08/04/2022
FRANCESCO MOSER a San Vito al Tagliamento per la presentazione del libro " UN UOMO UNA BICICLETTA" intervistato dal grande giornalista e telecronista sportivo BRUNO PIZZUL
Sabato 23 aprile alle ore 18 presso l’Auditorium “Zotti” di San Vito al Tagliamento ospiterà un grande Campione del Ciclismo, FRANCESCO MOSER, classe 1951, è stato il protagonista di un’epoca splendida del grande ciclismo mondiale con i suoi profondi valori: il sacrificio, la lealtà, la grinta, l’entusiasmo di mettersi in gioco in prima persona e la voglia di innovare.
Tutto questo – racconti inediti, aneddoti, foto d’archivio, dettagli tecnici delle biciclette – è racchiuso nell’atteso libro “Francesco Moser – Un uomo, una bicicletta”, a cura di Beppe Conti, disponibile nelle librerie e negli store digitali dal 09 marzo
10 capitoli segnati da 10 bici che hanno determinato la storia del più importante ciclista italiano: la bici del fratello Aldo che fece innamorare Francesco Moser del ciclismo, la prima bici Moser del 1979 e poi quella famosa del record dell’ora del 1984 e tante altre da scoprire… fino alla nuova bici ibrida FMOSER, appena arrivata sul mercato per il nuovo brand di Francesco Moser e pronta a segnare un nuovo pezzo di storia!
Innovatore in campo tecnologico, Francesco Moser ha curato personalmente le sue biciclette dal 1979, immaginando nuove soluzioni e costruendo con il suo team telai di qualità che venivano marchiati con il nome Moser. Non a caso, oggi il campione trentino è riconosciuto come l’inventore del ciclismo moderno, colui che ha saputo riconoscere l’importanza di un team dietro ai successi: ingegneri, medici, nutrizionisti, preparatori atletici, tutti insieme per lanciare il ciclismo nell’era della scienza applicata allo sport.
Con 273 vittorie su strada da professionista, tra il 1973 al 1988, risulta tutt’oggi il ciclista italiano con il maggior numero di successi e, secondo il sito specializzato ProCyclingStats, è il secondo più importante ciclista al mondo.
Ha vinto diverse classiche: due Giri di Lombardia, una Freccia Vallone, una Gand-Wevelgem e una Milano-Sanremo, oltre a un campionato del mondo su strada e a uno su pista, nell’inseguimento individuale. È stato tre volte vincitore della Parigi-Roubaix (1978, 1979, 1980), vincitore del Giro D’Italia nel 1984, anno in cui ha battuto anche il record dell’ora a Città del Messico frantumando quello di Eddy Merckx, che durava da dodici anni.
La nuova bici è frutto di questa grande esperienza, sinonimo di innovazione e prestazione. Tre anni di R&D hanno portato allo sviluppo di un brevetto rivoluzionario per una bici con prestazioni ai vertici sia nella versione tradizionale sia in quella elettrica: con poche e semplici operazioni chiunque può passare da una versione all’altra, semplicemente sostituendo la ruota posteriore ed inserendo o sfilando la batteria.
Il volume da collezione “Francesco Moser – Un uomo, una bicicletta”, con copertina rigida che rappresenta la ‘bici del futuro’ e carta patinata, racconta con una nuova imperdibile veste la straordinaria vita di un uomo che con la sua intraprendenza ha lasciato un segno indelebile nella storia. Contiene la preziosa prefazione di Bernard Hinault.
BRUNO PIZZUL è un giornalista, telecronista sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista o difensore. È stato telecronista per la RAI degli incontri della nazionale italiana di calcio dal 1986 al 2002.
Nato a Udine l’8 marzo del 1938, ha passato la sua infanzia a Cormons (nel Friuli) dove ama rifugiarsi nella tranquillità delle sue montagne. Il papà, macellaio, sperava che seguisse le sue orme, mentre la mamma era quella che dettava le regole e teneva molto agli studi. A tal proposito, un episodio simpatico che Pizzul ricorda spesso: alla sua prima insufficienza il padre gli regalò una bicicletta, mentre la mamma lo mandò a letto senza cena.
Formatosi alla scuola di don Rino Coccolin, parroco di Cormons, prova la carriera agonistica nel mondo del calcio e nel 1957 si trasferisce a Catania per giocare nella squadra etnea come centromediano. Tre sono le compagini in cui milita: Udinese, Cremonese e Catania. Un infortunio al ginocchio però gli preclude ogni velleità agonistica.
Entra in RAI superando un concorso istituito nel 1969 da Radio Trieste. Nello stesso anno realizza la sua prima telecronaca, la partita è Juventus – Bologna. Da allora sono più di 2000 le sue telecronache. Dal 1982, dopo i mondiali di calcio, diviene la prima voce della RAI per gli incontri della nazionale e per le partite più importanti.
Il 31 dicembre 1999 Bruno Pizzul presenta, in collegamento da Saxa Rubra, Millennium, una trasmissione di quindici ore per seguire in diretta lo scoccare della mezzanotte in oltre sessanta paesi del mondo.
Nel maggio 2000 è il telecronista de “La Partita del Cuore per la Pace” affiancato da Andrea Mingardi. Dal 10 giugno al 2 luglio 2000 è il telecronista RAI dei principali incontri degli Europei 2000 di calcio.
Il 29 ottobre 2000 è il telecronista dell’incontro Nazionale italiana – Rappresentativa All Star, evento che chiude il Giubileo degli sportivi. Il 18 giugno 2001 è il telecronista de “La Partita del Cuore 2001”.
Dal mese di agosto dello stesso anno e per qualche tempo è nel cast di “Quelli che il calcio…” programma della domenica di RAI2, dove spesso viene preso in giro per la sua passione per il vino, di cui è ottimo intenditore. Nel 2014 va in onda su RAI News 24 ogni mattina alle 7.30 con Marco Franzelli; alle 11 è su Radio Monte Carlo con Teo Teocoli. Dal 2015 Bruno Pizzul è di nuovo in RAI tra gli opinionisti de “La Domenica Sportiva”.
Il giornalista non ha mai amato parlare molto della sua vita privata e non ha profili social (ad eccezione di un account Twitter che utilizza prevalentemente per condividere notizie che lo interessano), quindi sono poche le informazioni che abbiamo sul suo conto. Sappiamo che Bruno Pizzul è sposato con Maria, donna che ha conosciuto quando entrambi erano molto giovani e dalla quale non si è mai separato.
La coppia ha avuto tre figli: Fabio, nato nel 1965, e due femmine di cui non abbiamo notizie. Bruno, che in passato è stato più volte lontano dalla famiglia per motivi di lavoro, è oggi un nonno molto presente nella vita dei suoi nipotini. Dopo aver vissuto per tantissimi anni a Milano, Pizzul è tornato ora ad abitare a Cormòns, dove aveva trascorso la sua giovinezza.