12/06/2024
1817: l’anno della fame – per non dimenticare.
Nel Ticino sono presenti numerose testimonianze di quegli anni difficili, soprattutto del 1817, conosciuto come l'Anno della fame. Una di queste testimonianze è una pietra incisa con l'anno 1817 e l'annotazione "L’Ano dela fame", situata sopra Rovio nel Mendrisiotto, che ho avuto l'occasione di visitare domenica scorsa. In tutto il Ticino si contano circa una decina di scritte incise con l'anno 1817, alcune delle quali si trovano su massi cuppellari come quello sopra l'Alpe di Vacarisc, nella Valle di Lodrino, a 2'075 metri di altitudine. Questa località richiede una camminata di circa 6 ore e presenta un dislivello di 1'891 metri. Qui, l'anno 1817 è inciso e ripetuto per due volte, testimoniando l'impatto duraturo della carestia in quei tempi difficili.
L'eruzione del vulcano Tambora in Indonesia nel 1815 segnò un evento epocale che ha influenzato il corso della storia umana. Fu una delle eruzioni più potenti della storia recente del pianeta, considerando il periodo dall'ultima era glaciale, circa 20.000 anni fa, e superò in intensità sia quella del Krakatoa del 1883 che quella del monte Sant’Elena del 1980. L'energia sprigionata dall'eruzione ammontò a 33 gigatoni, equivalente a circa 2 milioni di bombe atomiche come quella di Hiroshima. Per mettere in prospettiva, l'energia generata dall'eruzione avrebbe potuto alimentare l'intero consumo energetico degli Stati Uniti per un anno intero, o rappresentare un quarto del consumo mondiale totale di energia. L'eruzione spaventosa del vulcano Tambora si verificò il 10 e l’11 aprile 1815, ma le sue conseguenze si protrassero ben oltre il 1819, lasciando un'impronta indelebile sulla storia e sull'ambiente. L'eruzione causò la morte quasi istantanea di oltre 60.000 persone e alterò rapidamente le stagioni nell'emisfero settentrionale, trasformando le estati in inverni a causa dell'enorme nube che oscurò il sole per mesi. Il vulcano emise gas sulfurei che, nell'atmosfera, generarono un aereosol così denso da bloccare la luce solare, causando un "anno senza estate" su gran parte dell'Europa e del Nord America. Già all'inizio di giugno, divenne evidente che qualcosa non andava per il verso giusto dal punto di vista climatico, con il ritorno delle temperature fredde e dei cieli nuvolosi, rendendo rari i giorni di sole. Questo portò alla distruzione dei raccolti a causa della carenza di luce e del freddo, costringendo la popolazione a consumare persino gatti, topi e qualsiasi altra cosa commestibile per sopravvivere alla carestia. Durante l'estate, la gente si trovò a girare con cappotti e guanti, affrontando una grave crisi alimentare con prezzi alle stelle. Fu un anno di carestia, con molti che caddero nella miseria e altri che decisero di togliersi la vita. I raccolti andarono distrutti e il pane divenne introvabile. Le tempeste improvvisate di quei mesi, le piogge anomale e le inondazioni dei maggiori fiumi europei possono essere attribuite all'eruzione, così come l'arrivo del ghiaccio nell'agosto del 1816. Quell'anno, gli alti livelli di cenere nell'atmosfera resero spettacolari i rossi tramonti celebrati nei dipinti di J.M.W. Turner.