01/04/2026
L’eliminazione della nostra Nazionale dal Mondiale non è un episodio. È il risultato.
Il risultato di anni in cui si è preferito gestire invece che costruire, conservare invece che innovare.
E chi lavora sul campo lo vede chiaramente.
Da allenatore, la delusione è enorme. Ma ancora più grande è il fastidio nel vedere un movimento che dovrebbe guidare il cambiamento — quello degli allenatori — fermo, autoreferenziale e incapace di portare idee nuove, visione e figure realmente rappresentative.
Non possiamo continuare così.
Servono competenza, apertura, meritocrazia.
Servono persone che abbiano il coraggio di mettersi in discussione, non di difendere posizioni.
Cambiamo. Davvero.
Perché il calcio italiano non ha bisogno di alibi. Ha bisogno di evolversi.