23/11/2025
La “comodità” del cavaliere in sella
Brutte notizie, la “comodità” del cavaliere in sella, non esiste, perché il concetto di “comodità” del cavaliere va in contraddizione in termini e in pratica con il suo assetto, L’assetto del cavaliere in sella, sebbene debba essere giustamente impostato, ad esempio con i canoni del Metodo Capriliano che esige una certa angolazione del ginocchio, del gomito, l’apertura delle spalle, il tallone basso, in realtà è un assetto non assetto, in quanto il cavaliere, sempre nell’ottica dei principi caprilliani deve assecondare in modo morbido, discreto, concreto il movimento del cavallo, che sia alle tre andature, al salto o nelle variazioni plano altimetriche del terreno. La “comodità” quindi è un concetto astratto e se il cavaliere ha dei problemi di contratture o altro in sella, o è perché non è ben impostato o non ha equilibrio. Tutto ciò poi si riverbera nel cavallo che risentirà delle cattive posture, delle cattive posizioni del cavaliere, nella ripartizione errata del suo peso, delle asimmetrie di cui ogni cavaliere purtroppo soffre.
Raffaella Scelsi Istruttore capo dell'Accademia Equestre San Paolo