28/10/2017
Un’attività fisica intensa senza la giusta preparazione, errori posturali, movimenti sbagliati che si ripetono nel tempo, troppe ore davanti al computer o chine sull’asse da stiro, ma anche una vita eccessivamente sedentaria, in cui si trascorrono lunghi periodi nella stessa posizione senza dare la possibilità ai muscoli di allungarsi e distendersi. Tutti questi atteggiamenti possono provocare delle tensioni, debolezza dei muscoli e difficoltà nei movimenti, degenerando in una vera e propria disfunzione muscolare.
Che cosa sono i Trigger Point?
La definizione di Trigger point è stata coniata nel 1943 dalla dottoressa Janet Travell, la quale definiva con questo termine le masse o i noduli dolorosi percepiti all’interno di bande tese del muscolo.
Per rendere chiara la definizione basti immaginare il muscolo come un insieme di corde, che grazie al loro accorciamento (contrazione muscolare) muovono segmenti ossei. Il trigger point lo si deve immaginare come un nodino su una o più fibre muscolari, che è percepibile dall’esterno mediante la palpazione, e che se stimolato evoca un dolore sul punto, ma soprattutto a distanza, evoca dolore in una zona irradiata.
Un esempio tipico di trigger point è quello del muscolo Trapezio, dovuto a vizi postulari mantenuti nel tempo, tipici dei lavori d’ufficio.
Che cos’è il massaggio dei Trigger Point?
Essenzialmente il massaggio dei Trigger Point, anche conosciuto come Rilascio Miofasciale, è una metodica per rilasciare le tossine nel corpo che si sono create nelle fasce muscolari.
Ogni struttura del corpo, organi, muscoli, nervi, vasi del sangue ecc, è coperta da uno strato di fascia. E’ molto simile all’olio nel motore della macchina, permette a tutte le strutture di scorrere e scivolare senza frizioni.
Con lo stress dei muscoli, l’affaticamento o un trauma, il nostro strato di fascia può essere messo in tensione. Quando la tensione non guarisce correttamente, i vari strati di fascia possono aderire insieme in un punto (chiamato aderenza), che può causare dolore e sconforto.
Le adesioni impediscono ai muscoli di lavorare correttamente, riducono la naturale mobilità e l’espressione di forza massima.
Sono questi i punti in cui i massaggi dei trigger point, foam rolling e il Self Myofascial Release (SMR) entrano in gioco. Quando si applica una pressione alle aderenze, queste vengono rilasciate, e il muscolo torna alla sua performance fisica ottimale.
Oltre al rilascio delle aderenze, Trigger Point Massage fornisce dei benefici generali al nostro corpo quali:�
- Aiuto nella prevenzione degli infortuni�
- Riduzione dei nodi e dell’accorciamento dei muscoli�- Riduzione dello stress fisico-muscolare
�- Aumento della flessibilità e ROM�
- Incremento dello scorrimento di sangue, favorendo un più rapido riassorbimento dei cataboliti prodotti dall’allenamento �- Riduzione dell’affaticamento da allenamento
Come si usa il Foam Roller nel massaggio dei Trigger Point?
1) Applicare il rullo nella catena o nel muscolo da rilasciare
2) Rollare finché non viene percepito il “trigger point” che si presenterà come una zona dolente o una zona più rigida.
3) Una volta trovato il punto o la zona, fermarsi con il carico del corpo sul rullo per 10-20 secondi; contrariamente alla credenza popolare è la pressione e non il rullaggio a sciogliere la fascia.
4) In base alla superficie muscolare da rilasciare si utilizzerà la “Roll Ball”, utile soprattutto in caso di fascite plantare, contrazione muscoli dei muscoli romboidi, cervicali, dell’arto superiore, muscoli pettorali e delle spalle; il “Foam Roller” è più specifico per superfici muscolari più ampie come gli arti inferiori e la zona dorsale
Il trattamento dei trigger point può essere eseguito prima dell’allenamento ma non va frainteso come sostitutivo del riscaldamento.