Srbija Mundialito

Srbija Mundialito IL MUNDIALITO SIAMO NOI. NOI ODIAMO NOI!3.

18/06/2023

E questi chi
c***o sono?!?

"...Me sa che chi ghe vol la cucitrice "
13/07/2017

"...Me sa che chi ghe vol la cucitrice "

13/07/2017

Son passati tre anni.
State ancora parlando di noi.

Nessuno mai come la Srbija!
3!

07/07/2015

Proprio non ce la fate a non parlare di noi, eh.?
Sempre nei vostri pensieri.

La Srbija si stringe insieme ai ragazzi del Mundialito Pedemonte per l'improvvisa scomparsa dell'arbitro Fusa. Vogliamo ...
09/04/2015

La Srbija si stringe insieme ai ragazzi del Mundialito Pedemonte per l'improvvisa scomparsa dell'arbitro Fusa. Vogliamo ricordarlo per l'amore e la dedizione verso il Suo torneo e la particolare simpatia che nutriva per la nostra compagine.

Ciao Enzo!

22/07/2014

Alzala alta capitano, perchè oggi è ancora più bello esseri serbi! alzala alta perchè questa è la coppa di tutti!

finale SRBIJA-brazil 4-3 (d.t.s)19.07.14
21/07/2014

finale SRBIJA-brazil 4-3 (d.t.s)
19.07.14

19 luglio 2014 - SRBIJA CAMPIONEad assistere la finalissima della quinta edizione del Mundialito ci sono più di 400 pers...
21/07/2014

19 luglio 2014 - SRBIJA CAMPIONE

ad assistere la finalissima della quinta edizione del Mundialito ci sono più di 400 persone, forse un record per una manifestazione sportiva estiva dove non ci sono soldi in palio. No infatti in gioco c'è molto di più, l'immortalità nel regno della Valpolicella. La stragrande maggioranza del pubblico presente è dalla parte del favoritissimo Brazil, campione in carica con già due affermazioni nel torneo di Pedemonte; si contano comunque una 50 di simpatizzanti per i balcanici.
Non manca nessuno, si può cominciare.. e invece no!
Tra gli sguardi quasi rassicurati dei propri giocatori a mancare all'appello è proprio mister Montagna insieme al suo cocchiere nonchè ala sinistra Alessandro Marai. La nota ufficiale diramata dallo staff Mundialito parla di sabotaggio nei confronti della macchina di Marai, lo stesso smentirà a fine partita ammettendo miseramente di essersi dimenticato di nutrire la propria Golf con della benzina. Sono lunghissimi momenti snervanti dove il mister e il giocatore affermano di aver avuto un'apparizione mistica: la nota conduttrice Lia Capizzi con in braccio un giovane Maurizio Costanzo, ha raucamente indicato loro la via più vicina per un distributore e la mossa vincente da utilizzare contro i sudamericani. I due arriveranno al campo alquanto scossi.
La Srbija si presenta con questo quintetto
CHESINI, DE BLASI, GIACOPUZZI, SCESA, MARAI.
Beghini assente, Piero Girelli infortunato in panchina.
Le speranze di un intero popolo sono rivolte a loro. Pronti via, ed è gia un ecatombe. I verdeoro sono la quinta essenza di questo sport e nel giro di soli sei minuti mettono in campo tutto il loro bagaglio tecnico portandosi sullo 0-2. La torcida brasileira ha già dimenticato il Minerazo ed è in totale visibilio, i giocatori in campo danzano con la palla ai piedi. La Srbija ha subito psicologicamente l'unodue, sembra un nerd occhialuto alle prese col Mike Tyson dei tempi d'oro. Il duo di panca Montagna Bellè comincia una disperata girandola di cambi, capitan Giacopuzzi sembra l'unico ancora in grado di dar un scossa psicologica ai suoi, nettamente tramortiti e confusi.
A sfatare una tradizione sfavorevole che vuole i portieri brasiliani meno dotati di quelli europei c'è il guizzante Zancanaro che è un muro invalicabile. Poi ad un tratto il Fabio Grosso serbo di questa edizione mundial, Riccardo Olivieri, indovina un tiro ciabattato dalla distanza che batte Zancanaro, forse coperto dal mucchio selvaggio di variopinte maglie, si insacca alla sua sinistra e riapre improvvisamente la partita che si chiude, a fine primo tempo, sul punteggio di 1-2 per i brasiliani.
Il secondo tempo parte con ben altra grinta da parte dei serbi, che spingono più decisi il piede sull'acceleratore hanno due buone occasioni con Martinatti e Scesa ma trovano prima il portiere poi il palo a dire di no al pareggio, ma sul capovolgimento di fronte il Brazil è bravo e fortunato: azione tutta di prima, attaccante che sfugge ad un irriconoscibile De Blasi, serve al centro un compagno che non c'è, ma trova all'accorrente Girelli Alessio che in scivolata insacca la propria porta, sbloccandosi suo malgrado in questo sfortunato Mundialito. E' il settimo minuto: Srbija 1 Brazil 3, tutti a casa, non c'è storia. Ma è proprio in quel momento che tra le urla di scherno del pubblico l'allenatore serbo sente una voce rauca, il suo sguardo s'illumina e si avvicina lentamente al proprio secondo. "Elia, questa è una partita a scacchi, ed io ho il mio 4+cambia colore nella manica: fuori De Blasi, Girelli in difesa, Giacopuzzi davanti. Io credo in Lia". Bellè annuisce, e cosi sia.
La partita che sembrava incanalarsi nella più grande delle disfatte improvvisamente cambia rotta. La squadra balcanica sembra guidata da una mano che puzza di nicotina ed inizia a macinar gioco, con la grinta e qualità che erano mancate finora. I brasiliani sembrano agiarsi del doppio vantaggio, i rossoblu ne approfittano. Giacopuzzi la davanti sembra caricarsi sulle spalle il mondo intero, sportella, neanche fosse Sete Gibernau, come un forsennato con l'arcigno difensore brasiliano e inizia a guadagnare metri e fondamentali falli. Da uno di questi al diciasettesimo Marai indovina l'angolo basso sotto la barriera brasiliana e riaccendendo incredibilmente la partita. Il Brazil comincia ad aver il braccino corto e la verve di rimonta degli avversari fanno perdere la lucidità alla squadra più forte del torneo. Un minuto dopo da un lancio lungo di Chesini, Giacopuzzi è bravo a difendere la palla, supera abilmente il suo avversario e calcia a botta sicura sotto il sette, ma è straordinario Zancanaro a deviare con la punta delle unghie in calcio d'angolo. Fuori qualcuno esulta, sembra gia essere finita la partita, proprio quando lo staff era in procinto di incidere ancora Brazil sull'albo d'oro, il colpo di scena: fallo ingenuo di un brasiliano, sesto fallo, tiro libero serbo. A trenta secondi dalla fine tutto è nuovamente in discussione. Sul dischetto va Scesa. Momenti lunghissimi, sulla Valpolicella cala un silenzio surreale. Il Brasile non ha bisogno di Krul, Zancanaro ne ha parati due nella semifinale con la Palestina. Parte Scesa e insacca la sfera. Siamo 3 a 3! Si va ai supplementari. In un portrait delle due squadre si vede tutt'altro spirito rispetto i tempi regolamentari. Il Brasile non è mai stato rimontato, la Srbija ha perso gia una finale in rimonta all'ultimo secondo. Improvvisamente ai serbi si riaccende e ribolle il sangue, i brasiliani sono confusi e frastornati.
A pesare adesso è ogni singola mossa, ogni fallo, ogni tiro. Due tempi da cinque a scongiurare nuovamente i calci di rigore. Una galvanizzata Srbija si fa padrona del campo e trova con una bella azione in velocità il gol di Scesa che spiazza il portiere, 4-3 Srbija. La partita si accende, l'arbitro perde un po' di lucidità nelle decisioni, dalle panchina volano parole grosse. Mancano una manciata di minuti alla fine della partita e Olivieri abbatte ingenuamente l'avversario ben distante dalla porta, sesto fallo, tiro libero per il Brazil. Chesini letteralmente si supera andando a smanacciare il tiro angolato in basso alla sua sinistra. A fine partita dichiarerà "mi sono sentito come Sebastiano Rossi contro l'Olanda ad euro2000"; nessuno ha avuto il coraggio di dirgli che ad inizio del nuovo millennio l'ex rossonero avesse già iniziato un proficua attività di spaccio di droga e puttane nella sua amata Romagna. Serve il colpo del K.o, la tensione ha la meglio sulla lucidità dei giocatori, altro fallo serbo, altro tiro libero. Sul dischetto ritorna il brasiliano, non cambia angolo di tiro ma la palla esce sul fondo. La Srbija si spinge in avanti e sfiora il goal e sul contropiede è ancora Chesini ad immolarsi sull'attaccante avversario negandogli il pareggio.
Un minuto dopo è devastante il tiro di Vicentini che si spegne sull'incrocio dei pali della porta serba, la panchina balcanica ha un sussulto, qualcuno inizia a stare male, volano scarpate, è la confusione piu totale è fallo?è rimessa? l'arbitro si porta il fischietto in bocca e decreta al fine della partita. L'esplosione di gioia è immensa, Belgrado è una bolgia festosa, le lacrime solcano i faccia dilaniate dalla tensione dei giocatori serbi, quattro anni di fatiche, ma ce l'hanno fatta, sono

campioni del mondo!

1 SRBIJA
2 Brazil
3 Palestina

miglior giocatore: MASSIMO GIACOPUZZI - SRBIJA
miglior portiere: DAVIDE CHESINI - SRBIJA

triplete storico!

Tutto vero! SIAMO CAMPIONI DEL MONDO! 3! Све истина! Ми смо светски прваци! 3!e lo siamo davvero tutti quanti, perchè qu...
21/07/2014

Tutto vero! SIAMO CAMPIONI DEL MONDO! 3! Све истина! Ми смо светски прваци! 3!

e lo siamo davvero tutti quanti, perchè questo successo non è nato alle 23.38 di sabato 19 luglio anno di grazia 2014, ma nasce da molto lontano.
Siamo campioni del mondo grazie a
Alessio Girelli, che nella primavera 2011 con un sms ha creato questa realtà "ci iscriviamo al Mundialito, saremo la Srbija, noi in campo Ivan Bogdanov in tribuna, nessuno ci può fermar!"
Alessio Nicoli che solo per sfortuna non ha indossato la casacca rossoblu ma ci ha sempre sostenuto,
Dejan Rajak perchè alla fine è l'unico vero serbo che abbia mai indossato questa maglia
Luca Martinatti perchè le sue lacrime a fine partita ricompensano anni in cui "non ho mai vinto neanche un gratta & vinci" e il suo Madre Teresa è leggenda
Riccardo Olivieri perchè se non lo abbatti è capace di correre anche sotto le coperte del letto ed anche in finale è riuscito a timbrare la porta e qualche tibia avversaria
Davide Chesini perchè a Fumane vedendo delle stampelle ha domandato "Ma vi serve un portiere?", ha parato il tiro libero decisivo ed è stato eletto miglior estremo difensore del torneo
Elia Bellè perchè da miglior giocatore della prima edizione si reinventa mister in seconda di qualità e le sue due tre fighe ad edizione se le fa comunque
Alessandro Marai perchè i suoi gol sono sempre tanti ed importanti e fuori dal campo è campione del mondo di selfie con le bambine del mundial
Gabriele Cali De Blasi perchè il suo innesto ha portato una qualità pazzesca e in difesa giganteggia come un totem e picchia come un fabbro
Dario Ambrosi perchè col suo pallone calciato nello spazio ha fatto conoscere la Srbija ad altre forme di vita extraterrestri
Piero Girelli perchè è il giocatore con piu fasciature della storia del mundialito, ha piu bende di una mummia egizia e solo grazie a lui se ogni anno la "srbija è una squadra di fighi, perchè c'è lui"
Alessandro Dotto perchè il suo gol da metà campo della prima edizione resta ad oggi il gol piu bello della storia serba e da quel giorno a casa si fa chiamare "Foglia"
Alessandro Scesa perchè se non è un giocatore completo lui, tecnica,fisicità, corsa, senso del gol, contrasti
Andrea Montagna perchè quando perdi una finale, poi decisa dai rigori, per un gol in carambola subito all'ultimo secondo, anche vincerla con il ruolo di allenatore rivoluzionario ha il suo gusto divino.
Manuel Beghini perchè quando hai l'impegno doppio Mundialito-Memorial Roccia e ci metti del tuo vuol dire che sei un gran giocatore
Massimo Giacopuzzi perchè il miglior giocatore non lo vince il funambolo che fa impazzire gli avversari o il goleador infallibile, ma se per quattro edizioni giochi con questa costanza e questo cuore e sei un leader nato è giusto che il premio lo vinca tu, Capitano!
Michele Venturini, Andrea Cape Tacconi, Stefano Montagna e tutti gli altri perchè il vostro tifo è poesia ed arte da insegnare a chi pensa che questo sia solo un torneo di calcetto!
Bionda dell'autogrill di Settimo, il nostro portiere sa perchè
Marco Cristini perchè prima di passare all'armata austriaca si è sobbarcato centinaia di chilometri per seguire le nostre sorti ad ogni partita ed anche in finale il suo tifo era una mosca bianca in un mare verdeoro.
A chi ha predetto la nostra vittoria, complimenti, avrai sicuramente un futuro da frate indovino.
Ai serbi, quelli veri, che seguono sta pagina e ci supportano da anni e a quelli che si emozionano vedendoci sbandierar i loro colori

Noi tutti siamo Campioni, perchè ce lo siamo meritati, perchè siamo un gruppo fantastico e siamo quanto di meglio ci sia al Mondo!

нас загрљај јак,
брига за сваку тако добро. јер смо их све победили!
приморавати Србију! јуче, данас и до краја Србије шампион!

Siamo giunti all'atto conclusivo. In campo le due squadre più rappresentative del torneo, le uniche a portare avanti la ...
19/07/2014

Siamo giunti all'atto conclusivo. In campo le due squadre più rappresentative del torneo, le uniche a portare avanti la propria nazionale dall'inizio, senza cambi di bandiera. Da una parte il Brazil di capitan Andreis: 5 partecipazioni, 2 vittorie (2010,2013) in altrettante finali. Dall'altra la Srbija dei mister Montagna-Bellè, 4 partecipazioni, 2 finali (2011-2014), un secondo e quarto posto in bacheca in attesa dell'exploit iridato. La qualità e la tecnica dei sudamericani contrapposta al carisma e la forza di gruppo dei serbi, Gruppo consolidato negli anni che mantiene lo zoccolo duro dalla prima edizione (solo un cambio rispetto il 2013, con il gradito subentro di Chesini a difendere i pali). A conferma del fatto che al Mundialito non si va avanti con i nomi importanti dei giocatori di categoria, ma con forza e dedizione di un gruppo affiatato.

Ore 22,oo - Mundialito Park. Avanti per la gloria!

Следеће Србија, наша способност руковођења је наша снага! И победа ће бити наша!

18/07/2014
18/07/2014

GQ incorona nuovamente la Srbija squadra più bella del Mundialito. A far ba***re il cuore delle donne (e non) sono ancora il bel Piero Girelli, il carisma di capitan Massimo Giacopuzzi, paparazzatissimo con la sua Angelica, e, a sorpresa, Riccardo Olivieri. Il torbido sguardo del misterioso di Crazy Colombo è tra i più ricercati sulla rete.

Indirizzo

Via Santa Sofia, Num. 2
Verona
37029

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