11/04/2026
Pio Esposito si racconta senza filtri e parte dal momento più duro: il rigore sbagliato contro la Bosnia. “Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire che cosa fosse successo, ero sotto terra”, ha confessato l’attaccante dell’Inter al Corriere, tornando su una serata che gli ha lasciato addosso dolore e senso di responsabilità. Ma il messaggio è chiaro: chi si prende certe responsabilità sa anche che può sbagliare. “Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò”.
Il classe 2005 ha poi risposto anche a chi lo considera troppo esaltato dai media: “C’è esagerazione, sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla B, a cui nessuno ha regalato nulla”. Una presa di posizione netta, con i piedi ben saldi a terra e senza voler alimentare paragoni ingombranti.
Nel percorso di crescita, Esposito ha spiegato quanto siano state importanti anche le difficoltà vissute da bambino, il lavoro con uno psicologo dello sport e le due stagioni in Serie B, servite per formarsi prima del grande salto. E nel presente si gode l’Inter, con un modello chiarissimo davanti agli occhi: Lautaro Martinez. Di lui, più di tutto, lo colpisce la mentalità: “Quello che ti emoziona è la sua passione, la fame che ha: anche in allenamento gioca come fosse la finale del Mondiale”.
Un ragazzo che non si nasconde, si assume le responsabilità e guarda avanti. Senza alibi.
⚽🔥