02/04/2021
IL VOCABOLARIO DELLA POVERTÀ
(SECONDA PARTE)
4. ~VALE LA PENA:~
Un’altra espressione comune nel vocabolario della povertà è «VALE LA PENA.»
La pena è tristezza, dolore, angoscia... Quello che stai per fare non vale la pena, vale lo sforzo, vale la pena la SODDISFAZIONE, la GIOIA...
5. ~SACRIFICIO:~ È una risposta tipica di molte persone, quando chiedono «come stai?»: «QUI, FACENDO MOLTI SACRIFICI.» Non ti rendi conto che la tua affermazione inconscia sta creando nella tua vita la sensazione di «lotta», di andare contro le difficoltà, contro gli ostacoli, che sperimenti giorno dopo giorno, sentendo che stai lottando contro molti per ottenere ciò che vuoi. Invece, potresti creare un’altra affermazione che ricrea un altro scenario nella tua vita quotidiana. Per esempio, rispondere: MOLTO BENE!, o qualsiasi altra affermazione positiva.
Bisogna prestare attenzione alle parole. Una parola è un pensiero parlato. Un pensiero è una parola silenziosa. Le parole sono un potere, un’energia creativa: creano idee, creano sensazioni; ciò che ascolti può determinare ciò che provi. LE PAROLE CREANO IMPOSTAZIONI MENTALI!
Le parole hanno potere perché sono ascoltate nella mente, sia di chi le ascolta che di chi le pronuncia e le trasforma in immagini.
Ogni parola viene associata ad un’immagine e ad una sensazione. Per esempio, quando senti la parola «AEREO», è molto probabile che la tua mente veda un aeroplano e lo veda volare.
Le parole creano immagini e quelle figure mentali amplificano ciò che siamo. Tendono ad accentuare i nostri sentimenti più elementari. Le parole sono decreti.