Moeche Venessia

Moeche Venessia Siamo un Team d'arrampicata il cui fine è la ricerca della felicità e della spensieratezza

Punta Grohmann - Via Dimai - 500 metri di sviluppo Max IV+Temperature decisamente tropicali in Laguna spingono me ed Eva...
10/09/2026

Punta Grohmann - Via Dimai - 500 metri di sviluppo Max IV+

Temperature decisamente tropicali in Laguna spingono me ed Eva a cercare refrigerio alle alte quote. Sta volta puntiamo ad Ovest, nel cuore delle Dolomiti, tra il Passo Sella e il Pordoi per tre giorni di "full immersion arrampicatoria". La Punta Grohmann svetta imperiosa dai verdeggianti prati del passo Sella, tutta a sx, accanto alle eleganti e turrite Cinque Dita e al possente Sassolungo. Devo riconoscere che il gruppo Sassolungo è uno dei più estetici delle Dolomiti e il panorama che si ammira dal Passo Sella è davvero sensazionale!!!
Dopo la Dimai/Eotvos alla Tofana di Rozes non poteva mancare la Dimai/Eotvos a Punta Grohmann. Se dovessi dare un giudizio circa la bellezza delle vie, vincerebbe la prima con molto scarto; non solo per la qualità della roccia ma anche e soprattutto per le sensazioni percepite durante il "viaggio". La via di oggi per l'amor del cielo è meritevole, interessante e dall'itinerario complesso e vario ma non totalizzante come invece la Dimai alla Rozes. Lì si entra proprio nel cuore della montagna, veniamo accolti e ogni segreto svelato, qua riusciamo appena a sfiorarle delicatamente la pelle! Probabilmente l'errore è nostro, partiti con l'idea di rivivere delle emozioni simili siamo rimasti un pò "delusi", tutto qui. La via ci tengo a dirlo non è malvagia, è super ripetuta, piacevole e offre scorci bellissimi, non badate a noi, il giudizio di un'ascensione è puramente soggettivo. Caratteristico il passaggio di aderenza della Menschenfalle, trappola per uomini, praticamente una rampa diagonale stretta e ben levigata. Me le vedo le contessine Eotvos con scarponi e gonne lunghe, quante parole si sarà preso il caro Antonio ahaha 😂
La discesa è laboriosa e avviene lungo la normale sul versante Nord-Est. A fine giornata la stanchezza si è fatta sentire!

Dal Passo Sella verso i Rifugi Valentini e Salei e poi verso il Col Rodella. Si rimonta il crinale erboso che fa da spartiacque fra Fassa e Gardena fino alle rocce dello spigolo S-E di Punta Grohmann. Si sale ora lo zoccolo del monte fra roccette e detriti obliquando a sx (ometti) verso il centro della parete sud. Attacco poco prima della grande striscia nera che scende dall'enorme colatoio centrale.

La relazione della via potrebbe essere, anzi è sicuramente diversa da quelle che si trovano in rete e sulle guide dal tiro 9 in avanti. Persa momentaneamente la bussola siamo cmq arrivati tranquillamente in vetta:
L1,L2 --> In diagonale verso sx poco prima della striscia nera (anello cementato); si continua con stesso andamento traversando lo scolo. Sosta sotto un placca nerastra più ripida. Sosta su anello. 30+30 metri Max II (si possono fare slegati)
L3 --> Si scala la placca nerastra con leggero andamento a sx. Sosta su terrazzino di cengia, 2 chiodi con cordone. 40 metri max III
L4 --> Traverso verso sx su larga cengia fino a sostare su anello cementato dentro a una nicchia. 40 metri Max II
L5 --> A dx della sosta evitando lo strapiombo per poi continuare verso l'alto su buona roccia puntando a una parete gialla strapiombante. Sosta anello cementato. 40 metri Max IV-
L6 --> Si traversa quasi in orizzontale verso dx tornando in vista del grande scolo della parete. Sosta su due clessidre fisse 40 metri Max III+
L7 --> In verticale per belle placche verso un torrione giallo e la sua fessura sulla dx. Si prosegue lungo la fessura andando a sostare dentro la seconda nicchia. Sosta su cordone in grossa clessidra. 45 metri Max IV
L8 --> Si traversa per una bella fessura orizzontale buona per le mani per poi piegare a sx ed affrontare la rampa della trappola per uomini. Procedere poi per camino fino a terreno più agevole e sostare su due chiodi con cordone blu sotto un nuovo tratto verticale del camino. 55 metri Max IV+
L9 --> Si scala il camino per intero e si esce su placca bianca liscia inclinata (cordone su chiodo). Sosta su due chiodi poco visibili alla base di un altro camino/fessura. 35 metri Max IV+
L10 --> Non si procede lungo la fessura/camino ma per le belle rocce lavorate giallastre a dx della sosta. Si scala divertendosi su roccia dall'apparenza non solida ma in realtà ottima stando sempre a dx della fessura-camino puntando alla cresta. Sosta da allestire su clessidra. 60 metri Max IV
L11 --> Per cresta (appare la Torre Innerkofel) traversando poi verso un canalone detritico. 60 metri elementare.
L12 --> Ancora in traverso verso dx contornando un costolone biancastro per poi risalirlo sull'altro versante. Sosta da realizzare sotto una fascia strapiombante 60 metri Max II+
L13 --> Un ometto guida verso dx, dove la fascia strapiombante termina si comincia a salire in verticale per fessura/camino. Con gli ultimi metri di corda ci si porta verso sx dentro un grande antro scuro. Sosta su spuntone. 60 Metri Max III
L14 --> Si esce contornando l'antro a sx per poi arrivare con facile arrampicata ai gradoni rocciosi sommitali. 60 metri Max II

Discesa --> Dal pianoro sommitale si seguono gli ometti in direzione Est, primi facili gradoni rocciosi sulla cresta N-E fin sopra la forcella oltre la quale vi è la quarta torre.
CD1 15 metri fino alla forcella. si sale poi sulla quarta torre da dove si scende qualche metro a dx fino all'ancoraggio successivo.
CD2 20 metri fino alla forcella che la divide con la terza torre. Si sale in cima a questa e si scende leggermente a sx (direzione 5 dita) per cresta esposta fino all'ancoraggio successivo.
CD3 45 metri fino alla cima della seconda torre. La calata non è perfettamente dritta ma obliqua verso dx (faccia verso valle). La cima della seconda torre è al di là di uno stretto intaglio.
CD4 25 metri verso N-E lungo il profondo camino sottostante che divide la seconda dalla prima torre.
CD5 25 metri lungo lo stretto camino di dx fino a una forcelletta con masso incastrato
CD6 25 metri dal canale/camino sottostante verso la forcella alla sommità dello zoccolo del monte.
Si seguono gli ometti tendendo sempre verso sx fino alla forcella delle cinque dita. Alcuni tratti più verticali possono essere superati con varie calate brevi, ancoraggi già predisposti. Si scende poi il canalone ingombro di massi verso il Passo Sella, quando si apre la traccia conduce verso il sentiero proveniente dal Rif Demetz, con questo fino al passo

Via dei Camini - Torre Peralba circa 300 metri Max VI-La nostra prima Mazzilis e probabilmente anche l'ultima viste le n...
01/09/2026

Via dei Camini - Torre Peralba circa 300 metri Max VI-

La nostra prima Mazzilis e probabilmente anche l'ultima viste le nostre scarse capacità! 😅😂
E' una delle vie più note del circondario del Peralba e quindi anche discretamente frequentata ma soprattutto chiodata!! Il percorso è caratterizzato nella parte iniziale da un profondo camino a tratti faticoso mentre poi si svolge principalmente per placche con qualche muretto non proprio banale ma sempre ben protetto. Il sesto tiro in uso segue una variante realizzata dagli Alpini nel 1985 che aggira a dx la breve ma difficile placca chiave del percorso originario (presenza di grandi chiodi a pressione). La roccia è ottima in basso e discreta in alto per cui buona nel complesso. Nonostante il breve e comodo avvicinamento la scalata è impegnativa, gli amanti dei camini troveranno pane per i loro denti!! Personalmente sono molto felice di aver ripetuto questa bella classica, l'adocchiavo già da qualche anno, ma soprattutto sono molto soddisfatto per aver tirato i primi 4 tiri in maniera composta ed elegante e cioè con pochi grugniti e senza aver tirato giù i santi del paradiso!! ahah Chiudiamo la via in 4 ore e 30, cordata di tutto rispetto la nostra: Ricky puro istinto e praticità, Nicolò Vianello la solita sicurezza sul duro ed Eva Zanon la perfetta seconda che veglia su di noi e che come un diesel va sempre ed ovunque! E' stata una calda estate, ricca di gioie, la chiudiamo con una via bella e prestigiosa, soprattutto per la firma che porta! Vedremo se anche settembre e l'autunno saranno così proficui! Storpiando Gabry Ponte: Volti alle Crode, Alte le Chele danzano i Gransi de Venessia!!! ahah💪

Dal Rifugio Sorgenti del Piave si segue il sentiero diretto al Rif Calvi. Poco prima di giungere al quarto tornante della forestale si segue una labile traccia verso sx che conduce per un breve e ripido pendio di ghiaia ed erba sotto i due già evidenti camini convergenti che caratterizzano la parte bassa della via. Attacco alla base del camino di sx.

L1 --> Si sfrutta una fessura a sx del fondo del camino per poi procedere in spaccata fino alla sosta scomoda su chiodo e spit. 35 metri Max V
L2 --> Subito un tratto più verticale del camino ci fa capire come sarà il proseguo! Qualche metro più appoggiato conduce a una strettoia liscia più impegnativa man mano che si sale. Passaggio chiave in uscita (4 chiodi). Il budello si apre un pò e più facilmente conduce sotto una grande nicchia. Sosta su 2 chiodi a dx su terrazzino. 45 metri Max VI-
L3 --> Si continua all'interno della profonda nicchia, spesso bagnata. L'uscita è stretta e si sfrutta con la schiena la parete alle spalle. Il proseguo è su diedrino la cui faccia sx è liscia. Sosta scomoda su 2 chiodi e uno spit che si muove un pò. 30 metri Max IV+
L4 --> Si sale il diedro sovrastante sfruttando la fessura giallastra a dx e poi vincendo un pò a sx della stessa un muretto verticale scuro. In cima al muretto si deve traversare due metri a sx su liscia placca per poi procedere in verticale stando 3-4 metri a sx della fessura/diedro sempre su placca compatta. Con arrampicata super si giunge a una zona di terreno più rotto e semplice con un pò di erba. Ci si riporta verso dx entrando in un canalino sostando su due chiodi a pressione un metro sotto una caratteristica nicchia ovale. 55 metri Max V+
L5 --> Si continua per rampa rocciosa a dx della nicchia per poi obliquare verso dx fino sotto un canalino con un pò d'erba. 25 metri Max IV
L6 --> Inizia ora la variante degli alpini: per canalino fin sotto un muretto dalla roccia a scaglie dall'apparente instabilità. Sopra di esso si segue una fessura obliqua verso sx molto evidente fino a sostare su due chiodi originali della via. 35 metri Max V
L7 --> Per breve ma non banale muretto fessurato per poi procedere in verticale su terreno più agevole fin sotto a un altro muretto leggermente strapiombante. 20 metri Max V
L8 --> Direttamente il breve tratto verticale atletico (1 chiodo a dx poco visibile). Si prosegue tendendo verso sx per poi rimontare una serie di fessure e salti rocciosi giallastri fino a dove le rocce si abbattono definitivamente. Sosta su due chiodi. 45 metri max V con un passaggio sostenuto
L9 --> Senza difficoltà per roccette fino alla cima. 30 metri

Discesa --> Si segue la cresta esposta verso Nord fino a rinvenire il corretto ancoraggio di calata verso la forcella erbosa che divide la Torre dal massiccio del Peralba.
CD1: 40 metri fino alla sottostante forcella. L'ancoraggio successivo si trova a 10 metri verso nord (tanti cordoni 1 spit e 1 chiodo)
CD2: 35 metri a piombo lungo la parete est (quella che guarda il Rif Calvi) fino a un'altra sosta su due chiodi con cordoni
CD3: 45 metri fino al ripido pendio erboso alla base della torre
CD4: Poco sotto a dx (viso a valle) si rinviene un altro ancoraggio che con una doppia da 60 si raggiungono le ghiaie vicino al sentiero che porta comodamente al parcheggio di partenza del Rif Calvi

Via "Raffaella" - Spalla Est Monte Zermula, 220 metri Max IVSecondo giorno al Rif Cason di Lanza, "dimenticata" la poten...
28/08/2026

Via "Raffaella" - Spalla Est Monte Zermula, 220 metri Max IV

Secondo giorno al Rif Cason di Lanza, "dimenticata" la potente lavata del giorno prima sulla Creta di Aip decidiamo di arrampicare ancora, che ingordi! Una phonata alle scarpette ancora bagnate e via. A sud/ovest del rifugio, facilmente raggiungibile si trova l'isolato blocco di calcare del Monte Zermula. Già dalla finestra della camera abbiamo notato una linea molto logica che ci ha decisamente intrigato. Guida alla mano, scopriamo che proprio lì corre la Via "Raffaella" aperta da M. Callegarin e D. Picilli nell'estate del 2019. Bon, è la prescelta! La scalata è facile prevalentemente su placca dalla roccia buona e facilmente assicurabile, son presenti però tratti dove la roccia è friabile e bisogna valutare cosa toccare. Per esempio, verso la fine, un ripido canale-camino ingombro di massi dall'equilibrio poco rassicurante impone attenzione. Solo alcune soste presenti (e da trovare), nessun chiodo lungo la via. Nel complesso una vietta da scarico ottima per passare un paio di ore senza però rinunciare al fascino di una salita dove la frequentazione alpinistica è quasi nulla! Una volta sulla Spalla est abbiamo raggiunto la vetta principale del Monte Zermula percorrendo il bellissimo sentiero delle trincee, testimonianza del fronte della Grande Guerra. Degna chiusura di una 4 giorni a zonzo per la Carnia (dove si arriva per scelta, non per caso!) con la stanca ma mai doma Eva Zanon 😂

Dal Passo del Cason di Lanza si seguono le indicazioni per la ferrata, il sentiero risale un bosco fino a un poggio in cima al quale si piega a dx. Dopo un tratto in quota traversando verso Ovest si apre a sx un primo catino ghiaioso. Si lascia il sentiero e si risalgono le rocce mobili fino al punto in cui il ghiaione si incunea più in alto sotto le rocce. L'attacco è poco a sx di un liscio ed appoggiato diedro contraddistinto da un bollo rosso.

L1 --> Per terreno articolato ci si porta verso il centro del diedro/canale, raggiunto un fittone di una vecchia ferrata si procede in verticale prima su belle placche compatte poi assecondando una spaccatura. Sosta su chiodo. 50 metri Max III
L2 --> Si obliqua a dx raggiungendo il diedro. Si scala interamente il diedro di bella roccia ma dal fondo erboso. Sosta da allestire su cengia inclinata. 45 metri Max IV
L3 --> Sempre in verticale sulla direttiva del diedro-canale. Sosta su un chiodo a un piccolo terrazzino. 40 metri Max IV
L4 --> Dalla sosta in verticale verso uno speroncino roccioso che forma un tetto da superare a sx su placca compatta. Ancora in verticale per canalino di rocce instabili fino ad attrezzare una sosta nei pressi di una nicchia. 40 metri Max IV
L5 --> Pochi metri verso sx per entrare in un camino-canale ingombro di massi in equilibrio precario. Si scala con attenzione questo tratto e si esce su un canalino con detriti e sassi, si sosta su spuntone dove il terreno si appoggia. 50 metri Max III+
L6 --> Tiro estemporaneo in quanto si può giungere in vetta della spalla camminando per prato. Si cavalcano le placche compatte che affiorano dall'erba fin a sotto la vetta. 50 metri Max II

Discesa --> Si segue il sentiero delle trincee che cala verso la forca di Lanza

Creta d'Aip - Pilastro Nord - Via Kollnitz, Raditschnig, Wiggiser 480 metri Max IV+Grande e isolato atollo roccioso calc...
24/08/2026

Creta d'Aip - Pilastro Nord - Via Kollnitz, Raditschnig, Wiggiser 480 metri Max IV+

Grande e isolato atollo roccioso calcareo che emerge dalle morbide forme della cresta di confine, la Creta d'Aip o TrogKofel appare come un complesso di pareti, costoloni, pilastri che sostengono un vasto altipiano carsico sommitale. Per gli scalatori questa montagna offre varie possibilità, dalle classiche dell'anteguerra alle difficili vie moderne spittate che si concentrano principalmente sull'alta parete Nord. La via da noi ripetuta è stata aperta nell'estate del 1927 e arriva alla cima principale seguendo la linea di minor resistenza del Pilastro Nord. Il percorso è tortuoso e di non facile individuazione, degli sbiaditi segnavia blu aiutano a rimanere in carreggiata. Nonostante la scarsa difficoltà la via è stata risistemata a resinati distanziati dalle guide della Valle del Gail. La qualità della roccia varia, molto buona nei tratti verticali, da verificare nei numerosi traversini, detritica nei diversi canalini. Pochi i tratti dove l'arrampicata è veramente divertente, manca la sensazione di verticalità! Nonostante ciò la placca del tiro chiave, molto ben protetta, merita davvero. Da quello che potete capire La via non ci ha fatto impazzire, vuoi l'avvicinamento eterno? Tre ore di ca****lo! Vuoi il continuamente andare alla ricerca dei bolli blu invece che arrampicare senza pensieri? Vuoi la grandine e il freddo preso in piena parete nord? Vuoi il ricominciare a scalare battendo i denti avendo le scarpette completamente zuppe? Sarà un insieme di cose fatto sta che questa via per me ed Eva sarà legata a ricordi non proprio piacevoli. 😅 Un vivo ringraziamento al nostro amico Telo Termico d'Emergenza, senza di te probabilmente avremmo sperimentato l'ebrezza di un giro in elicottero!!

Avvicinamento dal Passo del Cason di Lanza, il più lungo, ma lì era la nostra base: da Dietro il Rifugio si comincia a seguire la forestale per Casera d'Aip per poi immettersi sul sentiero 439 "dell'amicizia". Giunti alla casera di Val Dolce si torna sulla forestale. Dopo un secco tornante si torna sul sentiero che velocemente conduce sotto le pareti Sud della Creta d'Aip. Ora verso Est su bel sentiero fino alla Trogkofelsattel. Purtroppo ora si perde quota scendendo dal lato austriaco per poi risalire faticosamente alla marcata insellatura della Grosser Sattel. Da qui si prende a sx una traccia (segni gialli) che tramite una dorsalina porta sotto l'inclinata parete N-E. Una labile traccia si stacca in discesa verso dx andando a costeggiare le rocce alla base del Pilastro Nord. La traccia porta sotto una fascia rocciosa rossastra. 3 metri in verticale e si giunge a una cengia che va seguita verso dx fino a un grande ometto. Si scende un canalino incassato di terra rossastra per poi sostare su terrazzino (2 spit) alla base dell'imbocco di una grande gola rocciosa.

L1 --> Si segue la fessura sopra la sosta per poi superare il diedro successivo a dx e immettersi in un canale. Qualche metro facile nel canale fino alla sosta su due spit vicino a un masso con bollo blu. 50 metri Max III
L2 --> In obliquo traversando verso dx (seguire i bolli) per poi a uno spigoletto salire in verticale su buona roccia articolata fino a sostare su una piccola forcellina (2 spit). 40 metri Max III+
L3 --> Si scende un metro e ci si immette in un canale da risalire fino a sb****re contro la sosta. Roccia detritica. 40 metri Max II
L4 --> Dalla sosta continuare per l'evidente camino bollato stando sulla roccia levigata a sx. A un ripiano si devia a dx e si risalgono delle belle placche compatte fino al loro termine. Sosta su due spit. 35 metri Max IV+
L5 --> A sx verso delle placche inclinate, al primo spit si continua in verticale seguendo uno stretto canale fino alla sosta sotto un risalto roccioso. Sosta su due spit. 50 metri Max IV
L6 --> Si supera a dx il risalto roccioso sopra la sosta, si cammina qualche metro nel canale che si è decisamente allargato per poi prendere a dx assecondando una rampa rocciosa fino alla sosta su due spit. 50 metri Max III
L7 --> Tiro enigmatico, In diagonale verso dx seguendo la fisionomia del terreno fino a sostare su sosta a due spit a sx di un camino. Orientamento non semplicissimo, occhio ai bolli. 35 metri Max III
L8 --> Finalmente si torna in verticale, lo sguardo spazia sulla parete sopra di noi e si riesce a intuire la direzione dei tiri successivi. A piacere per roccia buona fino alla sosta su due spit. 35 metri Max III
Qui un temporale durato 1 ora e passa con grandine e tuoni paurosi ci ha costretto a una pausa forzata. Ci siamo riparati al meglio delle possibilità ma l'acqua venuta giù è stata così copiosa che alla fine eravamo zuppi nonostante gli impermeabili. I tiri successivi son stati decisamente delicati!!
L9 --> In obliquo a dx per poi immettersi in un caminetto. In uscita da questo si traversa a dx proprio alla base di una bella placca con a dx un largo camino. Sosta su due spit. 35 metri Max III
L10 --> Tiro chiave, In verticale per placca super. Vari spit, friend utili per integrare. Sosta su due spit alla base di una rampa inclinata a dx. 50 metri Max IV+. Sarà stato il bagnato, sarà stata l'acqua nelle scarpette ma ho trovato il tiro leggermente più impegnativo di quello proposto in relazione.
L11 --> Si asseconda la rampa obliqua verso dx fino in sosta sempre su due spit. 30 metri Max III
L12 --> Ancora verso dx fino allo spigolo. In verticale sul filo dello stesso (friabile). Sosta su due spit qualche metro prima della vetta. 40 metri Max III+

Una Grande Croce attende l'alpinista e la vista è molto ampia ed istruttiva. Spettacolare l'altipiano carsico sommitale caratterizzato da gradoni, balze e profonde fratture carsiche. Sembra di stare in un mondo a parte! Contenti di essere fuori pericolo ci rendiamo conto che questa volta l'abbiamo rischiata grossa, gli imprevisti fanno parte del gioco, l'importante è andare avanti SEMPRE!!

Via Pachner all'anticima Est della Creta Forata (Dolomiti Pesarine), sviluppo 370 metri circa, difficoltà Max IV+ p. VÈ ...
19/08/2026

Via Pachner all'anticima Est della Creta Forata (Dolomiti Pesarine), sviluppo 370 metri circa, difficoltà Max IV+ p. V

È la cima più alta della catena che si snoda da Ovest a Est tra i comuni di Sappada e Rigolato e sta nascosta proprio al suo centro, tra i gruppi del Siera e del Pleros. Il nome si lega al caratteristico arco naturale ubicato lungo la cresta O-S-O.
Erano anni che volevo raggiungere la cima della Creta Forata perché non farlo arrampicando ripetendo una delle sue vie storiche in versante Nord? Come sempre, per questo genere di vie, non difficili ma decisamente wild, mi piace legarmi in cordata con Eva Zanon che ha risposto entusiasta alla chiamata! Visto il lungo e faticoso avvicinamento da Cima Sappada abbiamo deciso di fermarci due giorni; il primo è servito per portare la corda e la NDA alla base della parete (siamo saliti anche sul Monte Geu), il secondo dopo una bella dormita a Malga Tuglia è stato quello della conquista della vetta!!
La via è bella e meritevole, dalla linea molto elegante, il percorso è divertente e si sviluppa su roccia sorprendentemente molto buona. Presenti quasi tutte le soste, alcune addirittura a spit nuovi di zecca (sta cosa un po' mi ha sconcertato), pochi i chiodi di passaggio ma dove servono ci sono. Non è una via per principianti nonostante le difficoltà moderate (occhio ai gradi, siamo in carnia!) in quanto l'orientamento non è sempre così immediato e ci vuole esperienza nel muoversi su terreno poco attrezzato. Via classica ben poco ripetuta dal fascino primigenio; l'ambiente è particolarmente suggestivo, la consiglio agli amanti dell'avventura!

Da Malga Tuglia si imbocca il sentiero 230 che velocemente conduce al Passo di Geu Basso, si scende alla stupenda conca sotto il Monte Geu e si risale il meraviglioso Vallone della Creta Forata. Poco oltre il bivio con il sentiero 321 che porta al Rif Monte Siera si lascia il sentiero Cai e si passa il fondo del vallone raggiungendo l'ampio zoccolo della Creta Forata. Lo si risale facilmente seguendo radi bolli rossi lungo una rampa erbosa da dx a sx fino all'ampia e visibile cengia sotto le pareti Nord (qui partono alcune vie sportive aperte pochi anni fà). La si segue completamente verso sx stando sempre alla base delle rocce. Alla fine un breve canalino-rampa inclinato a sx un pò esposto deposita sul dosso di erba e ghiaia sotto il pilastro Nord. Dal punto più alto del dosso si attraversa il catino di rocce mobili puntando a un evidente canale detritico. Lo si comincia a rimontare per poi spostarsi sulle roccette a dx fino a raggiungere l'inizio di un intaglio-camino dove inizia la via (chiodo rosso).

L1 --> Si risale completamente l'intaglio-camino. Sosta su due chiodi con cordone. 40 metri Max III+
L2 --> Si prosegue per facile rampa rocciosa obliqua verso dx, superata una costoletta si prosegue verso lo spigolo a sx (cordone in clessidra). Da qui in verticale senza indugi lasciando il filo dello spigolo pochi metri a sx. Sosta su spit+ cordone in clessidra. 60 metri Max IV
L3 --> Si asseconda un canale poco inclinato verso dx per poi, ATTENZIONE, traversare verso sx ed entrare in una poco evidente trincea. Sosta alla fine di questa su spit. 60 metri Max III
L4 --> Tiro chiave, dallo spit di sosta a dx in verticale per paretina compatta fino a un chiodo, per poi dal secondo chiodo obliquare a sx verso lo spigolo. Sosta su spit. 15 metri, IV+ p.V
L5 --> Dalla sosta ci si porta progressivamente verso lo spigolo che viene doppiato. Dopo pochi metri scalando a sx dello spigolo si torna a dx dello stesso dove è evidente. Ancora per roccette facili alla sosta su spit sotto un caminetto-fessurone. 40 metri Max III+
L6 --> Per placca a sx del caminetto (chiodo subito dentro al fessurone). Si entra nel camino all'altezza di un masso incastrato. Si prosegue in camino pochi metri fino a un chiodo, da questo si torna fuori sulla placca a sx (allungare bene la protezione). In verticale per rocce appoggiate fino a un terrazzino a sx dello spigolo. Sosta su chiodo, 30 metri Max IV
L7 --> In verticale cercando il facile passando a sx di un pilastino sullo spigolo. Superatolo, si continua su cengia facile verso dx fino a un primo grande terrazzo. In verticale al secondo terrazzo proprio sotto un grande canalone-camino che origina dalla vetta. Sosta su chiodo molto difficile da vedere. 60 metri Max III
L8 --> Una rampa verso dx porta sotto l'evidente camino caratterizzato da un grosso masso incastrato. Si prosegue nel camino. Per superare il Masso incastrato o a dx per pertugio nella roccia (molto stretto) oppure a sx per placca. Lasciato un chiodo. Sosta appena sopra il masso incastrato su chiodo. 45 metri Max IV+
L9 --> Dalla sosta si prosegue obliquando verso dx su terreno facile ma più friabile fino a sostare su spuntone pochi metri sotto la vetta dell'anticima Est. 50 metri Max II

Discesa --> Verso S-O alla forcella con la vetta principale, qui si è sulla normale della Creta Forata che in 5 minuti si raggiunge su buon sentiero Cai. Rientro tramite la facile normale bollata Cai.

Il giorno dopo aver salito la Tofana eravamo tutti un po' stanchi, tranne l'inarrestabile Nicolò Vianello che aveva anco...
11/08/2026

Il giorno dopo aver salito la Tofana eravamo tutti un po' stanchi, tranne l'inarrestabile Nicolò Vianello che aveva ancora voglia di scalare nonostante le cinque giornate piene passate tra roccia e sole. Non avevamo voglia di grandi avvicinamenti e i miei piedi erano parecchio provati dopo le tante ore nelle scarpette del giorno prima. Così optiamo per una via breve ma divertente sul Settsass: Sole e metallo.
Online si trovano svariate pagine che la descrivono, i primi 4 tiri sono molto divertenti e l'arrampicata è tecnica su splendida roccia. Le ultime lunghezze sono più facili ma piacevoli.
Spittata lunghetta non dà grandi possibilità di azzerare, con due passi di 6b diciamo che il 6a+ dei tiri principali bisogna averlo tutto. Le protezioni si vedono spesso all'ultimo minuto un po' nascoste. In definitiva assolutamente consigliata, alla fine della via in pochi minuti si raggiunge anche la croce di cima del Settsass per godersi il panorama.

Gruppo Rocciatori Gransi

Via Dimai/Eotvos - Tofana di Rozes Max IV+ p.V Via superlativa, geniale e dal lungo sviluppo proprio nel cuore della Roz...
07/08/2026

Via Dimai/Eotvos - Tofana di Rozes Max IV+ p.V

Via superlativa, geniale e dal lungo sviluppo proprio nel cuore della Rozes. È considerata una delle più belle vie classiche della parete. L'ambiente, prettamente alpino, è grandioso; spettacolo puro! Aperta da A. Dimai, G. Siorpaes e A. Verzi con le baronesse Ilona e Rolanda von Eötvös nell’agosto 1901 è un viaggio dentro la grande parete zizzagando per trovare i punti deboli dell’impressionante muro verticale di oltre mille metri. Una via di grande soddisfazione personale, logica e perfetta, mai banale nelle difficoltà e con alcuni passaggi molto belli come il traverso finale dove si hanno sotto i piedi un salto di 700 metri. Seguendo fedelmente la relazione di Emiliano Zorzi tratta dalla guida "IV Grado Dolomiti Orientali 1" l'orientamento non è stato un problema anche se nel secondo anfiteatro ci potrebbero essere difficoltà nell'individuare il percorso migliore. La roccia è sana e si scala col sorriso alla bocca dimenticando la fatica derivante da una giornata intera in parete. La via termina sull'affilata cresta ovest, dopo aver superato il più classico dei camini (alla base il passaggio più impegnativo della via p.V o A0). Una lunga dorsale di detriti e roccette appuntite, una vera agonia, conduce a un'anticima da dove finalmente appare la croce di vetta. Codesta visione mistica rinfranca lo spirito dell'alpinista che con l'ultimo sforzo risale il ripido pendio di roccette sporche di detrito fino alla vetta. Grande panorama a 360° gradi dalla cima, un toccasana per l'anima!
Vorrei ringraziare i miei compagni di cordata, se questa via mi ha, ma penso ci ha, trasmesso tanto è anche merito delle persone che erano con me: non solo compagni di corda ma soprattutto amici!! Nicolò Vianello E' proprio vero che "L'amicizia raddoppia le gioie e divide in due le sofferenze". Una menzione speciale a Eva Zanon, questa era la via che tanto sognavamo di ripetere già dalla fine del corso di roccia, la mia corda non poteva che essere anche la tua! 😘

Via Mazzorana - Il Mulo (Tre Cime di Lavaredo) 320 metri max IV+Dopo la Tonalite delle Vedrette di Ries e il Calcare Dev...
01/08/2026

Via Mazzorana - Il Mulo (Tre Cime di Lavaredo) 320 metri max IV+

Dopo la Tonalite delle Vedrette di Ries e il Calcare Devoniano del Peralba torniamo alla Dolomia nel luogo simbolo per eccellenza dei Monti Pallidi: le Tre Cime di Lavaredo. Vista l'impossibilità di salire in auto al Rif Auronzo (il primo slot utile per il parcheggio era in data 3 agosto!!!) abbiamo utilizzato i mezzi pubblici partendo da Auronzo di Cadore. Preso il primo bus diretto delle 6.50 arriviamo al Rif Auronzo alle 08.05 per la "modica" cifra di circa 15 euro: 10 euro per il tratto Misurina-Rif Auronzo (valido andata e ritorno) + 5.50 da Auronzo Villapiccola a Misurina (solo andata). Se il VIAGGIO di andata è filato liscio il rientro è stato tragicomico: perso il bus diretto per Auronzo per la troppa gente in coda (il bus si svuota a Misurina) abbiamo ripiegato dopo mezz'ora per la navetta fino al Lago. Utilizzando il classico e mai tramontato pollicione siamo riusciti a tornare ad Auronzo in tempo per cenare con Eva. Ringraziamo di vero cuore la coppia di Ungheresi che ci ha raccattato dalla strada❣️Non voglio commentare la gestione degli accessi e del parcheggio al Rif Auronzo; una cosa è certa: si cerca di monetizzare al max il business creato attorno a questo luogo magico! A farne le spese gli alpinisti, provare per credere..
Ma veniamo alla scalata di giornata: Via classica non molto frequentata ma che offre un'interessante arrampicata in camino e una panoramica cima. La qualità della roccia è sorprendentemente ottima, tutte le soste sono ad almeno a due punti, pochi i chiodi nei tiri ma le difficoltà sono contenute. Impressionante il camino del terzo tiro dove si deve salire in profondità in un budello di roccia. Ci sono pochissime protezioni intermedie e si è talvolta così stretti nel camino da fungere da incastro vivente. BELLISSIMO!! Ci siamo divertiti molto, la via è stata una bella scoperta, ciliegina lo stupendo panorama dalla vetta. La vicina Cima Grande svetta maestosa, ad Est la massiccia Croda dei Toni riempie lo sguardo, a Sud i Cadini di Misurina affascinano con le loro slanciate guglie a dar un punto di colore ci pensa la fiammeggiante Croda Rossa d'ampezzo. Che meraviglia!!! Contenti di essere qui nonostante l'odissea del viaggio e il continuo andirivieni delle formichine sotto di noi.

Dal parcheggio alto del Rif Auronzo si prosegue per buon sentiero rasentando le pareti della Croda del Rifugio oltrepassandola. Individuato il Mulo si lascia il sentiero e per ghiaione si giunge sotto il camino che caratterizza i primi tiri della via (vedi foto).

L1 --> Per camino con arrampicata classica in spaccata fino alla sosta su tre chiodi. 30 metri Max IV
L2 --> Sempre per camino che si restringe. Si passa sotto un masso incastrato e si sosta poco sopra su tre chiodi dove il camino si sdoppia. 40 metri Max IV+
L3 -->Proseguire sul ramo sx del camino che si stringe a budello. Arrampicata ad incastri fino a uno slargo sulla sx. I chiodi per la sosta sono sulla faccia dx. 35 metri Max IV (poche possibilità di proteggersi)
L4 --> Finire il camino e proseguire per gradoni rocciosi in obliquo a sx fino alla sosta su cengia. 25 metri Max IV
L5 --> Per cengia pochi metri a sx per poi deviare decisamente verso dx seguendo la prima lunga cengia fino alla sosta. 20 metri Max III+
L6 --> Traversare ancora verso dx 5 metri per la prima cengia per poi salire in obliquo su rocce gradinate, passare una rientranza (esposto) e salire per corto caminetto alla seconda lunga cengia. 30 metri Max III
L7 --> Facile a dx per 8 metri poi dove è più conveniente si inverte il procedere e si salgono dei gradoni fino ad arrivare alla terza lunga cengia. Sosta su grande chiodo (integrabile) sotto uno strapiombetto. 15 metri Max IV-
L8 --> Si supera il tettino sopra la sosta (buonissima maniglia) poi si segue la fessura verticale fino alla sosta. 30 metri Max IV+
L9 --> Si continua a salire seguendo la fessura a sx della sosta per poi entrare in un camino a dx. 30 metri Max IV
L10 --> Procedere per il camino fino a sbucare in cresta, poi a dx seguendo il filo esposto fino a un buon terrazzo panoramico. Procedere ancora oltre della "passerella" e sostare su due resinati pochi metri sotto la vetta. 45 metri Max IV+
L11 --> Conviene continuare sull'affilata cresta fino in vetta. 10 metri Max III

Discesa --> Dalla Cima in direzione Nord si individua un grande chiodo cementato. Prima calata di 20 metri fino a un forcellino. Ancora verso Nord altra calata di 50 metri da grande chiodo cementato che deposita dentro un canale stretto. Appena il canale si apre si traversa a sx su placchette esposte. Ora, salendo leggermente, attraversare il pendio ghiaioso (ometti) fino a incontrare il sentiero della normale alla cima ovest

Indirizzo

Venice
30121

Sito Web

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