24/05/2026
Il derby di Torino è paragonabile al festival di San Remo : è rimasta solo la parola.
Nessun pathos, l’interesse è relegato a mera curiosità di risultato e ad un flebile residuo passionale del tempo che fu.
Tre quarti di stranieri in campo, il cui attaccamento alla maglia non è contemplato per definizione professionale (non gli frega un caxxo) una tifoseria autoctona neppure lontana parente di cio che era, e l’altra “globale” che già a definirla tale si fa fatica.
Campionato deludente sia per il Toro, oramai penosamente assuefatto a stagioni anonime e ad un aguzzino miserabile a libro paga Elkann, sia per gli immigrati a strisce la cui frustrazione (vorrebbero essere top team europeo… da tempo immemore) ha raggiunto livelli altissimi tanto da spingerli ad accanirsi nel rosicare contro presunte mafiosita interiste.
Che - per inciso - ammesso che vi siano, è paradossale che siano proprio loro a sottolineare a suon di moralismi che loro stessi hanno calpestato per più di mezzo secolo.
Regole cervellotiche nello stadio, guerre per biglietti, cosa che non riguarda quelli come me (tanti ma ancora troppi pochi) dato che per rispetto al Toro non entro da anni al “Comunale” a vedere la Cairese come troppi gonzi amano fare facendosi prendere x il c**o (perdonatemi…), e all IKEA stadium a Venaria non entro manco sotto tortura.
Che tristezza ?
Manco per niente … c’è solo da sorridere …
Questo meritano !
🎩😂👍