07/08/2026
Il 7 agosto 1942, a San Javier, in Argentina, nasce Carlos Monzón, destinato a diventare uno dei più grandi campioni nella storia dei pesi medi.
Cresciuto in condizioni di estrema povertà, ottavo di quattordici figli, lavorò fin da piccolo come lustrascarpe, facchino e venditore di giornali. A quindici anni entrò in palestra grazie al tecnico Amílcar Brusa, che cercò di incanalare la sua aggressività naturale nella boxe.
Monzón esordì tra i professionisti nel 1963. Dopo tre sconfitte nei primi anni, iniziò una lunga imbattibilità che durò 13 anni, dal 1964 al 1977.
Il suo stile era essenziale ma estremamente efficace...fisico asciutto, grande potenza.. soprattutto con il destro, e una freddezza disarmante. Non era spettacolare, ma vinceva...
Il 7 novembre 1970 divenne campione del mondo dei pesi medi battendo Nino Benvenuti per KO al 12° round. Quel destro devastante, arrivato dopo un match condotto con lucidità, mostrò al mondo chi era davvero Monzón. Da quel giorno difese il titolo con successo per 14 volte, battendo avversari come Griffith, Briscoe, Napoles, Licata, Bouttier e Valdez.
Si ritirò nel 1977, con un record di 100 match disputati: 87 vittorie (59 per KO), 3 sconfitte, 9 pareggi, senza mai perdere il titolo sul ring.
Fuori dal ring, però, la sua vita fu segnata dalla violenza e dagli eccessi. Coinvolto in diverse relazioni burrascose, fu accusato più volte di aggressione. Nel 1988, a Mar del Plata, durante una lite con l’ex compagna Alicia Muñiz, la strangolò e la fece precipitare da un balcone. Venne condannato a 11 anni di carcere.
Morì l’8 gennaio 1995, in un incidente stradale mentre rientrava in carcere durante un permesso. Aveva 52 anni.