19/11/2025
Auguri ❤️🖤
Ci sono giorni in cui il corpo ti presenta il conto senza pietà.
Giornate che non puoi evitare, che fanno male solo a guardarle, ma che devi affrontare se vuoi continuare a vivere davvero.
Per Gianluca Zambrotta, oggi è stato uno di quei giorni.
L’ex campione del mondo è finito di nuovo sotto i ferri, iniziando un percorso che non parla solo di medicina, ma di sopravvivenza fisica.
Non è un intervento qualsiasi: è la tappa obbligata di una storia dolorosa che va avanti da anni.
Zambrotta lo aveva raccontato con una sincerità spiazzante:
“Mi sono operato tre volte ai menischi interni. Non ne ho più, né a sinistra né a destra.
Col tempo le gambe si sono deformate… ormai sono un caso da manuale per i chirurghi.
Mi guardano e si chiedono come faccio a camminare.”
Un problema che si è amplificato negli anni: genetica sfavorevole, menischi assenti e, forse, qualche segnale ignorato troppo a lungo.
Tre, quattro specialisti consultati: tutti increduli, tutti sorpresi dal fatto che riuscisse ancora a giocare, correre, perfino divertirsi a padel.
E ora l’intervento più duro:
un’osteotomia.
Gambe da raddrizzare tagliando porzioni d’osso, placche da inserire per evitare, almeno per un pò, una protesi totale.
Una soluzione temporanea, perché il destino è già scritto: la protesi arriverà, fra qualche anno, inevitabile.
Ma una cosa è certa:
Zambrotta non si è mai arreso.
Non lo ha fatto da giocatore.
Non lo fa oggi.
E non lo farà domani.
Questa operazione non è una resa.
È un altro capitolo della battaglia.
Forza Gianluca.
Dai, Gianlu.