06/10/2023
Prānāyāma significa “allungamento del respiro". Spesso viene tradotto con “controllo dell’energia vitale”.
Preferisco la prima traduzione, perché riporta all’essenzialità del ruolo della respirazione come mezzo per realizzare chiarezza e concentrazione. Di conseguenza, possiamo sperimentare una raffinata e spontanea qualità del respiro, frutto del diverso stato mentale indotto dalla pratica di prānāyāma.
Inoltre, allungare la respirazione in modo sapiente e mirato costituisce uno stimolo salutare al nostro sistema neurovegetativo, che, grazie alla sua profonda intelligenza, lo canalizza proprio dove ne abbiamo bisogno.
Quindi, grazie al prānāyāma, diamo uno stimolo al nostro sistema, osserviamo la sua risposta ed eventualmente, se c’è bisogno, modifichiamo il nostro input. Non abbiamo il potere di controllare e dirigere precisamente quello che avviene nel nostro corpo: non siamo i padroni di quello che accade.
Questo può permetterci di essere rilassati e aiutarci a non considerarci sempre al centro di ciò che avviene.