16/09/2026
Su TikTok c'è un intero genere di video in cui la gente mostra cosa si porta in viaggio, tutto piegato perfettamente e inquadrato dall'alto. Nella realtà, mezz'ora prima dello start, la scena è un'altra: roba sparsa a terra, una borsa che non chiude e il proprietario che la fissa come se dovesse convincerla.
I preparativi sono la parte che nessuno racconta mai e che invece vale già metà del weekend. Si sistemano le borse con quella cura maniacale che dura fino al primo sterrato, si carica la traccia sul navigatore e si aspetta, perché il navigatore ha i suoi tempi e non li discute con nessuno. Si controllano le gomme schiacciandole col pollice, un gesto che nessuno ha mai verificato scientificamente ma che va fatto lo stesso, altrimenti è come uscire di casa senza controllare le chiavi.
Intanto si parla. Si parla tantissimo. Di pressioni, di quanto pesa quella borsa, di quel tratto che l'anno scorso se lo ricordano ancora tutti. Chi si conosceva da prima riprende il discorso esattamente dove l'aveva lasciato dodici mesi fa, e chi arriva da solo ci mette circa quattro minuti a non esserlo più, perché è difficile restare estranei quando due persone stanno guardando la stessa ruota posteriore chiedendosi se quel rumore è normale.
Da fuori sembra confusione. In realtà è il momento in cui un gruppo di sconosciuti smette di essere tale, con dieci minuti di anticipo sulla partenza vera.