12/10/2025
Molte ragazze, quando vedono le foto di un’atleta in gara, pensano che quella sia la forma da mantenere tutto l’anno.
Ma quella non è “la forma ideale”: è la forma richiesta da uno sport agonistico, creata per un momento preciso e non per essere vissuta nella quotidianità, NON PUÒ ESSERE LA NORMALITÀ!
In questi giorni molti atleti stanno condividendo messaggi simili.
Scelgo di unirmi a questa voce, non perché “fa tendenza”, ma perché è importante ricordarlo con chiarezza: non è il fisico da gara a dover essere un modello di vita, ma la mentalità con cui un’atleta costruisce quella forma.
Arrivarci significa vivere mesi in deficit, allenarsi con la mente quando il corpo è stanco, controllare ogni dettaglio di alimentazione, acqua, peso, passi ecc. Significa dare priorità alla performance, non alla vita sociale, e non al comfort.
Il corpo si definisce, ma allo stesso tempo perde energia, forza e lucidità. E per molte donne, soprattutto nel bodybuilding natural, può significare perdere anche l’equilibrio ormonale e mestruale.
La condizione da gara è un picco: estrema, temporanea, non sostenibile nel tempo. Non è uno standard da mantenere, è qualcosa che si mostra e si conquista solo quando serve.
Ciò che conta davvero si costruisce lontano dal palco: quando si mangia di più, si diventa più forti, si recupera, si cresce. Quando il corpo torna a funzionare pienamente. Quando l’allenamento ti dà energia invece di sottrarla.
Questa è la forma che dura nel tempo: quella che permette di vivere, lavorare, allenarsi e progredire senza consumarsi.
Il mio obiettivo è costruire la mia versione migliore con equilibrio, forza, prestazione e salute, e aiutare le ragazze a fare lo stesso, puntando con pazienza a una forma sostenibile con costanza e impegno!
Salgo sul palco per portare la mia forma più “vera”, quella che ho avuto il coraggio di costruire.
E ciò che si costruisce davvero richiede tempo.
Road to #2026🇨🇦
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