Freedom Studio Personal Training

Freedom Studio Personal Training Studio di Personal Training Ma perchè allenarsi al Freedom Studio? Noterete crescere in voi stessi grande energia, motivazione e benessere.

http://www.freedomstudio.it - Freedom Studio è uno spazio dedicato al fitness e al benessere, dove professionalità ed eleganza trovano finalmente un punto d'incontro. Il nostro studio offre ai propri clienti un ambiente moderno e luminoso, dove sono utilizzati i più moderni metodi di allenamento e strumenti di valutazione. La grande passione che ci anima ci spinge ad offrire ai nostri clienti un'

esperienza alternativa alla classica palestra. Per noi allenamento non significa allenarsi accanto ad un gruppo di sconosciuti sudati; a differenza di una palestra non ci sono f***e, non ci sono attese, non è necessario elemosinare l'attenzione di un istruttore annoiato, e soprattutto non c'è modo di distrarsi dai propri obiettivi. Ogni secondo del Vostro allenamento è importante, come altresì preziosa è la possibilità di allenarsi in un ambiente privato dove poter creare una comunicazione efficace col vostro allenatore. Questo significa che, dopo un iniziale colloquio, il programma di allenamento sarà strutturato sulla base delle vostre esigenze e obiettivi. Dopo aver eseguito una serie completa di test sarete seguiti in ogni fase del processo in modo da monitorare i progressi e regolare l'intensità del lavoro man mano che le vostre capacità crescono. Per concludere, il nostro metodo di lavoro vi aiuterà a raggiungere i vostri obiettivi nel minor tempo possibile, senza illudervi con false aspettative. Imparerete a metabolizzare lo stress quotidiano, ad adottare uno stile di vita più sano, più naturale.

29/05/2020

5 CONSIGLI PER RICOMINCIARE A CORRERE E TORNARE AI LIVELLI DI UN TEMPO

Ricominciare a correre dopo un periodo più o meno lungo di inattività è sicuramente liberatorio, ma comporta anche qualche rischio. Ecco quindi alcuni consigli su come evitarli e iniziare di nuovo a correre con regolarità, con l’obiettivo di tornare in forma ad essere performanti come prima del periodo di stop.

1. Procedete con gradualità

Nella fase immediatamente successiva al periodo di inattività, ogni allenamento dovrà essere preceduto da 10’ di cammino a velocità progressiva. Iniziate poi con 10-15 minuti di corsa per progredire di 5-10 minuti nelle sedute successive fino a quando non riuscirete a correre 40′ di fila. Poi potrete fare degli step di 10′, fino ad arrivare a correre 60 minuti.Il ritmo di corsa dovrà basarsi sulla respirazione, dovrete correre a ritmo di CRF (corsa respirazione facile, tale da poter parlare con facilità). Fin dalle prime uscite inserite al termine dell’allenamento degli allunghi (non scatti) di 80 metri, correndo un po’ più forte del vostro lento. Il recupero fra ogni allungo dovrà essere in surplace.Congratulazioni, avete ricominciato a correre! Ora, dopo che avrete corso un paio di volte per 60′ potrete iniziare a seguire un qualsiasi programma di allenamento running. Anche chi durante lo stop alla corsa ha sopperito con attività sportive alternative adatte ad allenare l’apparato cardiocircolatorio (come nuoto e rulli indoor) potrà eseguire lo schema proposto perché avrà perso comunque elasticità muscolare. Chi invece ha potuto correre sul tapis roulant sarà decisamente avvantaggiato: alla ripresa si troverà in perfetta forma, almeno sul piano organico, pur avendo perso sensibilità abitudine alla corsa all’aperto.

2. Correte a giorni alternati

Specie se siete stati per molte settimane a digiuno di corsa, non esagerate. I primi giorni dopo aver ricominciato a correre la voglia è tanta ma correre tutti i giorni potrebbe non essere la soluzione migliore. Concedetevi scarico e recupero. E magari approfittate dei giorni in cui non correte per dedicarvi ad attività cardio alternative, esercizi di propriocezione o workout di core stability con esercizi per addominali in isometria.

3. Fate stretching ogni giorno

Lo stretching per i runner, lo sappiamo, è molto importante e lo è soprattutto quando ci si appresta a ricominciare a correre. Ci permette di mantenere efficiente il nostro corpo. allenando la flessibilità dei muscoli e la mobilità delle articolazioni. Lo stretching è fondamentale, ma va fatto sempre e con attenzione

4. Concentratevi sulla tecnica di corsa

Utilizzare una corretta tecnica di corsa vi aiuterà, se ricominciate a correre dopo molto tempo, ad evitare rischi, contratture e infortuni. Quando tornerete a correre su strada ricordatevi di portare il baricentro in avanti, mantenendo i passi radenti e rilassando le braccia. Se siete abituati al tapis roulant tenderete a rimbalzare troppo verso l’alto, aumentando il rischio di infortuni e facendovi sprecare un sacco di energia. Quindi cercate di evitarlo.Quando correrete in salita, ricordate di tenere le ginocchia basse e di accorciate il passo. In discesa, invece, atterrate di pianta e non di tallone. Per il primo mese vi consiglio di correre solamente in pianura, sull’asfalto, con scarpe da running ben ammortizzate. Anche questo vi aiuterà a ridurre il rischio di traumi e infortuni.

5. Controllate il vostro regime nutrizionale

L’inattività e il lavoro da casa potrebbero aver causato un aumento di peso. È il momento giusto per rimettersi in riga, adottando un regime nutrizionale corretto e sano. Questo vi aiuterà a ricominciare a correre nel migliore dei modi. Un corpo nutrito in modo corretto è più efficiente e, senza kg di troppo, la corsa è meno traumatica per le articolazioni.

02/09/2019

ALLENAMENTO E MICROBIOTA INTESTINALE: METODOLOGIE A CONFRONTO

Confrontando un allenamento basato sul metodo a sprint intervallati (SIT) con un metodo di tipo continuo ad intensità moderata (MICT), si evidenzia che entrambe le modalità hanno ridotto i marker infiammatori sistematici e intestinali (TNF α, LBP) e migliorato il microbiota intestinale.
Questo in sintesi il risultato di un recente studio effettuato su soggetti sedentari, avviati all'esercizio fisico.

Motiani KK et al. Exercise Training Modulates Gut Microbiota Profile and Improves Endotoxemia. Med Sci Sports Exerc. 2019 Aug 16.

I ricercatori, a fronte dei risultati paragonabili tra i due metodi come sopra riportato, fanno notare anche quanto segue:
- il VO2max è aumentato significativamente solo nel gruppo SIT;
- entrambi i metodi non hanno avuto effetto significativo sull'assorbimento di glucosio intestinale;
- l'assorbimento di acidi grassi diminuisce solo con il metodo MICT.
(fonte Elav)

Curare l’obesità è salvare delle viteUna dieta non corretta è un importante fattore di rischio prevenibile per le malatt...
21/05/2019

Curare l’obesità è salvare delle vite

Una dieta non corretta è un importante fattore di rischio prevenibile per le malattie non trasmissibili (NCD); sono molte le prove a supporto di potenziali relazioni causali tra specifici fattori dietetici (es. frutta, verdura, carne lavorata e assunzione di grassi trans) e NCD (cardiopatia ischemica, diabete e tumore del colon-retto).

L’impatto dell’alimentazione sulla salute è stato analizzato tramite il consumo di alimenti e nutrienti principali in 195 paesi negli adulti con età >25 anni.

I principali input di questa analisi includevano l'assunzione di ciascun fattore dietetico, la dimensione dell'effetto del fattore dietetico sull'endpoint della malattia e il livello di assunzione associato al più basso rischio di mortalità. Quindi, utilizzando le frazioni attribuibili alla popolazione specifiche della malattia, la mortalità e gli anni di vita aggiustati per la disabilità (DALY), i ricercatori hanno calcolato il numero di decessi e DALY attribuibili alla dieta per ciascun esito della malattia.

Nel 2017, 11 milioni di decessi e 255 milioni di disabilità erano attribuibili a fattori di rischio alimentare. Le malattie cardiovascolari sono state la principale causa di decessi legati all'alimentazione.

Un alto apporto di sodio (3 milioni [1-5] morti e 70 milioni [34-118] DALY), un basso apporto di cereali integrali (3 milioni [2-4] morti e 82 milioni [59-109] DALY), e un basso apporto di frutta (2 milioni [1-4] morti e 65 milioni [41-92] DALY) sono stati i principali fattori di rischio alimentare per decessi e DALY a livello globale e in molti paesi.

Questo studio fornisce un quadro completo del potenziale impatto dell’alimentazione sulla mortalità e morbilità della NCD, evidenziando la necessità di migliorare la dieta a livello globale.

Il miglioramento della dieta potrebbe potenzialmente prevenire un decesso su cinque a livello globale. I risultati di questo studio mostrano che, a differenza di molti altri fattori di rischio, i rischi dietetici hanno colpito le persone indipendentemente dall'età, dal sesso e dallo sviluppo sociodemografico del loro luogo di residenza.

Sebbene l'impatto dei singoli fattori dietetici vari nei vari paesi, l'assunzione non ottimale di tre fattori dietetici (cereali integrali, frutta e sodio) ha rappresentato oltre il 50% dei decessi e il 66% dei DALY attribuibili all’assunzione alimentare.

Autori: GBD diet collaborators
Fonte: The Lancet 2019. 393; 10184, 1958-72
Link della fonte: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(19)30041-8

CARNI ROSSE SI O NO?I risultati tra studi randomizzati e controllati che valutano l'effetto della carne rossa sui fattor...
18/05/2019

CARNI ROSSE SI O NO?

I risultati tra studi randomizzati e controllati che valutano l'effetto della carne rossa sui fattori di rischio della malattia cardiovascolare sono incoerenti.

E’ stata recentemente condotta una meta-analisi aggiornata per determinare se c’è relazione e se dipende dalla composizione della dieta di confronto, ipotizzando che le fonti vegetali possano essere relativamente vantaggiose.

Via PubMed, si sono ricercati sistematicamente gli studi randomizzati controllati pubblicati fino a luglio 2017 che confrontavano le diete con assunzione di carne rossa con diete che sostituivano la carne rossa con una varietà di cibi.

Queste ultime sono state stratificate secondo le fonti di proteine:
- vegetali di alta qualità (legumi, soia, noci);
- pollo / pollame / pesce;
- solo pesce;
- solo pollame;
- fonti miste di proteine ​​animali (compresi i prodotti lattiero-caseari);
- carboidrati (cereali raffinati di bassa qualità e zuccheri semplici, come pane bianco, pasta, riso, biscotti / biscotti);
- dieta abituale.

I ricercatori hanno eseguito la meta-analisi confrontando le differenze nei cambiamenti di lipidi nel sangue, apolipoproteine ​​e pressione sanguigna per tutti gli studi combinati e stratificati secondo le diete specifiche di confronto.

Sono stati inclusi trentasei studi per un totale di 1803 partecipanti.

I risultati sono quelli attesi: non ci sono state differenze significative tra la carne rossa e tutte le diete di confronto combinate sulle variazioni delle concentrazioni ematiche di LDL, HDL, apolipoproteine ​​A1 e B o pressione sanguigna.

Ovvero, carni rosse verso resto del mondo, nessuna differenza, tranne che la carne rossa ha comportato minori riduzioni dei trigliceridi rispetto alle altre diete prese tutte insieme.

Quando i dati sono stati analizzati rispetto a diete di confronto specifiche, la carne rossa ha prodotto minori riduzioni del colesterolo totale e LDL rispetto la dieta con fonti di proteine ​​vegetali di alta qualità.

Rispetto al pesce, la carne rossa ha prodotto maggiori diminuzioni nelle LDL e HDL. Rispetto ai carboidrati, la carne rossa ha prodotto maggiori diminuzioni dei trigliceridi.

Le incoerenze riguardanti gli effetti della carne rossa sui fattori di rischio della malattia cardiovascolare sono attribuibili, in parte, alla composizione della dieta comparativa. Sostituendo le carni rosse con fonti proteiche di alta qualità, ma non con pesce o carboidrati di bassa qualità, si ottengono cambiamenti più favorevoli nei lipidi e nelle lipoproteine ​​nel sangue.


Autori: Guasch-Ferré M, Satija A, Blondin SA, Janiszewski M, Emlen E, O'Connor LE, Campbell WW, Hu FB, Willett WC, Stampfer MJ.
Fonte: . Circulation.2019 Apr 9;139(15):1828-1845. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.118.035225.
Link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3095871

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11/05/2019

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24/04/2019

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Smettere lo sport... non è buono per il corpoL’esercizio di allenamento in soggetti che praticano uno sport agonistico h...
16/04/2019

Smettere lo sport... non è buono per il corpo

L’esercizio di allenamento in soggetti che praticano uno sport agonistico ha effetti benefici sulla corporatura fisica e sulla composizione corporea; il problema è quando si smette!

La sedentarietà ha un effetto sfavorevole per tutti, ma su di loro è più grave.

E’ quanto ha dimostrato uno studio progettato per verificare l’effetto di un periodo di sei settimane senza allenamento sulla composizione corporea sia in giovani calciatori ben allenati (GE, n = 43) che in adolescenti maschi sedentari (GC, n = 10) come gruppo di controllo.

Le misurazioni della composizione corporea includevano la massa grassa e la massa muscolare scheletrica (SMM), che sono state stimate dall'antropometria.

Inoltre, l'acqua corporea totale (TBW), l'acqua intracellulare (ICW) e l'acqua extracellulare (ECW) sono stati valutati mediante analisi di impedenza bioelettrica (BIA) alla fine dell'allenamento e dopo i periodi di sospensione.

Dopo il periodo di pausa/sedentarietà di sei settimane, sono stati rilevati incrementi significativi nel TBW (35.5 ± 5.2 vs.36.7 ± 4,9 kg; p

Nutr Hosp. 2017 Jun 5;34(3):632-638. doi: 10.20960/nh.618.

DOLCIFICANTI? Anche no....Mandano il sistema in confusione!Si usano ampiamente i dolcificanti non nutritivi (NNS) nei te...
26/03/2019

DOLCIFICANTI? Anche no....
Mandano il sistema in confusione!

Si usano ampiamente i dolcificanti non nutritivi (NNS) nei tentativi di ridurre l’apporto calorico giornaliero complessivo, perdere peso e sostenere una dieta sana.

In generale, ci sono tre tipi principali di dolcificanti utilizzati nell'industria alimentare oggi: edulcoranti ad alta intensità (ad es. Acesulfame potassio, advantame, aspartame, neotame, saccarina e sucralosio), alcoli di zucchero (ad es. Eritritolo, glicerolo, mannitolo, sorbitolo e xilitolo) e dolcificanti naturali (ad es. miele, polvere di lucuma, sciroppo d'acero, frutto di monaci noto come estratto di frutta di siraitia grosvenorii , stevia e sciroppo di yacon). Gli edulcoranti ad alta intensità possono essere sintetici o naturali e sono classificati in due categorie: nutritivi e non nutritivi. La maggior parte dei dolcificanti ad alta intensità usati oggi rientra nella categoria non nutritiva, ad eccezione dell'aspartame.
I dolcificanti non nutritivi interagiscono con i recettori del gusto dolce, con la composizione del microbiota intestinale e con le risposte metaboliche per alimenti dolci, con una maggiore assunzione di cibo e conseguente aumento di peso.
Esistono dati scientifici insufficienti a supporto della sicurezza del consumo di NNS.

Tuttavia, studi recenti hanno suggerito che il consumo di NNS può indurre la disbiosi del microbiota intestinale e promuovere l'intolleranza al glucosio in individui sani e possono causare lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2.

Questa sequenza di eventi può provocare cambiamenti nella composizione del microbiota intestinale attraverso i microRNA (miRNA).

I meccanismi con cui i miRNA alterano l'espressione genica di diverse specie batteriche fornisce un collegamento tra il consumo di NNS e lo sviluppo di cambiamenti metabolici.

Un altro meccanismo potenziale che collega l'NNS ai cambiamenti metabolici è il rapporto tra i recettori dell'insulina (IR) e i recettori accoppiati alle proteine ​​G (GPCR): il microbiota intestinale può produrre acidi grassi a catena corta (SCFA) come metaboliti dalla dieta che si legano a GPCR specifici e conferiscono resistenza all'insulina attraverso l'attivazione parziale della segnalazione del recettore dell'insulina (IR) senza che ci sia il ligando.

In sintesi, il consumo di NNS può attivare vie di segnali GPCR che portano all'attivazione crociata dei recettori dell'insulina attraverso il recettore della neuromedina B (NMBR) e infine promuovere lo sviluppo della resistenza all'insulina e del diabete 2.

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Autori: Liauchonak I, Qorri B, Dawoud F, Riat Y, Szewczuk MR
Fonte: Nutrients.2019 Mar 16;11(3). pii: E644. doi: 10.3390/nu11030644.
Link della fonte: https://www.mdpi.com/2072-6643/11/3/644/htm

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