10/09/2023
LA RICERCA DELLA PERFEZIONE
Nello sport, nella danza, così come nelle arti marziali, la ricerca della perfezione è una costante della pratica matura.
Nei primi anni in cui ci si esercita difficilmente il gesto è “pulito”, piuttosto tende ad essere “opaco” perché è frutto di una comprensione superficiale; presenta quindi delle lacune: nella precisione, nella postura, nell’eccesso o nell'insufficienza dell'energia impiegata, nella coordinazione, nel ritmo, ecc.
Chi coltiva una disciplina seriamente, giorno dopo giorno “lavora” sul suo corpo e sull'affinamento della tecnica. Poi diventa più propenso alla ricerca di altre qualità, ad esempio la sua personale espressione del movimento, la sua creatività.
Le stesse esigenze che avverte un qualsiasi altro "artista". Il suo lavoro è simile a quello di uno scultore che da un blocco di marmo appena sbozzato cerca di trarre quelle linee pure, quelle forme armoniose e, infine, quella figura ideale e “perfetta” che già risiede nella sua mente.
In tutte le arti del corpo la perfezione del movimento dipende da tante cose, non soltanto dall’acquisizione dei corretti automatismi, dalla precisione dei gesti, dalla qualità della “tecnica”. Per quanto questi siano fattori fondamentali, è indispensabile che l'espressione corporea venga accompagnata da una crescita della consapevolezza di sé (dei propri mezzi, delle qualità personali e delle proprie lacune) in grado di di guidare unitariamente ogni risorsa corporea, mentale ed emozionale.
Nello Zen è proprio la consapevolezza a trasformare il gesto più ordinario in un atto meditativo. La stessa consapevolezza può trasformare in arte attività che in altri contesti sono comuni e quasi banali, ad esempio: la preparazione di una tazza di tè che diventa "Cerimonia del tè", lo scrivere qualcosa (che può diventare "Arte calligrafica") o la disposizione dei fiori ("Ikebana").
Perché nella più assoluta "presenza", quando mente, corpo ed energia vengono fuse coscientemente, anche il movimento più ordinario può essere trasmutato – come in un processo alchemico – in qualcosa di unico, intimamente personale, artistico, magari irripetibile, ma... “perfetto”.