11/11/2021
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C’è qualcosa di ipnotico e al tempo stesso Zen, nel fare snowboard. Sei in movimento sul pendio e al tempo stesso sei immobile sulla tavola, i tuoi piedi non si possono muovere. Quello che devi fare per poter curvare e cambiare direzione non ha a che fare con il modo che hai di muoverli i piedi o le gambe, perché le curve sullo snowboard non si fanno sterzando o ruotando le spalle, ma con il movimenti e l'inclinazione di tutto il corpo. Non ci sono scorciatoie.
Per poterti muovere con il corpo la cosa essenziale è creare una condizione di equilibrio di partenza che è continuamente in cambiamento a seconda della inclinazione del pendio, della velocità a cui viaggi e della inclinazione con cui ti proietti all’interno della curva per contrastare la forza centrifuga.
Lo snowboard ha solo secondariamente e marginalmente a che fare con la tecnica, la prima cosa con cui ha a che fare è il carattere delle persone e la predisposizione individuale a dialogare con il proprio istinto.
In vita mia al campo scuola ho insegnato a fare snowboard a migliaia di allievi, bravi e meno bravi. Migliaia di persone, adulti e bambini, uomini e donne che insieme a me sono arrivate alla prima curva da soli. Portarli lì, a scoprire la versione più autentica e libera di loro stessi e alla loro indipendenza sulla neve, è stato un privilegio assoluto, credo l'esperienza più formativa della mia vita. Ho imparato un sacco di cose sulle persone e su di me.
Sentire quel momento magico in cui un corpo umano che stai tenendo per mano trova una tensione propria, idonea e un equilibrio che gli consente di andare via da solo, è qualcosa di fantastico. Tu resti lì e il tuo allievo, sorpreso da sè stesso, inanella le curve una dietro l’altra da solo. È felicità allo stato cristallino, un privilegio straordinario esere lì. Non vorrei sembrare esagerato ma è qualcosa che ha a che fare con i primordi e con la nascita, con l’inizio di qualche cosa di sconisciuto e misterioso. Se mi guardo indietro e mi chiedo, in vita mia, cosa sono stato capace di fare, l’unica risposta che mi viene in mente è: un sacco di nuovi snowboarder.