Cocaivenezia

Cocaivenezia Il gruppo scialpinistico Cocai di Venezia è stato fondato da alcuni soci della sezione veneziana de

Il gruppo scialpinistico Cocai di Venezia è stato fondato da alcuni soci della sezione veneziana del CLUB ALPINO ITALIANO nel lontano 1990. Lo scopo era, ed è tuttora, quello di riunire gli appassionati dello sci con le pelli di foca per organizzare uscite e gite in montagna, ma non solo... Il gruppo è infatti da sempre sensibile anche alle problematiche di sicurezza connesse a questa splendida at

tività e quindi, in collaborazione con la sezione stessa del CAI di Venezia, mantiene sempre aggiornati i propri soci organizzando corsi di aggiornamento per l'autosoccorso. I Cocai promuovono una pratica dello scialpinismo a 360° con escursioni prevalentemente sull’arco alpino orientale, ma anche in quello occidentale, Abruzzo, Sicilia di una o più giornate. Ovunque esista la bianca coltre quindi è occasione buona per “siar soi legni” ! Saltuariamente, ma neanche tanto, il gruppo organizza spedizioni in altri paesi europei e non alla scoperta di nuovi itinerari come i monti Tatra in Slovakia, in nord America, sulla catena degli Zagros in Iran, solo per citarne alcune.

16/12/2025

𝗣𝗲𝗹𝗺𝗼, 𝗰𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗮 𝗖𝗶𝗺𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗰𝗮 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗮: 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗯𝗮𝗹𝘇𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗰𝗼

Un boato assordante ha squarciato il silenzio delle Dolomiti a Borca di Cadore, in provincia di Belluno. Un’imponente massa di rocce si è staccata da Cima Forca Rossa sul Monte Pelmo, il leggendario “Caregon del Padreterno”.L’evento, registrato ieri, è stato attribuito agli sbalzi termici che alternano fasi di gelo e disgelo, fragilizzando le pareti rocciose e accelerando processi erosivi millenari. L’espansione e la contrazione della roccia, aggravate da piogge intense, venti forti e dal progressivo rialzo delle temperature in quota, rendono sempre più instabili i versanti dolomitici.

La neve che fonde trascina con sé detriti e frammenti, intensificando l’erosione naturale sul Pelmo, dove crolli simili si verificano ormai durante tutto l’anno, anche fuori stagione. Secondo Mario Fiorentini, gestore del Rifugio Città di Fiume, il cambiamento climatico amplifica questi fenomeni, mentre il degrado del permafrost gioca un ruolo chiave nell’indebolire le pareti rocciose.

Fortunatamente, la massa frannosa si è arrestata su una terrazza naturale, senza raggiungere sentieri né causare danni a infrastrutture o persone. Tuttavia, la nube di polvere che si è alzata ha creato momenti di forte apprensione tra gli escursionisti presenti nella zona.Episodi precedenti, come la frana di luglio sul versante di Selva di Cadore, confermano l’instabilità crescente dell’area, monitorata dal Soccorso Alpino con sopralluoghi e controlli regolari.

Non è il primo episodio sul Pelmo, la causa è il progressivo scioglimento del permafrost Un ulteriore rischio oltre a qu...
16/12/2025

Non è il primo episodio sul Pelmo, la causa è il progressivo scioglimento del permafrost

Un ulteriore rischio oltre a quello valanghifero da valutare attentamente

𝗣𝗲𝗹𝗺𝗼, 𝗰𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗮 𝗖𝗶𝗺𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗰𝗮 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗮: 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗯𝗮𝗹𝘇𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗰𝗼

Un boato assordante ha squarciato il silenzio delle Dolomiti a Borca di Cadore, in provincia di Belluno. Un’imponente massa di rocce si è staccata da Cima Forca Rossa sul Monte Pelmo, il leggendario “Caregon del Padreterno”.L’evento, registrato ieri, è stato attribuito agli sbalzi termici che alternano fasi di gelo e disgelo, fragilizzando le pareti rocciose e accelerando processi erosivi millenari. L’espansione e la contrazione della roccia, aggravate da piogge intense, venti forti e dal progressivo rialzo delle temperature in quota, rendono sempre più instabili i versanti dolomitici.

La neve che fonde trascina con sé detriti e frammenti, intensificando l’erosione naturale sul Pelmo, dove crolli simili si verificano ormai durante tutto l’anno, anche fuori stagione. Secondo Mario Fiorentini, gestore del Rifugio Città di Fiume, il cambiamento climatico amplifica questi fenomeni, mentre il degrado del permafrost gioca un ruolo chiave nell’indebolire le pareti rocciose.

Fortunatamente, la massa frannosa si è arrestata su una terrazza naturale, senza raggiungere sentieri né causare danni a infrastrutture o persone. Tuttavia, la nube di polvere che si è alzata ha creato momenti di forte apprensione tra gli escursionisti presenti nella zona.Episodi precedenti, come la frana di luglio sul versante di Selva di Cadore, confermano l’instabilità crescente dell’area, monitorata dal Soccorso Alpino con sopralluoghi e controlli regolari.

Oggi abbiamo salutato l'amica COCAI Gabriella Sacerdoti che ci ha lasciato per raggiungere una vetta più alta.Ma noi vog...
18/12/2023

Oggi abbiamo salutato l'amica COCAI Gabriella Sacerdoti che ci ha lasciato per raggiungere una vetta più alta.
Ma noi vogliamo ricordarla in vetta insieme a tutto il gruppo.

Ciao Gabry ❤️

MOSTRA FOTOGRAFICASAURO COLOMBO50 ANNI DI FOTOGRAFIA DAL BIANCO E NERO AL DIGITALE 1973 - 2023info su: cocaivenezia.it
24/10/2023

MOSTRA FOTOGRAFICA
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50 ANNI DI FOTOGRAFIA DAL BIANCO E NERO AL DIGITALE 1973 - 2023

info su: cocaivenezia.it

31/12/2022

Con l'augurio che si ripeta nel 2023 🥂⛷️

Per i possessori di tessera FISI:
05/12/2022

Per i possessori di tessera FISI:

La Federazione Italiana Sport Invernali è un’organizzazione fondata nel 1920 per promuovere la pratica degli Sport Invernali e coordinarne l’attività agonistica in Italia.

Indirizzo

Sestiere Cannaregio
Venice
30121

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