19/04/2026
I recenti Campionati Italiani Assoluti di nuoto hanno confermato, ancora una volta, la vitalità e la profondità del movimento azzurro. Non senza qualche nota amara: a causa di uno sciopero dei giornalisti italiani per il mancato rinnovo del contratto, una sessione di finali è stata priva della storica telecronaca di Tommaso Mecarozzi e Luca Sacchi, ormai una delle certezze che accompagna il nuoto italiano “dalla piccionaia”, diventata negli anni una vera e propria firma riconoscibile per appassionati e addetti ai lavori.
Nella vasca di Riccione si è assistito comunque a un mix perfetto tra giovani emergenti pronti a prendersi la scena e veterani capaci di riscrivere i limiti, dimostrando che esperienza e talento possono convivere ai massimi livelli.
-Tra le rivelazioni più brillanti spicca il nome di Jacopo Barbotti, protagonista assoluto con un doppio oro nei 200 e 400 misti, impreziosito dall’argento nei 200 stile libero. Un dominio tecnico e fisico che lo proietta tra i profili più interessanti in vista dei prossimi appuntamenti internazionali. Accanto a lui, grande impatto anche per Daniele Del Signore, capace di imporsi nei 200 dorso e di conquistare l’argento nei 100, confermando una crescita costante e ormai evidente.
Sorride anche il futuro con il giovanissimo Francesco Ceolin: classe 2008, ha già dimostrato personalità e qualità da grande nuotatore conquistando un prestigioso argento nei 100 farfalla. Un segnale forte per un movimento che continua a produrre talenti precoci e competitivi.
-Ma se i giovani spingono, i veterani rispondono con prestazioni che sanno di impresa. Straordinaria la prova di Lisa Angiolini che, a 31 anni, abbatte il record italiano nei 200 rana, riscrivendo la storia della specialità. Sulla stessa linea Silvia Di Pietro, che con un eccellente 24.73 nei 50 stile libero si garantisce il pass per gli Europei di Parigi, dimostrando come l’età possa essere solo un numero quando determinazione e qualità restano intatte.
-Subito dietro questa ondata di esperienza, si inserisce con forza anche il talento cristallino di Sara Curtis, protagonista di uno straordinario doppio record italiano nei 50 stile libero e nei 50 dorso. Un risultato che certifica come quanto mostrato nella scorsa stagione non sia stato casuale, ma il frutto di un percorso di crescita solido e ambizioso, arricchito anche dall’esperienza di allenamento negli Stati Uniti, dove ha ulteriormente affinato qualità tecniche e mentali.
-A prendersi la scena nelle lunghe distanze è ancora una volta Gregorio Paltrinieri: nonostante un focus più orientato alle acque libere negli ultimi tempi, il campione azzurro torna in vasca e domina i 1500 stile libero, precedendo uno straordinario Marcello Guidi, capace di abbattere per la prima volta il muro dei 15 minuti. Una sfida generazionale che racconta perfettamente lo stato di salute del mezzofondo italiano.
-Tra le certezze, impossibile non citare Simona Quadarella, protagonista di una tripletta attesissima nei 400, 800 e 1500 stile libero, a cui aggiunge anche un significativo bronzo nei 200 stile libero: un segnale chiaro della sua evoluzione anche sulle distanze più brevi.
-Interessanti segnali arrivano anche dalla gara dei 200 stile libero femminili che, nonostante l’assenza di Alessandra Mao, ha visto ben sei atlete scendere sotto il muro dei 2 minuti. Un risultato che riaccende le speranze per una 4x200 competitiva a livello internazionale.
-Da applausi anche il ritorno di Emma Virginia Menicucci che, dopo un infortunio causato da un incidente automobilistico a inizio anno, rientra ad altissimo livello e con 53.75 si piazza al terzo posto all time italiano della distanza, dimostrando forza mentale oltre che qualità tecnica.
-Nel settore velocità, Leonardo De Plano si impone nei 50 stile libero con un eccellente 21.64, consacrandosi definitivamente tra i migliori sprinter del panorama mondiale.
Infine, menzione speciale per Carlos D'Ambrosio, autore di una frazione sensazionale nella 4x200 stile libero chiusa in 1:44.37: un tempo che lo colloca al secondo posto all time italiano nelle frazioni di staffetta, alle spalle soltanto dell’iconico Filippo Magnini.
Non sono mancate gare sopra le aspettative, così come alcune prove meno brillanti del previsto. Tuttavia, il bilancio complessivo resta estremamente positivo: questi Assoluti rappresentano la fotografia di un movimento natatorio italiano in costante crescita.
Un sistema che continua a investire sui giovani, ma che – risultati alla mano – non può e non deve dimenticare il valore di quegli atleti che, pur venendo considerati “anziani” dal punto di vista agonistico, dimostrano di avere ancora moltissimo da offrire. L’equilibrio tra nuove leve ed esperienza sarà la chiave per mantenere l’Italia ai vertici del nuoto europeo e mondiale.