Synthesis - Daniele Boffelli

Synthesis - Daniele Boffelli Synthesis ha i piedi affondati nelle arti marziali orientali e la testa alle più aggiornate conoscenze in campo atletico.

Synthesis® è BIOMECCANICA del KARATE. È un sistema di didattica e apprendimento della tecnica, di Karate e più in generale delle Arti Marziali e degli sport di combattimento. In mezzo c'è un corpo al massimo della condizione per tutta la vita. Il sistema Synthesis si pone come obiettivi la ricerca di efficienza e controllo del movimento, due facce della stessa medaglia. Efficienza e controllo sign

ificano un utilizzo dell’intero corpo nella maniera più conveniente possibile per il risultato che ci si prefigge. Per essere padroni di efficienza e controllo è necessaria una condizione fisica e motoria non comune, una condizione da cui necessariamente deriva il benessere fisico.

27/04/2025

SOUND ON!
Qui il è vivo!

12/10/2024

Stage di karate con il M°Daniele Boffelli
Sabato 26 ottobre
palazzetto dello sport di Romans d'Isonzo dalle ore 16:00 alle ore 19:00

Da lunedì 2/9 con il M. Daniele Boffelli (Fino al 15/9 con orario unificato 18.00-19.30)
26/08/2024

Da lunedì 2/9 con il M. Daniele Boffelli

(Fino al 15/9 con orario unificato 18.00-19.30)



Io dico: armonia, amicizia e alto livello tecnico. Voi?  qui il Karate è vivo.
01/07/2024

Io dico: armonia, amicizia e alto livello tecnico. Voi?

qui il Karate è vivo.

Domanda: “PERCHÉ PARTECIPARE AI CLINIC SYNTHESIS®️?”Risposta di Andrea Ubiali (tempo di lettura 6’)1.   Come per ogni fo...
22/01/2024

Domanda: “PERCHÉ PARTECIPARE AI CLINIC SYNTHESIS®️?”

Risposta di Andrea Ubiali (tempo di lettura 6’)

1. Come per ogni forma di allenamento, un clinic, da solo, non può funzionare. Non può essere inteso come un momento isolato nella propria storia di praticanti o tecnici. Partecipare ai ® significa prendere parte a un percorso, e questo si svolge su più livelli. In primo luogo, ciascun partecipante ha la possibilità di intraprendere un personale percorso - di crescita, di perfezionamento o di trasformazione, a seconda del punto di partenza e di quanto a fondo si vuole mettere in gioco - che interessa non solo la propria pratica, ma anche la didattica, come vedremo poi. In secondo luogo, condividendo questo percorso con altri tecnici, si forma un gruppo che - prima con qualche fatica e a rilento, poi in modo sempre più convinto - inizia a condividere un approccio alla disciplina del karate (e in generale, all’arte marziale e al movimento umano) attraverso il quale è possibile continuare ad apprendere l’uno dall’altro e a migliorare.
2. Partecipando ai Clinic Synthesis® non si apprendono (solo) nozioni: si apprende un metodo. Un metodo è, citando la Treccani, “un procedimento che, avvalendosi dell’incalzare di domande, spinge l'interlocutore a chiarificare quanto più è possibile il significato dei concetti usati e, soprattutto, ad evitare l’errore consistente nell’accettazione inconsapevole di pregiudizi”. Le domande che ci spingono sono le più semplici a cui si possa pensare: “come si fa?” e - soprattutto - “funziona?”.
Il “come si fa?” si traduce in: “che cosa sto muovendo?”, e così si affacciano concetti come tensioni, muscolatura di start, catene cinetiche, accelerazioni che si sommano, e che finalmente trasformano una tecnica (spesso appresa come modello da copiare e ripetere) in un insieme coordinato di impulsi che rendono efficiente il nostro movimento.
Ma è la seconda domanda che più di tutte ci tormenta, perché all’efficienza vogliamo che segua l’efficacia della tecnica. Alla ricerca teorica e pratica del movimento corretto e consapevole deve quindi seguire il momento in cui l’efficacia viene messa alla prova dei fatti. E così anche nei clinic, questo momento non è opzionale. La dimensione del contatto non è trascurabile nella pratica Synthesis®, e questo fa sì che il karate possa continuare ad essere vissuto come arte marziale nel senso proprio del termine.
3. Partecipando ai Clinic Synthesis® si esce dal proprio piccolo gruppo abituale per entrare a far parte di un team con caratteristiche ben precise. È formato da tecnici, ciascuno motivato ad apprendere per poter fare meglio sia come praticante sia come allenatore, istruttore o maestro; è caratterizzato da uno spirito critico che porta a mettere in discussione sé stessi, i concetti che ci sono stati trasmessi e che a nostra volta trasmettiamo agli allievi; pur con questo spirito, è aperto a esperienze varie che spaziano tra diversi stili di karate e anche al di là di questa disciplina, prendendo da altre arti marziali e da altre pratiche di movimento quello che può arricchirci e migliorarci. La pratica insieme porta a un contesto di coopetizione: una “cooperazione competitiva”, un fare a gara con sé stessi e tra praticanti, consapevoli che correggere e ve**re corretti arricchisce il team, ma anche una dinamica di “competizione cooperativa” nel momento in cui come team si cerca la strada migliore per arrivare a un obiettivo, come può essere la costruzione di un movimento o l’individuazione di un'opportuna strategia didattica.
4. Come tecnici, il valore aggiunto dei clinic è quello di poter lavorare insieme per trovare i migliori mezzi per trasmettere le conoscenze acquisite con questo percorso. Dopo aver appreso come fare, è necessario trovare il modo di far fare ad altri, tenendo presenti due aspetti fondamentali: un tecnico dovrebbe fare quello che dice e dire correttamente quello che fa. La capacità su cui si cerca di lavorare è quella di poter guardare una tecnica nella prospettiva di un’analisi fisiologica e biomeccanica, che consenta di individuare errori nell’esecuzione, per poi elaborare un efficace metodo di correzione. È sorprendente come, da allievi dei clinic, si possa sperimentare sulla propria pelle questo processo, venendo analizzati non solo dal maestro, ma dai compagni tecnici, e ci si ritrovi a modificare completamente un gesto, aumentandone radicalmente efficienza ed efficacia, partendo dall’idea che si ha dalla tecnica, dallo schema su cui si struttura il movimento. Ogni apprendimento, per essere significativo, deve passare per le emozioni. E quella che si prova nel riuscire a correggersi in questo modo è tanto forte da poter innescare in un tecnico la capacità di poter guardare diversamente i propri allievi. Durante il percorso, si passa (gradualmente e non senza fatiche) dall’apparenza che tutto funzioni a dovere, all’impressione che qualcosa non va come dovrebbe, senza capire di che cosa si tratti e del perché, a riuscire finalmente ad accorgersi di dove sta l’errore, per poi individuarlo con sempre maggior precisione fino a che diventa quasi automatico escogitare e proporre un programma di correzione. Per fare questo chiaramente sono imprescindibili i punti precedenti - un percorso graduale, seguendo un metodo serio e verificabile, guidati, accompagnati e stimolati da maestri e compagni - e un ulteriore fattore, a cui arriviamo ora, ovvero un tempo adeguato.
5. Uno studio del 1993 sosteneva (basandosi su un campione di violinisti ventenni) che, per diventare esperti in una pratica, fossero necessarie diecimila ore. Un tale monte ore, sebbene oneroso, è sicuramente raggiungibile, ma studi più recenti rimescolano le carte, sostenendo che, al di là della quantità (che deve essere una sfacciata quantità, senza possibilità di sconto) la differenza la fa la volontarietà dell’allenamento, la motivazione a migliorare. La motivazione va sostenuta con un obiettivo chiaro e con traguardi valutabili, e i Clinic Synthesis®, con una scansione annuale regolare, si pongono come delle tappe di verifica dei propri progressi e come dei momenti di forte slancio per proseguire oltre. Se un agonista avesse una sola competizione all’anno, difficilmente potrebbe progredire, perché non avrebbe la motivazione ad allenarsi, avendo un obiettivo troppo distante nel tempo. Allo stesso modo difficilmente potrà progredire un tecnico a cui mancano le possibilità di confrontarsi periodicamente al di fuori della propria palestra o del proprio gruppo, e che per di più deve dividere il tempo a disposizione per il karate tra l’allenamento personale e l’insegnamento agli allievi. Citando Funakoshi, il karate è come l’acqua calda, si raffredda quando si smette di scaldarla, i clinic sono allo stesso tempo il termometro per valutare la propria pratica e l’accendifuoco per ravvivarla. Sono una meta ma non sono mai un traguardo, perché permettendo di ampliare le proprie conoscenze ed esperienze, accendono sempre nuove domande e motivano ad approfondire sempre di più la pratica.

Un ringraziamento particolare a Enzo Simeoni, maestro di Tai Chi, Direttore Tecnico di Elicoides (Milano) e sincero amico.

Terze sul Brenta, Clinic Interregionale 2024.

Grazie a voi per l’interesse, l’impegno e la partecipazione!
12/11/2023

Grazie a voi per l’interesse, l’impegno e la partecipazione!

28/10/2023

Sabato 11 novembre
Romans d’Isonzo - Palazzetto dello Sport.
16.00 - 19.00

Iscrizioni entro 9/11
richiedendo modulo d’iscrizione a [email protected]

Altre info:
Maestro Daniele Boffelli
3358258370

Indirizzo

Castello 1017
Venice
30122

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