04/09/2026
Il primo allenamento della nuova stagione
Come vi siete allenati il primo giorno di riapertura della palestra dopo le vacanze d’agosto? Che lezione avete fatto?
Di solito, in questo periodo di ritorno all’attività, si comincia con una preparazione fisica dolce. Qualcuno è stato fermo due mesi, qualcun altro magari ha mangiato e bevuto un po’ troppo. Poi ci sono i nuovi arrivati, che vanno presi per mano e preparati gradualmente agli allenamenti intensi.
Non è stato il caso nostro.
Alla prima sera eravamo in tre. Tre atleti evoluti, che durante l’estate avevano fatto una pausa breve e si sono presentati fisicamente in forma. Sapevo che ci saremmo visti solo noi tre e, come sempre, ho ragionato sull’allenamento da fare. Mi sono chiesto cosa sarebbe stato più utile.
Ho optato per un risveglio. Non tanto fisico, quanto neurologico.
Perché dopo un mese di scarse o nulle sollecitazioni tutti abbassano un po’ la guardia. Tutti sono un po’ addormentati.
Così ho cercato di riportare tutti noi a uno stato più vigile.
Pochissima ginnastica a corpo libero. Con ancora 36 gradi non avevamo bisogno di una lunga fase per scaldarci. Cinque minuti di sacco alternato a skip: 15”x15”, senza pausa, ovviamente. Tanto per rompere il ghiaccio, salire di pulsazioni
e cominciare a entrare nel lavoro.
A questo punto eravamo pronti e abbiamo iniziato un lavoro a coppie sulle parate. Già con il paradenti, anche se era il primo giorno.
Non dovevamo spingere forte e neppure fare punti.
Nel lavoro alternato, quello che lavorava davvero non era chi tirava i colpi, ma chi li riceveva. Jab, poi ganci, montanti e low-kick.
L’obiettivo non era colpire il compagno di allenamento, ma non farsi prendere. Sapendo che il compagno aveva un attacco obbligato, potevamo lavorare sulla ricezione del colpo e sui riflessi senza patemi d’animo.
L’esercizio è diventato gradualmente più complesso, perché l’obiettivo era proprio impegnare mentalmente chi riceveva i colpi.
Siamo rientrati subito nella forma mentale dell’atleta attento e pronto. Tanto che a fine allenamento ci sono scappati tre o quattro round di sparring molto morbido. Una delle cose più difficili per chi è carico di tensione agonistica e finisce sempre per accelerare troppo.
Il bilancio della prima serata è positivo. Ce ne siamo tornati a casa come dopo una lezione qualunque, non come spesso ci si sente dopo la prima lezione della stagione.
Ora si va avanti.
Ci saranno i nuovi da coccolare e i vecchi da tenere attivi. Finiremo magari per dividerci curando due gruppi separati, visto che siamo due istruttori. Chissà?
Nel frattempo, ora che abbiamo accelerato, in uno dei prossimi allenamenti rallenteremo molto. Faremo sparring al rallentatore.
Una cosa che serve moltissimo, ma ne parleremo, se vorrete, la prossima volta.
E voi? Com’è andata la vostra prima serata di allenamento?