11/27/2022
ɴᴏᴍᴇ ᴇ ᴄᴏɢɴᴏᴍᴇ ; Alistar Moninger
ᴘʀᴇꜱᴛᴀᴠᴏʟᴛᴏ ; Dane DeHaan
ᴅᴀᴛᴀ ᴇ ʟᴜᴏɢᴏ ᴅɪ ɴᴀꜱᴄɪᴛᴀ ; Lonra- 13 ottobre 1988
ᴅɪᴀɢɴᴏꜱɪ ; allucinazioni, autolesionismo e e masochismo
ʜᴏʙʙʏ ; (da inserire)
ᴄᴀʀᴀᴛᴛᴇʀᴇ ; (da inserire)
ʟᴇɢᴀᴍɪ ;
ʙɪᴏɢʀᴀꜰɪᴀ ɪɴ ᴘᴜɴᴛɪ ;
Alistar nacque il 13 ottobre del 1988 nel villaggio di Aldershot, a poche miglia da Londra. Molti avevano la fortuna di nascere in una famiglia benestante e amorevole, ma non lui. La madre del ragazzo era una donna profondamente protestante, fanatica addirittura. Il padre era un alcolizzato in continua lite con la moglie. Alistar crebbe in un ambiente caotico, litigioso, senza la calma di cui egli necessiterebbe. Quattro fatti sono quelli che cambiano radicalmente la vita di questo bambino. Primo fra tutti, il giorno in cui vide il padre, di ritorno dal pub completamente ubriaco, afferrare la madre per il collo iniziando a picchiarla senza alcuna ragione apparente. La scena rimarrà impressa negli occhi del ragazzino per sempre. Non era la prima volta che succedeva, ma solo quella volta lui li vide davvero. Da quel giorno Alistar si attaccò morbosamente alla madre per paura del padre, ma lei, al contrario, si accanì su di lui per sfogare la propria frustrazione. Veniva ripreso in continuazione per ogni minimo errore, ad ogni minima infrazione a ciò che la bibbia diceva, e la cosa iniziò nel tempo a diventare fuori controllo. Venne isolato dagli altri bambini, rinchiuso in casa a studiare da privatista per tutta la durata della scuola primaria. La madre, che era una luterana e fanatica religiosa, trasmise al figlio il concetto dell'innata immoralità del mondo, l'odio verso l'alcolismo e che tutte le donne (esclusa lei) fossero pr******te; inoltre, il sesso era accettabile solo al fine di procreare. Ogni pomeriggio leggeva al proprio figlio la Bibbia, in particolare passi dell'Antico Testamento dove si parla di morte, omicidio e punizione divina. All'età di 14 anni accadde il secondo evento che cambierà radicalmente la mente del ragazzo. Alistar iniziò a sperimentare la propria sessualità, quando un compagno di scuola gli regalò una rivista p***o. Nella tranquillità della vasca da bagno il ragazzo iniziò a sperimentare i piaceri che il corpo umano può dare, ma venne sorpreso dalla madre che lo afferrò per i genitali, chiamandoli “la maledizione dell’uomo”, picchiandolo poi selvaggiamente, rischiando di mandarlo all'ospedale. Nonostante ciò, egli rimase attaccato morbosamente alla madre, sviluppando però l’insolita abitudine di graffiarsi ogni qualvolta che la madre lo sgridava o picchiava, lo faceva sentire bene in qualche modo. La madre però, pochi anni dopo, morì assieme al padre in un incidente d’auto. L’uomo ubriaco alla guida era andato fuori strada, finendo inghiottito dalle acque del lago “Virginia Waters”. Rimasto solo, l’ormai diciottenne Alistar si trasferì a New York. La madre gli aveva insegnato a suonare il pianoforte, cosa che gli permise di entrare al conservatorio, dove iniziò a studiare come organista, pagandosi la scuola con l’eredità lasciatagli dai genitori. Si scoprì essere un ragazzo curioso, si immerse nei libri per conoscere, e ascoltava gli altri per capire. Sviluppò una strabiliante capacità di comprendere le altre persone, dava sempre la risposta giusta al momento giusto, senza però mai parlare di sé. Ascoltava i problemi, analizzava i volti di chi gli parlava, e con il tempo imparò a capirlo con facilità, arrivando a leggere la gente come se fossero tutti libri aperti. Agli occhi degli altri questo ragazzo era uno studente modello, educato, cortese. Non peccava mai di nulla, ogni cosa era in perfetto ordine. Ogni cosa…tranne la sua mente. Se all'inizio i suoi atti di masochismo si limitavano a dei graffi sulle braccia, nel tempo divennero veri e proprio tagli e bruciature. Accadeva ogni volta che Alistar ripercorreva i propri ricordi o sentiva le stesse sensazioni del passato. Accadde poi il terzo fatto che segnò totalmente la sua perdita della sanità mentale. Una notte, dopo aver passato la serata lavorando nel pub dove aveva trovato impiego come barista, Alistar si ritrovò ingabbiato in una rissa, e colpito per errore con un calcio, diede per la prima volta sfogo alla propria rabbia repressa, picchiando a sangue l’uomo che lo aveva colpito precedentemente. Una volta tornato a casa, il ragazzo ripensò a ciò che era successo, e si rese conto che il fatto lo aveva sessualmente eccitato. Alistar divenne così cosciente del suo duplice desiderio di dolore. Farsi del male lo rendeva calmo, lo allontanava dai pensieri della realtà, portandolo in una dimensione quasi spiritica in cui il dolore non faceva male, ma procurava piacere. Procurare dolore invece lo eccitava. Dall'evento della vasca da bagno la sessualità di Alistar era rimasta bloccata, non aveva più osato nulla, non aveva mai avuto esperienze. Non aveva mai toccato una donna, le vedeva tutte come pr******te, e non aveva mai toccato uomini, poiché era, a detta della madre, contro-natura. E fu proprio quella madre, morta nell'incidente d’auto, che causò l’ultimo e forse più importante evento che schiacciò totalmente Alistar nell'oblio e nella follia. Cominciò dal nulla, in pieno giorno: Il ragazzo si stava dirigendo tranquillamente al conservatorio, quando di colpo iniziò a vedere nei volti della gente quello della madre. Allucinazioni forse? Non se ne curò dando per scontato che la causa di quelle visioni fossero gli incubi o il va**um che prendeva ogni tanto per dormire più tranquillo. Ma la cosa continuò, e peggiorò. Dalla semplice visione del suo volto, Alistar iniziò a sentirne la voce, ed iniziò a vederla come presenza. Gli girava attorno, lo seguiva, lo perseguitava. La vedeva nei volti della gente, sentiva la sua voce mentre suonava, e nella solitudine del proprio appartamento, lei si manifestava interamente, nelle sembianze di un corpo diafano, quasi tangibile, terribilmente vero e terribilmente spaventoso. Alistar credette di essere pazzo, tentava di ripetersi che non era vero, che era tutto frutto della sua mente. Gli atti di masochismo ancora aumentarono, ma niente lei era sempre li, anche se il dolore di solito faceva sparire dalla sua mente ogni visione e pensiero negativo. Alistar iniziò a vagabondare per i vicoli più malfamati della città, prima in cerca di risse, poi di pr******te. Uomini o donne non importava, l’importante era che accettassero di soddisfare la sua sete di dolore e sesso. Accadde però che in una di quelle sue notti di follia, egli non riuscì a fermarsi e finì per massacrare un ragazzo che aveva convinto a dargli il suo corpo. Venne immediatamente arrestato e dopo un processo veloce il ragazzo, bollato come in “stato di infermità mentale” venne inviato ad un istituto psichiatrico russo chiamato “Greystone Asylum".