30/11/2025
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Il costo metabolico della corsa deriva dallo spostamento del nostro peso sia orizzontale sia verticale.
A differenza della camminata, la corsa include una fase di volo, durante la quale il baricentro viene proiettato verso l’alto oltre che in avanti: questo aumenta il dispendio energetico per unità di tempo.
Nel salto della corda, invece, il costo metabolico è determinato quasi esclusivamente dallo spostamento verticale del baricentro.
La variabile critica, però, è la componente coordinativa: più il gesto diventa efficiente, più il costo energetico si riduce. Atleti esperti, nonostante aumentino i giri al minuto, tendono infatti a consumare meno perché minimizzano l’ampiezza del salto.
Per incrementare realmente il dispendio diventa necessario saltare più in alto, come nei double under, dove il lavoro meccanico verticale cresce in modo significativo.
Nonostante ciò, una volta acquisita competenza tecnica, la corsa mantiene mediamente un costo metabolico superiore.
L’idea che 10 minuti di corda equivalgano a 30 minuti di corsa non regge: per ottenere lo stesso consumo in soli 10 minuti dovremmo correre a velocità irrealistiche, come 30 km/h, valori raggiungibili solo negli sprint massimali, andando comunque sotto ai livelli calorici di una corsa sostenuta nel tempo.
Per quanto efficace e allenante, il salto della corda non raggiunge, a parità di tempo, il costo energetico tipico della corsa.
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