07/09/2026
*** GLI ABBRACCI ***
Ci sono ferite che, per molto tempo, pensiamo non guariranno mai davvero.
Ferite lasciate da chi ci ha deluso, tradito, abbandonato. Da chi ci ha fatto sentire poco importanti proprio quando avremmo avuto bisogno di sentirci scelti.
Il tempo passa. Andiamo avanti. Impariamo a conviverci.
E magari arriviamo persino a convincerci di stare bene così, costruendo muri abbastanza alti da non permettere più a nessuno di farci male.
Poi, a volte, succede qualcosa che non avevamo previsto. Arriva qualcuno.
Magari proprio quando avevamo smesso di cercare. Quando non ci aspettavamo più niente.
Quando pensavamo che certe emozioni appartenessero ormai a un'altra versione di noi.
E quella persona non cancella il passato.
Non può farlo.
Ma con la sua presenza, con il modo in cui ci guarda, con la sicurezza che riesce a trasmetterci e, qualche volta, semplicemente stringendoci forte, ci fa capire che ciò che abbiamo vissuto non deve necessariamente determinare ciò che vivremo.
Ed è questo che rende alcuni abbracci così diversi dagli altri.
Non sono soltanto due braccia intorno al nostro corpo.
Sono quel momento in cui, dopo essere rimasti sulla difensiva per tanto tempo, ci accorgiamo che possiamo finalmente abbassare le difese.
Che possiamo fidarci ancora.
Sentire ancora.
Amare ancora.
Forse certe persone non arrivano per farci dimenticare chi ci ha ferito.
Arrivano per dimostrarci che non tutti lo faranno.
E la cosa più bella è che, qualche volta, arrivano proprio quando avevamo smesso di aspettarle.
Gli abbracci non cancellano le cicatrici.
Ma quello della persona giusta può ricordarci che sotto quelle cicatrici siamo ancora capaci di sentire.