21/06/2024
Ultimi sette giorni.
Altra opera prima classificata nel nostro concorso. Continuiamo a stuzzicare la vostra creatività. Oggi è il momento del racconto arrivato primo nella sezione adulti (Sezione D)
IL PROFUMO DEL LEGNO
Veronica Dell’Oro
Fin da piccolissimo Lorenzo aveva amato l'aroma del legno.
Ai piedi del suo letto teneva la cassapanca di legno di canfora della nonna, ricordo delle vacanze passate con lei nel paesino di montagna, dove un'estate aveva conosciuto il signor Achille.
Il profumo del legno l’aveva guidato fino alla sua bottega dove l’uomo stava intagliando la statuina di un cervo.
Con un cenno il vecchio lo aveva invitato ad entrare e il bambino era rimasto incantato a guardare quelle mani nodose e sapienti che, con pochi colpi di coltello, erano riuscite ad estrarre dal pezzo di legno quel piccolo capolavoro. Poi aveva chiuso gli occhi ed aveva annusato a pieni polmoni l'aria satura dell'essenza odorosa.
“Ti piace? Se vuoi te la regalo.” gli aveva detto Achille.
“Preferirei mi insegnassi a farne una uguale.”
L'uomo era rimasto stupito dalla richiesta del bambino, ma aveva sorriso e nei suoi occhi era balenato la speranza di poter trasmettere la sua arte.
“Sei sicuro? E’ un lavoro duro e pericoloso.” Così dicendo aveva mostrato al ragazzino le mani piene di segni.
Il bambino aveva annuito con forza.
Così, molto semplicemente, era iniziato il loro rapporto di maestro e allievo.
Lorenzo imparava con entusiasmo e Achille insegnava con pazienza.
Per diverse estati i due avevano passato ore insieme e si erano affezionati l'uno all'altro.
“Un giorno quando io non ci sarò più potresti continuare tu la mia attività, non è un lavoro che ti farà ricco ma ti saprà dare sempre grande soddisfazione.” diceva il vecchio.
“Mi piacerebbe...” ma Lorenzo in cuor suo sapeva che il suo destino sarebbe stato diverso. Suo padre infatti, avvocato di successo, già lo vedeva al suo fianco a lavorare nel suo studio.
Poi la nonna era morta e la casa in montagna affittata.
L'ultima volta che aveva visto Achille era stato proprio al funerale della donna. Si erano salutati con un abbraccio, consapevoli che non ci sarebbero state altre occasioni di incontro.
Il vecchio aveva consegnato al ragazzo i suoi attrezzi d'intaglio riposti in un astuccio di pelle dicendogli che le sue mani erano troppo vecchie e tremanti per riuscire a lavorare ancora.
Lorenzo aveva accettato con le lacrime agli occhi, sicuro di avere ancora molto da imparare da lui, aveva riposto con cura i preziosi strumenti nella cassapanca ed erano rimasti li rinchiusi come il suo sogno.
Gli anni erano passati, Lorenzo aveva iniziato a lavorare con il padre e non era più tornato al paese della nonna.
Poi un giorno era arrivata una lettera da parte di un notaio, Achille era morto e gli aveva lasciato le sue proprietà. La piccola bottega e i due locali che erano stati la sua abitazione.
Cosa doveva fare... continuare la sua vita come se nulla fosse o lasciare quella professione di rilievo ma che non riusciva a farlo felice?
Andò in camera sua: la cassapanca era lì ad aspettarlo, accarezzò gli intagli, poi sollevò il coperchio.
L'aroma si sparse per tutta la stanza, insinuandosi nelle sue narici, delicato come una carezza. Chiuse gli occhi e, mentre la mente veniva rapita dal profumo del legno, nel suo cuore si fece strada la consapevolezza che la felicità era proprio lì davanti a lui.
Bastava avere il coraggio di allungare la mano per carpirla.
Lorenzo riaprì gli occhi e spinse la mano verso il fondo della cassapanca.
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