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Voglio coltivare e proteggere questa curiosità di scoprire il mondo — e non solo — di provare, testare e sentirmi pienam...
26/03/2026

Voglio coltivare e proteggere questa curiosità di scoprire il mondo — e non solo — di provare, testare e sentirmi pienamente libero.

Voglio continuare, nel tempo, a essere una persona curiosa, che rischia, che teme meno il fallimento dei rimpianti.

Perché quando vi diranno: “tra qualche anno vedrai”, “non sarà sempre così” e tante altre cose, spesso vi stanno solo riversando addosso le loro frustrazioni.

Ricordategli — e soprattutto ricordatevi — che la libertà è uno stato d’animo, e va conquistata.

Komorebi (木漏れ日).Komorebi è una parola giapponese molto poetica che indica la luce del sole che filtra tra le foglie degl...
13/03/2026

Komorebi (木漏れ日).

Komorebi è una parola giapponese molto poetica che indica la luce del sole che filtra tra le foglie degli alberi.

Non descrive solo un fenomeno visivo, ma anche la sensazione di calma e armonia con la natura che spesso si prova in quel momento.

Immagina di iniziare a vivere davvero.Uscendo dagli schemi che la società ci suggerisce — spesso senza che ce ne accorgi...
07/03/2026

Immagina di iniziare a vivere davvero.

Uscendo dagli schemi che la società ci suggerisce — spesso senza che ce ne accorgiamo.

Immagina di scegliere realmente cosa fare della tua vita, senza seguire ciò che “si dovrebbe fare”.

Figli solo se li desideri davvero.
Un lavoro che ti renda libero, non schiavo.
Un luogo nel mondo che puoi chiamare casa.
Una consapevolezza finanziaria che ti permetta di vivere con più libertà.

Lo so, è un pensiero forte.
Forse anche inusuale.

Ma anche tremendamente reale.

Spesso ce ne dimentichiamo, trascinati da una routine che chiamiamo “vita”.

Se ti ritrovi in queste parole, fermati un attimo.

Rifletti.

E se senti che è il momento di cambiare qualcosa, agisci.

Perché, più di quanto pensiamo, molto è davvero possibile.

La “strada giusta” non si trova per caso: la imbocchi solo se hai il coraggio di tentare, sbagliare, rialzarti e riprova...
07/02/2026

La “strada giusta” non si trova per caso: la imbocchi solo se hai il coraggio di tentare, sbagliare, rialzarti e riprovare. È il risultato di un movimento continuo, non di un’intuizione improvvisa o di una scelta perfetta al primo colpo.

Per alcuni il percorso è più lineare, quasi intuitivo; per altri è lungo, tortuoso, disseminato di deviazioni e di scelte che, col senno di poi, sembrano “sbagliate”. Ma spesso sono proprio quelle svolte incerte a insegnarci qualcosa di decisivo su chi siamo e su cosa desideriamo davvero. Gli errori, più che fallimenti, sono strumenti di orientamento.

E poi c’è un’altra verità scomoda: la “strada giusta” non è necessariamente definitiva. Ciò che oggi ci rappresenta, domani potrebbe starci stretto. Cresciamo, cambiamo priorità, maturiamo nuove consapevolezze. Una direzione che un tempo ci faceva sentire vivi può perdere significato, non perché fosse sbagliata, ma perché siamo cambiati noi.

Molti restano intrappolati per anni — talvolta per una vita intera — in quella che credevano fosse la loro strada. Avvertono che non li rispecchia più, ma la paura del cambiamento, del giudizio, dell’incertezza li trattiene. Eppure rimanere fermi per timore di sbagliare ancora è, in fondo, l’unico vero errore.

La strada giusta non è un punto d’arrivo immutabile: è un percorso che evolve insieme a noi. E richiede una sola cosa, sempre: il coraggio di rimettersi in cammino.

Per anni ho puntato tutto sulla performance.L’allenamento era la mia benzina, la spinta da riversare in ogni altro ambit...
27/01/2026

Per anni ho puntato tutto sulla performance.

L’allenamento era la mia benzina, la spinta da riversare in ogni altro ambito, dallo studio al lavoro. Poi, gradualmente, qualcosa ha iniziato a cambiare. È subentrata una nuova consapevolezza.

Alt: ho parlato spesso di agonismo e non sono qui per screditare il passato, ma semplicemente per testimoniare che nella vita esistono fasi diverse.

Questo, ad esempio, è il momento in cui la performance — in allenamento, ma non solo — è passata in secondo piano. Oggi mi alleno per il piacere di farlo, per il benessere psicofisico, per godermi il cibo e come “seconda forma” di meditazione. Niente numeri, niente ansia da prestazione, nessun obiettivo prefissato: solo piacere. In questo momento della mia vita, sento che va bene così.

Il problema, quello vero, è che siamo stati spinti verso la società della performance, dove se non porti risultati sembri valere meno, e dove se non ti “rompi le ossa” in allenamento vieni etichettato come debole. È un meccanismo che si riflette nello sport, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni.

La buona notizia è che puoi volerti bene lo stesso. Puoi essere una voce fuori dal coro e abbandonare la cultura della performance — che, bada bene, non significa fare le cose a caso o lasciarsi andare — per ritrovare il puro piacere di agire.

Siate voi stessi, siate diversi e godetevi ogni piccolo traguardo, sportivo e non.

Una bellissima esperienza in quel di Villa Maiella.Dall’accoglienza all’arrivederci, passando per la cena, il pernotto e...
25/01/2026

Una bellissima esperienza in quel di Villa Maiella.

Dall’accoglienza all’arrivederci, passando per la cena, il pernotto e la squisita colazione.

Il cibo, a mio avviso, va inteso proprio così: come un vero e proprio viaggio nel gusto (e sapete bene quanto noi adoriamo viaggiare, spesso e volentieri anche attraverso i sapori). Non solo: è uno dei piaceri della vita capace di regalare emozioni, convivialità e aggregazione.

Godere del buon cibo non significa lasciarsi andare senza controllo o freni inibitori, ma non deve nemmeno significare privarsene, nascondendosi dietro palesi forme di DCA.

A tal proposito, se da un lato dovreste guardarvi da chi non presta alcuna attenzione a ciò che introduce nel proprio corpo (“perché tanto la vita è una”), fate altrettanto con coloro che vivono all’estremo opposto, limitandosi ad adorare i propri “quattro alimenti in croce”.

Che dire, spero proprio a una prossima volta!

Ormai siamo abituati a sentirci a casa ovunque, in ogni luogo in cui ci fermiamo, anche solo per una notte.La verità è c...
18/12/2025

Ormai siamo abituati a sentirci a casa ovunque, in ogni luogo in cui ci fermiamo, anche solo per una notte.

La verità è che ciò che fa la differenza è come viviamo quei momenti. Spesso chiamiamo “casa” solo ciò che possediamo, dimenticando che tutto, tra le nostre mani, è solo di passaggio.

La Thailandia ci ha insegnato proprio questo, accogliendoci ovunque: dalle montagne del Nord al mare del Sud. Ci siamo letteralmente persi tra templi, foreste e spiagge meravigliose.

Un consiglio? Dedicate più tempo al Nord. È lì che assaporerete la vera cultura thailandese: meno turistica, più autentica e dal fascino incredibile.

Alla prossima avventura!

Sono stati due anni impegnativi, pieni e faticosi. Non so dire con certezza se mi abbiano dato più di quanto mi abbiano ...
06/11/2025

Sono stati due anni impegnativi, pieni e faticosi.

Non so dire con certezza se mi abbiano dato più di quanto mi abbiano tolto, ma sono contento di aver portato a termine questo percorso.

Ora che questa porta è chiusa, vediamo se riusciamo ad aprirne un’altra.

In caso contrario, sarà stata comunque un’esperienza arricchente!

Composizione corporea ed equilibrioQuando si parla di equilibrio per la composizione corporea, ci sono cinque punti fond...
18/08/2025

Composizione corporea ed equilibrio

Quando si parla di equilibrio per la composizione corporea, ci sono cinque punti fondamentali da ricercare:

•Un elevato output calorico tramite l’allenamento. Alternare sessioni aerobiche (a varie intensità) con allenamenti contro resistenza garantisce non solo un’alta spesa energetica, ma anche un eccellente partizionamento calorico.

•Un’adeguata quota calorica per sostenere gli allenamenti ed essere performanti a livello fisico e mentale. Per una persona attiva, mangiare a sufficienza non è una scelta, ma una vera e propria necessità, dove anche la corretta ripartizione dei macronutrienti gioca un ruolo chiave.

•Una percentuale di massa grassa funzionale. Bisogna trovare il proprio compromesso tra estetica e performance, un punto di equilibrio che per alcuni sarà più alto e per altri più basso.

•La sostenibilità del processo. Qualsiasi percorso intrapreso deve essere sostenibile nel lungo periodo, altrimenti si rischia di abbandonare tutto alla prima difficoltà.

•Flessibilità nella gestione. Un protocollo rigido e non adattabile, quasi sicuramente, non garantirà buoni risultati nel lungo termine.

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