05/12/2024
Caro Antonio, che testa dura eri. Un testone incredibile. Quando una cosa era bianca per te non c'era modo di farti cambiare idea. E quante ne abbiamo passate in quella Messina degli anni d'oro del Kendo. Allenamenti su allenamenti, mazzate, mazzate, mazzate.
Tu che ricordavi sempre il passato, quello di Messina al centro del vecchio mondo del kendo italiano.
Quante scornate. Ma sempre li a continuare a scornarci per 30 anni.
Poi ti sei ammalato, ed è venuta fuori la saggezza degli uomini che sanno di aver la morte alle porte e che ogni momento è importante.
Sei sempre stato presente a Vibo Valentia, come fosse una continuità di quella Messina che abbiamo vissuto.
Sempre presente, in compagnia di tua moglie che ti ha amato tanto e sapeva quanto il Kendo fosse per te la vita stessa.
Dovevamo vederci ad ottobre, ma in realtà per l'ultima volta ci siamo visti fuori l'aeroporto di malpensa, incontrati per caso, il 5 luglio dopo il mondiale.
"Mi hanno bocciato di nuovo" mi dicesti.
Fino all'ultimo ti fu negato quel rokudan che ti meritavi, quel sesto dan che un uomo così malato ha provato più volte a prendere e che avrebbe meritato sia perché le tue capacità erano indiscusse sia perché nessuno di noi in quelle condizioni fisiche avrebbe pensato al kendo, sennonché come ricordo. Invece tu sei stato indomito, ineluttabile.
La tua forza degli ultimi anni sarà un esempio, la dimostrazione che il kendo va oltre l'arte Marziale, va oltre lo sport, ma è essenza e mai resa.
Per questo sono convinto che tu non ti sia arreso, ma hai raggiunto il tuo tempo.
Così ti ricorderemo sempre, con noi in gruppo, sorridente e felice di esserci.
A presto Zumbokid, abbracciami Nando.
Roberto