30/04/2026
IL BAMBINO DEVE CONTARE PIÙ DELLA SOCIETÀ.
Il prossimo anno vieni a giocare da noi 😉
La dicono con convinzione, spesso con orgoglio.
Ma dietro quella proposta, cosa si nasconde davvero?
“Da noi si vince sempre.”
“Abbiamo il campo sintetico nuovo.”
“Siamo affiliati con una squadra di Serie A.”
“Facciamo tornei contro squadre professionistiche.”
“Abbiamo due pullman, cinque squadre, due allenatori per categoria…”
Poi inizia la stagione.
Il figlio di Tizio è nella squadra “Élite”, il tuo finisce nella “Base”, che per non esser crudi chiameranno Bianca, Blu e Rossa ma tutti conoscono bene cosa significa essere nell’organico della Rossa e pagare la stessa quota di chi é nella bianca (élite).
Ti domandi perché?
Ti dicono che è solo l’inizio, che è tutto meritocratico, che lo vedranno…
Nel frattempo, il bambino si sente spaesato, non riconosciuto, magari isolato.
Si allena, gioca, fa del suo meglio, ma il campo è un luogo freddo, pieno di urla, classifiche, aspettative.
Il calcio che amava, inizia a stargli stretto.
A tavola parla del suo vecchio allenatore, degli amici dell’anno scorso, delle partite finite con un gelato e non con una ramanzina.
Non vuole più allenarsi con un urlatore tre volte a settimana per poi sentirsi dire che “non è pronto” per la partita mentre altri che non hanno fatto allenamento e si comportano male vengono convocati e schierati titolari…(meritocrazia, dicevano…)
Non sogna più di diventare un campione, vuole solo tornare a divertirsi. Se questo è il calcio é pronto a lasciare.
Ecco allora la vera domanda da farsi, quella che ogni genitore dovrebbe tenere ben presente:
per chi stiamo scegliendo tutto questo?
Per noi o per loro?
La vera squadra è quella dove un bambino si sente a casa.
Se manca il sorriso, se manca l’entusiasmo, non c’è vittoria che tenga.