07/02/2021
IL GIORNO DELLA PARTENZA: SENZA NESSUNA GARANZIA DI RITORNO. Gli horror per Monte Prama, le scelte senza reale giustificazione non finiscono mai: dalla divisione del complesso scultoreo, passando per lo sdoganamento dell'impianto di vigne a ridosso dello scavo principale, includendo un "Piano di Comunicazione" fallimentare. Contravvenendo all'accordo di collaborazione siglato nel 2017 dal ministro Franceschini, il 25 febbraio 2021 verranno trasportate dal Museo di Cabras al centro restauri di Calamosca (Cagliari, in realtà nella sede della ditta Desogus Restauri S.R.L.) 4 sculture, già esposte nel museo, e 35 casse di materiale lapideo associato a esse: provengono dagli scavi 2014-2016. L'esperienza di restauro 2007-2011, pluripremiata e portata avanti dal CCA di Roberto Nardi al centro Li Punti di Sassari, era proseguita brevemente proprio al museo di Cabras, per alcuni dei nuovi pezzi. I motivi per i quali la positiva esperienza, con conseguente valorizzazione territoriale - un must delle nuove linee sui beni culturali- non debba continuare, non sono resi noti: in ottemperanza alla campagna del silenzio che avvolge Monte Prama. Quello di Monte Prama non è solo un'enorme smacco per Cabras (peraltro gravissimo e siamo col sindaco): le vicende di Monte Prama sono una vergogna globale, un insulto al modo in cui si dovrebbe valorizzare e comunicare un bene culturale immenso, un esempio fulgido di come non si fa scienza, disseminazione dei dati e collaborazione tra enti e competenze. Il sindaco dice : "la nostra è una battaglia di dignità", e ha ragione. Solo che le battaglie di dignità Monte Prama le ha sempre p***e, tranne che in alcune occasioni. E il silenzio dell'archeologia isolana continua. Immagini da: https://www.videolina.it/articolo/tg/2021/02/04/mont_e_prama_restauro_a_cagliari_per_cabras_un_danno_enorme-78-1111946.html