16/12/2025
𝗣𝗲𝗹𝗺𝗼, 𝗰𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗮 𝗖𝗶𝗺𝗮 𝗙𝗼𝗿𝗰𝗮 𝗥𝗼𝘀𝘀𝗮: 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗯𝗮𝗹𝘇𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗰𝗼
Un boato assordante ha squarciato il silenzio delle Dolomiti a Borca di Cadore, in provincia di Belluno. Un’imponente massa di rocce si è staccata da Cima Forca Rossa sul Monte Pelmo, il leggendario “Caregon del Padreterno”.L’evento, registrato ieri, è stato attribuito agli sbalzi termici che alternano fasi di gelo e disgelo, fragilizzando le pareti rocciose e accelerando processi erosivi millenari. L’espansione e la contrazione della roccia, aggravate da piogge intense, venti forti e dal progressivo rialzo delle temperature in quota, rendono sempre più instabili i versanti dolomitici.
La neve che fonde trascina con sé detriti e frammenti, intensificando l’erosione naturale sul Pelmo, dove crolli simili si verificano ormai durante tutto l’anno, anche fuori stagione. Secondo Mario Fiorentini, gestore del Rifugio Città di Fiume, il cambiamento climatico amplifica questi fenomeni, mentre il degrado del permafrost gioca un ruolo chiave nell’indebolire le pareti rocciose.
Fortunatamente, la massa frannosa si è arrestata su una terrazza naturale, senza raggiungere sentieri né causare danni a infrastrutture o persone. Tuttavia, la nube di polvere che si è alzata ha creato momenti di forte apprensione tra gli escursionisti presenti nella zona.Episodi precedenti, come la frana di luglio sul versante di Selva di Cadore, confermano l’instabilità crescente dell’area, monitorata dal Soccorso Alpino con sopralluoghi e controlli regolari.