16/01/2026
Alla vigilia della festa dei ceramisti vogliamo ringraziare con un video tutti i ceramisti che generosamente hanno offerto i premi agli atleti di questa felice ventiquattresima edizione da poco conclusa. Infatti, domani sabato 17 gennaio a partire dalle ore 18.30, nello spiazzale della stazione ferroviaria, si celebrerà questa giornata con un ricco programma di musica, degustazione e momenti emozionanti di terra e fuoco.
Vietri è città della ceramica e nelle ultime edizioni della abbiamo raccontato la storia di alcuni protagonisti di questa arte antica come Giovannino Carrano, Gunter Studemann, Richard Dolker e Vincenzo Solimene facendo ogni volta un salto di 100 anni indietro. Per continuare nel racconto vogliamo ora tornare nel 1926 e rievocare alcuni fatti senza alcuna pretesa di compiutezza.
In quell’anno era in corso una contaminazione artistica che caratterizzò uno dei periodi più floridi della ceramica vietrese, consolidando la consapevolezza della bellezza e delle potenzialità artistiche della stessa.
La bellezza del luogo, il clima mite, l’ospitalità e la semplicità della vita sono stati gli attrattori principali per artisti stranieri che, già nei decenni precedenti, in tutta la costa amalfitana e l’isola di Capri vi soggiornavano spesso anche come una sorta di residenza d’artista ove si scambiava il lavoro con vitto e alloggio.
Tra questi Richard Dolker, di ritorno da un viaggio in Sardegna nel 1926, affascinato dall’asinello con il carretto o delle ceste, comincia a riprodurlo in molti dei suoi disegni e non solo sulla ceramica. Una mattonella in piazza ci ricorda questo anniversario del “ciucciariello”, che ammirato in tutto il mondo è divenuto il simbolo internazionale della ceramica di Vietri.
Inoltre, nel 1926 arrivano a Vietri dalla Germania i coniugi Max Melamerson e Flora Haag e con l’aiuto di Gunter Studemann, a Vietri già da qualche anno, avviano la fabbrica di produzione di ceramica ICS Industria Ceramica Salernitana. Un’altra mattonella, a Marina di fronte gli scogli “I due fratelli”, ricorda quest’altro anniversario. Max era un imprenditore dal carattere molto forte e sua moglie un’artista che disegna e dipinge. Agli inizi la direzione della fabbrica fu affidata proprio a Dolker ma l’esperienza durò poco sia con Dolker che con Studemann. Tanti sono gli aneddoti che si raccontano di Max e Flora, come i rapporti tribolati con le maestranze di Max o il bagno quotidiano n**o di Flora in mare prima di entrare in fabbrica, ma la cosa importante fu che la produzione ceramica dall’ICS divenne anno dopo anno una ceramica di successo mondiale. La loro storia è anche raccontata in un libro purtroppo, di difficile reperibilità, “La ceramica sugli scogli” di Antonio Forcellino illustre cittadino vietrese. Nel 1938 arrivano le leggi razziali e come ebrei stranieri i coniugi vengono internati nel campo di Ferramonti in provincia di Cosenza perdendo la fabbrica e perdendo tutto quello che avevano. Dopo la guerra Flora grazie all’arte e la sua bellezza riuscì a vivere a lungo tornando a volte anche a Vietri, Max si ammalò e morì poco dopo.
La festa dei ceramisti è anche la festa del fuoco e la cottura della ceramica rappresenta una fase fondamentale di tutto il lavoro del ceramista. Accanto ad ogni forno sorveglia la mattonella votiva di “Sant’Antuono” patrono dei ceramisti e del fuoco che oggi come allora rinnova un miracolo e trasforma l’argilla in un materiale solido ed eterno ed il biscotto in un’esplosione di colori.
https://www.youtube.com/watch?v=Sn0-t0sP2jc
Proloco Vietri sul Mare