29/06/2013
Tipologie di acqua:
Durante il suo percorso l'acqua può incontrare diverse forme di inquinamento, dallo smog dell'aria fino alle varie sostanze che contaminano il terreno: pesticidi, scarichi industriali, ecc. Alcune sostanze, anche se in piccola quantità potrebbero, nel lungo periodo, causare problematiche organiche. I principali sono i Nitrati che sono sali dell'acido nitrico derivati da inquinamento principalmente dovuto a pioggie inquinate o per diretta presenza naturale nella zona, nel corpo possono essere trasformati in nitriti che generano nitrosamine, sostanze cancerogene. L'acqua ne deve contenere il meno possibile; (la normativa CEE indica 50mg/lt il limite concesso, mentre l'OMS consiglia di non superare gli 11mg/lt.
Anche il Cloro che solitamente è immerso negli acquedotti per cautelarsi dalla possibile presenza di batteri, in particolare da quelli denominati colibacilli fecali. Alcune associazioni di consumatori hanno proposto dei limiti rappresentati da 50 colibacilli /lt. Il cloro altera il gusto dell'acqua e alcuni ricercatori sono preoccupati della possibilità, in presenza di sostanze organiche, che possa dare origine a idrocarburi clorati, sostanze pericolose per l'organismo. Altre sostanze tossiche sono la trielina che da normativa CEE ha un limite di 30 mcg/lt, ma certamente meno ne è presente e migliore sarà l'acqua. Altri pericoli sono rappresentati dall'atrazina, dal piombo, dal mercurio e dal cadmio, tutte sostanze per cui vanno fatte indagini specifiche.
I due sali principali presenti nell'acqua sono il calcio e il magnesio; la loro presenza rappresenta la durezza dell'acqua, che viene espressa in gradi francesi SF, equivalente a 10 mg/lt di calcio e magnesio. In questo contesto l'OMS ha stabilito in 30° SF la durezza massima consentita per l'acqua potabile.
Le acque minerali sono suddivise in base al residuo fisso a 180° C: acque oligominerali: (con residuo inferiore a 0,2 gr/lt); acque mediominerali (con residuo compreso fra 0,2 e 1 gr/lt); acque minerali ( con residuo maggiore a 1 gr/lt).
Rispetto alla concentrazione delle molecole disciolte (molarità) per unità di peso del sangue, le acque minerali si definiscono ipotoniche, isotoniche e ipertoniche.
A seconda delle caratteristiche di composizione chimica, invece, si dividono in:
- Acque arsenicali ferrugginose con attività ricostituente e favorente la eritropoiesi e la sintesi di emoglobina.
- Acque bicarbonato alcaline e alcalino terrose, con prevalenza di sodio (le alcaline) o calcio ( le alcalino-terrose), in quantità elevata, probabilmente aumentano la riserva alcalina e certamente rendono alcaline le urine.
-Acque bicarbonato-solfato alcalino terrose. Simili alle precedenti, hanno spiccate proprietà protettive rispetto alla cellula epatica. Le solfate possono avere azione lassativa.
-Acque solfate: Hanno un'azione principalmente purgativa (dovuta all'ipertonicità dell'acqua, che sottrae idratazione all'organismo).
-Acque carboniche: La loro azione è legata alla quantità di acido carbonico libero. Vengono considerate acque carboniche quelle che contengono anidride carbonica libera in quantità maggiore di 300 cc/lt. Le acque carboniche stimolano la funzionalità gastrico-intestinale, il fegato e i reni.
Numerosi studi dimostrano l'utilità di prescrivere un'acqua minerale (residuo fisso a 180à > di 1 gr/lt) di tipo carbonico, oppure bicarbonato alcalino, oppure bicarbonato alcalino terrosa, in atleti che svolgono gesti atletici in cui si ha un abbassamento del pH. Si registrano effetti di migliore recupero post gara.
A noi pare opportuno utilizzare un'acqua di questo tipo come base per la preparazione di bevande per il reintegro, come quando si vogliono disciogliere elettroliti o diluire maltodestrine.