31/08/2015
Magnani ha bisogno di dare ragione alla platea, non vuole passare dalla 1° pietra.
Non tiene però in considerazione che le nostre scuole formative sono eccezionali, che molti atleti d'elitè vengono a rifinire qua sotto la guida dei tecnici nazionali.
Non accenna però ai fattori che fanno davvero la differenza:
- mancato inserimento dell'attività agonista nel sistema scolastico.
- siamo vagabondi: siamo uno dei più grandi bacini del mondo a livello amatoriale (e ci credo... l'allenamento è tempo in parte sottratto alle responsabilità) ma quando diventa un dovere, siamo al 2° posto in termini di assenze, ritardi, prolungamento delle convalescenze post infortunio.
Il nostro atleta è sempre più viziato, ha sempre più bisogno di esclusività.
Se veramente devo trovare una responsabilità tecnica nella dèbàcle appena vista, la indico nella mancanza dell'applicazione della regola più importante, della regola base, delle fondamenta sulle quali sviluppare un atleta: calci in c**o e pedalare.
Anche il Direttore Tecnico Massimo Magnani ci va giù pesante dopo la disfatta ai Mondiali 2015 di atletica leggera: “C’è delusione, frustrazione. L’obie