16/05/2020
Date un'occhiata triathleti e non! 😍
IL LATO OSCURO DELLA PRIMAVERA
Il ritorno agli allenamenti all’aperto immaginiamo sia stato fantastico per tutti!
Siamo però in primavera e come ogni anno molti atleti si trovano a combattere la propria battaglia con i pollini. L’allergia al polline, probabilmente una delle più comuni, per gli atleti comporta sicuramente una disagevole problematica che non gli permette di affrontare l’attività con serenità.
La situazione peggiora se consideriamo che i problemi allergenici sembrano colpire maggiormente gli atleti rispetto alla popolazione sedentaria. Questo è probabilmente dovuto alla loro maggiore sensibilità agli allergeni e sembra che le problematiche respiratorie abbiano una maggiore incidenza negli atleti di endurance, o che praticano sport all’aria aperta soprattutto se in condizioni metereologiche avverse.
Con lo shift dalla respirazione nasale a quella via bocca, dovuta ad un aumento dell’intensità dell’esercizio, venendo meno l’effetto filtro proprio delle vie aeree nasali, può contribuire ad una maggiore sensibilità agli allergeni.
Gli atleti sono quindi particolarmente vulnerabili agli effetti dell’ambiente. Allenarsi e competere per un lungo periodo di tempo ricorrendo ad alte ventilazioni (fino a 200L/min), ottenute prevalentemente attraverso la bocca, fa sì che l’esposizione al corpuscolato ambientale sia decisamente maggiore. Ciò interferisce con l’abilità dell’atleta di allenarsi correttamente o agilmente e di performare in gara. Basti pensare che l’argomento è oggetto di discussione in preparazione alle olimpiadi, sia sotto l’aspetto agonistico sia sotto quello sperimentale scientifico.
Ovviamente, come per altri fattori, anche le risposte allergiche stagionali sono variabili tra gli atleti ma rimangono tuttavia estremamente rilevanti e devono essere prese in considerazione nella preparazione e nella stesura del calendario competitivo dell’atleta.
Per approfondimenti [Perrotta et Al., 2018 – Gleeson, 2016 – Helenius, 2000]