rischio di sviluppare depressione più basso del 18% rispetto a chi non si muoveva. Chi raggiungeva l'equivalente di due ore e mezza a settimana arrivava a un rischio più basso del 25%. Oltre questa soglia, il beneficio aggiuntivo diventava più piccolo.

L'attività fisica funziona anche come intervento quando la depressione è già presente: una revisione di numerosi studi clinici ha confermato che l'esercizio riduce i sintomi depressivi, con un effetto che regge il confronto con altri trattamenti.

Il punto più utile di questi dati è che il beneficio maggiore si ottiene passando da zero movimento a un po' di movimento, non da tanto a tantissimo. Non serve aspettare di avere tempo per allenarsi ore: anche un po' di attività regolare conta.

In Human Project Studio costruiamo percorsi di movimento realistici, che tengono conto del tempo che hai davvero a disposizione, non di uno standard irraggiungibile.

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Pearce M, Garcia L, Abbas A, et al. Association between physical activity and risk of depression: a systematic review and meta-analysis. JAMA Psychiatry. 2022;79(6):550-559.
Noetel M, Sanders T, Gallardo-Gómez D, et al. Effect of exercise for depression: systematic review and network meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ. 2024;384:e075847.

04/09/2026

Il dolore al collo è uno dei disturbi muscoloscheletrici più diffusi, soprattutto tra chi lavora molte ore al computer. La buona notizia è che l'attività fisica regolare aiuta, sia a ridurre il rischio di un nuovo episodio sia a gestire il dolore quando è già presente.

In uno studio su oltre 1.700 persone, per lo più impiegati d'ufficio, chi seguiva un programma di esercizio regolare aveva un rischio di sviluppare un nuovo episodio di dolore al collo circa la metà rispetto a chi non si allenava, nell'arco di un anno.

Un altro dato utile riguarda il tipo di esercizio: non serve un protocollo specifico per i muscoli profondi del collo per ottenere risultati. Diversi tipi di esercizio attivo funzionano in modo simile nel ridurre il dolore. Quello che conta di più è muoversi con regolarità, non trovare l'esercizio perfetto.

Questo è un messaggio pratico soprattutto per chi passa molte ore seduto: non serve aspettare il programma ideale per iniziare, e non c'è un solo modo giusto di allenare il collo.

In Human Project Studio i nostri fisioterapisti costruiscono percorsi su misura per il dolore cervicale, tenendo conto della postura lavorativa e delle abitudini quotidiane, non solo dell'esercizio in sé.

📍 Via Susa 35, Torino
📞 351 303 0625
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Teichert F, Karner V, Döding R, Saueressig T, Owen PJ, Belavy DL. Effectiveness of exercise interventions for preventing neck pain: a systematic review with meta-analysis of randomized controlled trials. J Orthop Sports Phys Ther. 2023;53(10):594-609.
Garzonio S, Arbasetti C, Geri T, Testa M, Carta G. Effectiveness of specific exercise for deep cervical muscles in nonspecific neck pain: a systematic review and meta-analysis. Phys Ther. 2022;102(5):pzac001.

Il dolore al collo è uno dei disturbi muscoloscheletrici più diffusi, soprattutto tra chi lavora molte ore al computer. ...
04/09/2026

Il dolore al collo è uno dei disturbi muscoloscheletrici più diffusi, soprattutto tra chi lavora molte ore al computer. La buona notizia è che l'attività fisica regolare aiuta, sia a ridurre il rischio di un nuovo episodio sia a gestire il dolore quando è già presente.

In uno studio su oltre 1.700 persone, per lo più impiegati d'ufficio, chi seguiva un programma di esercizio regolare aveva un rischio di sviluppare un nuovo episodio di dolore al collo circa la metà rispetto a chi non si allenava, nell'arco di un anno.

Un altro dato utile riguarda il tipo di esercizio: non serve un protocollo specifico per i muscoli profondi del collo per ottenere risultati. Diversi tipi di esercizio attivo funzionano in modo simile nel ridurre il dolore. Quello che conta di più è muoversi con regolarità, non trovare l'esercizio perfetto.

Questo è un messaggio pratico soprattutto per chi passa molte ore seduto: non serve aspettare il programma ideale per iniziare, e non c'è un solo modo giusto di allenare il collo.

In Human Project Studio i nostri fisioterapisti costruiscono percorsi su misura per il dolore cervicale, tenendo conto della postura lavorativa e delle abitudini quotidiane, non solo dell'esercizio in sé.

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Teichert F, Karner V, Döding R, Saueressig T, Owen PJ, Belavy DL. Effectiveness of exercise interventions for preventing neck pain: a systematic review with meta-analysis of randomized controlled trials. J Orthop Sports Phys Ther. 2023;53(10):594-609.
Garzonio S, Arbasetti C, Geri T, Testa M, Carta G. Effectiveness of specific exercise for deep cervical muscles in nonspecific neck pain: a systematic review and meta-analysis. Phys Ther. 2022;102(5):pzac001.

28/08/2026

La quantità di proteine considerata sufficiente per un adulto sano non è la stessa che serve dopo una certa età, quando il corpo fa più fatica a mantenere il muscolo.

Gli esperti internazionali di nutrizione dell'invecchiamento raccomandano, dopo i 65 anni, una quantità di proteine più alta di quella indicata per un adulto giovane, ancora maggiore per chi si allena regolarmente o convive con una malattia cronica. Uno studio su quasi 12.500 persone anziane ha confermato che chi mangia più proteine, rispetto alla quantità minima raccomandata, cammina più velocemente, ha una presa più forte e un equilibrio migliore.

Le proteine da sole, però, non bastano. Il beneficio più solido si vede quando a un apporto proteico adeguato si aggiunge l'allenamento con pesi: è il movimento a permettere al corpo di usare quelle proteine per costruire e mantenere il muscolo.

Da Human Project Studio il percorso nutrizionale lavora insieme all'allenamento di forza, per costruire un apporto proteico realistico e sostenibile nel tempo, calibrato sulle tue abitudini quotidiane.

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📞 351 303 0625
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Bauer J, Biolo G, Cederholm T, et al. Evidence-based recommendations for optimal dietary protein intake in older people: a position paper from the PROT-AGE Study Group. J Am Med Dir Assoc. 2013;14(8):542-559.
Coelho-Júnior HJ, Calvani R, Tosato M, Landi F, Picca A, Marzetti E. Protein intake and physical function in older adults: a systematic review and meta-analysis. Ageing Res Rev. 2022;81:101731.

La quantità di proteine considerata sufficiente per un adulto sano non è la stessa che serve dopo una certa età, quando ...
28/08/2026

La quantità di proteine considerata sufficiente per un adulto sano non è la stessa che serve dopo una certa età, quando il corpo fa più fatica a mantenere il muscolo.

Gli esperti internazionali di nutrizione dell'invecchiamento raccomandano, dopo i 65 anni, una quantità di proteine più alta di quella indicata per un adulto giovane, ancora maggiore per chi si allena regolarmente o convive con una malattia cronica. Uno studio su quasi 12.500 persone anziane ha confermato che chi mangia più proteine, rispetto alla quantità minima raccomandata, cammina più velocemente, ha una presa più forte e un equilibrio migliore.

Le proteine da sole, però, non bastano. Il beneficio più solido si vede quando a un apporto proteico adeguato si aggiunge l'allenamento con pesi: è il movimento a permettere al corpo di usare quelle proteine per costruire e mantenere il muscolo.

Da Human Project Studio il percorso nutrizionale lavora insieme all'allenamento di forza, per costruire un apporto proteico realistico e sostenibile nel tempo, calibrato sulle tue abitudini quotidiane.

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Bauer J, Biolo G, Cederholm T, et al. Evidence-based recommendations for optimal dietary protein intake in older people: a position paper from the PROT-AGE Study Group. J Am Med Dir Assoc. 2013;14(8):542-559.
Coelho-Júnior HJ, Calvani R, Tosato M, Landi F, Picca A, Marzetti E. Protein intake and physical function in older adults: a systematic review and meta-analysis. Ageing Res Rev. 2022;81:101731.

La capacità del cuore e dei polmoni di sostenere uno sforzo fisico prolungato è uno dei parametri di salute più sottoval...
21/08/2026

La capacità del cuore e dei polmoni di sostenere uno sforzo fisico prolungato è uno dei parametri di salute più sottovalutati. Le principali società cardiologiche la considerano ormai importante quanto la pressione o il colesterolo.

In uno studio su oltre 120.000 persone, seguite per una media di otto anni, chi aveva la forma fisica migliore aveva un rischio di morte per qualsiasi causa nettamente più basso rispetto a chi aveva la forma fisica peggiore. Il vantaggio non aveva un limite superiore: più alta era la capacità cardiorespiratoria, più basso era il rischio, senza un punto in cui il beneficio si esauriva. Questo vantaggio restava valido anche dopo i 70 anni e in chi aveva la pressione alta.

Allenare cuore e polmoni non serve solo per sentirsi in forma o gestire il peso. È una delle poche cose che possiamo modificare con un impatto diretto sulla salute cardiovascolare a lungo termine.

La parte incoraggiante è che questa capacità si allena a ogni età e da qualsiasi punto di partenza, anche partendo da una vita molto sedentaria.

Da Human Project Studio i nostri personal trainer costruiscono percorsi di allenamento aerobico graduali, calibrati sul tuo punto di partenza e sui tuoi obiettivi di salute.

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Mandsager K, Harb S, Cremer P, Phelan D, Nissen SE, Jaber W. Association of cardiorespiratory fitness with long-term mortality among adults undergoing exercise treadmill testing. JAMA Netw Open. 2018;1(6):e183605.
Ross R, Blair SN, Arena R, et al. Importance of assessing cardiorespiratory fitness in clinical practice: a case for fitness as a clinical vital sign: a scientific statement from the American Heart Association. Circulation. 2016;134(24):e653-e699.

21/08/2026

La capacità del cuore e dei polmoni di sostenere uno sforzo fisico prolungato è uno dei parametri di salute più sottovalutati. Le principali società cardiologiche la considerano ormai importante quanto la pressione o il colesterolo.

In uno studio su oltre 120.000 persone, seguite per una media di otto anni, chi aveva la forma fisica migliore aveva un rischio di morte per qualsiasi causa nettamente più basso rispetto a chi aveva la forma fisica peggiore. Il vantaggio non aveva un limite superiore: più alta era la capacità cardiorespiratoria, più basso era il rischio, senza un punto in cui il beneficio si esauriva. Questo vantaggio restava valido anche dopo i 70 anni e in chi aveva la pressione alta.

Allenare cuore e polmoni non serve solo per sentirsi in forma o gestire il peso. È una delle poche cose che possiamo modificare con un impatto diretto sulla salute cardiovascolare a lungo termine.

La parte incoraggiante è che questa capacità si allena a ogni età e da qualsiasi punto di partenza, anche partendo da una vita molto sedentaria.

Da Human Project Studio i nostri personal trainer costruiscono percorsi di allenamento aerobico graduali, calibrati sul tuo punto di partenza e sui tuoi obiettivi di salute.

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Mandsager K, Harb S, Cremer P, Phelan D, Nissen SE, Jaber W. Association of cardiorespiratory fitness with long-term mortality among adults undergoing exercise treadmill testing. JAMA Netw Open. 2018;1(6):e183605.
Ross R, Blair SN, Arena R, et al. Importance of assessing cardiorespiratory fitness in clinical practice: a case for fitness as a clinical vital sign: a scientific statement from the American Heart Association. Circulation. 2016;134(24):e653-e699.

14/08/2026

Intorno alla menopausa, la perdita di massa muscolare accelera. Non dipende solo dal passare degli anni: dipende anche dal calo degli estrogeni, che rende il muscolo un po' meno reattivo all'allenamento.

In uno studio, un gruppo di donne nei primi anni di menopausa ha seguito dodici settimane di allenamento con pesi, alcune con un supporto ormonale e altre senza. Chi aveva il supporto ormonale ha guadagnato più massa muscolare, a parità di allenamento. Il corpo, in questa fase, risponde in modo diverso allo stesso stimolo.

Questo non significa che allenarsi in menopausa serva a poco: senza alcun supporto ormonale, l'allenamento con pesi resta comunque efficace nel contrastare la perdita di massa muscolare e ossea, come confermano altri studi su donne over 50. Significa che serve un allenamento più mirato, con una programmazione più attenta, per ottenere gli stessi risultati.

Il periodo tra i 45 e i 55 anni è il momento in cui i cambiamenti ormonali si fanno sentire di più su muscoli e ossa. Ed è anche il momento in cui un percorso di forza ben costruito può fare la differenza più grande.

In Human Project Studio costruiamo percorsi di allenamento pensati per questa fase della vita, in coordinamento con la valutazione fisioterapica e nutrizionale.

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Dam TV, Dalgaard LB, Ringgaard S, Johansen FT, Bengtsen MB, Mose M, Lauritsen KM, Ørtenblad N, Gravholt CH, Hansen M. Transdermal estrogen therapy improves gains in skeletal muscle mass after 12 weeks of resistance training in early postmenopausal women. Front Physiol. 2021;11:596130.
Marín-Cascales E, Alcaraz PE, Ramos-Campo DJ, Rubio-Arias JA. Effects of multicomponent training on lean and bone mass in postmenopausal and older women: a systematic review. Menopause. 2018;25(3):346-356.

14/08/2026

Indirizzo

Italia 61

Orario di apertura

Lunedì 07:00 - 21:00
Martedì 07:00 - 21:00
Mercoledì 07:00 - 21:00
Giovedì 07:00 - 21:00
Venerdì 07:00 - 21:00
Sabato 07:00 - 15:00

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