07/09/2026
Iraola, al Bournemouth: 3 punti dopo 8 giornate.
Italiano, allo Spezia: 9 punti dopo 8 giornate.
De Zerbi, al Brighton: 2 punti nelle prime 5.
Klopp, al Borussia Dortmund: 5 sconfitte nelle prime 8.
Sono numeri che raccontano di allenatori che hanno iniziato il proprio percorso nel modo peggiore possibile. Eppure, a differenza nostra, alle loro spalle c’era una società disposta a credere nel progetto, a proteggerli e soprattutto ad aspettarli nei momenti più difficili.
Non è però oggi il nostro obiettivo mettere il focus sulla scelta dell’esonero bensì quella di richiamare Paolo Vanoli.
Soprattutto per quanto detto da Paratici ad inizio anno, parlando di ambizione, di progetto a lungo termine, di non lasciarsi condizionare dai risultati immediati. Parole che oggi sembrano appartenere a un’altra Fiorentina. La scelta di tornare su Vanoli, dopo averlo salutato tre mesi fa, appare quindi non soltanto sorprendente, ma profondamente incoerente con le prerogative presentate all’inizio della stagione.
Per quanto possiamo essere affezionati al mister, è ovvio che sia il profilo più adatto per costruire un progetto con la rosa appena creata. Paolo dovrà adattare il proprio calcio alle caratteristiche della squadra, come ha provato a fare, riuscendoci, la scorsa stagione. E non ditemi che Motta voleva troppi soldi, perché non è il solo nome che può costruire o dare un‘identità alla squadra. Penso ai vari Igor Tudor, Marcelino, Bo Henriksen…
Magari non subito, ma aspettare la sosta, anche promuovendo Andreazzoli ad interim, poteva essere una scelta più che saggia.
E ancora una volta, rischiamo di assistere ad un anno spoglio di un progetto, di un’idealizzazione, di un calcio degno di Firenze. Ma forse va bene così signori, perché se si canta “Salta la panchina” dopo 3 giornate, o soprattutto si fischia dopo 200’ di gioco effettivo, allora vuol dire molto semplicemente che questa piazza non è ancora pronta per un progetto. E se non siamo i primi ad investire e a credere in questa maglia, non vedo proprio perché lo debba fare la società.
Povero calcio, povera Fiorentina.