17/12/2023
Ciao Cristina.
Ci sono tante parole che girano qui dentro, ma farle uscire è come cercare di fare uscire la palla da certe mischie infinite. Ci si fa inevitabilmente male.
Quel posto che da oggi è vuoto fa un rumore assordante.
Qui abbiamo conosciuto solo una piccola parte della meravigliosa donna che sei stata, ma non vedere più il tuo sorriso su questi spalti, sorriso che non mancava mai anche se questi ragazzi ti facevano arrabbiare e questa palla girava al contrario, fa un male che a parole non si può spiegare.
E quando il dolore è muto, è perché dentro c'è una voragine senza fine.
È difficile spiegare come una donna così piccola possa lasciare un vuoto così grande.
Qui a Polonghera siamo abituati a soffrire, e tu lo sai bene, ma perderti ci fa un male cane.
Abbiamo perso una tifosa ho sentito.
No, non è vero. Tu sei qui.
Avremo per sempre la tua presenza leggera su queste gradinate, quando il sole picchia e non ti fa respirare o il ghiaccio punge così forte che non senti più le mani e i piedi, e sentiremo i tuoi rimproveri che sono quelli una maestra che è stata prima di tutto una mamma, quei rimbrotti che hanno il sapore del latte e biscotti che si da ad un bambino quando si fa male dopo che ha combinato un guaio.
Ad ogni partita sembrava che volessi scompigliare i capelli di quei ragazzi che ne combinavano sempre una. Soprattutto a quel ragazzo dai capelli biondi che corre a centrocampo. Che in questi mesi di sofferenza non ha mai fatto pesare quello che gli stava schiacciando il cuore. Che mamma meravigliosa sei stata per avere un figlio capace di questo.
E oggi posiamo questi fiori per dirti che sempre sarai dentro ogni maglia indossata, dentro ogni calzettone e parastinco sistemato. Dietro ad ogni gol sbagliato, dietro ad ogni lacrima versata e dietro ad ogni esultanza urlata.
Quando su questo campo correranno i ragazzini che adesso guardano da fuori tu sarai lì. E quando la rete si gonfierà per noi il tuo sorriso esploderà come ogni maledetta domenica.
Ciao Cristina, sicuramente dove sarai adesso ti affideranno un milione di cose da fare, perché quando si è una donna come te anche lassù ne approfittano.
Ma tu ogni domenica vieni qui per favore.
Perché c'è una lezione che non vogliamo smettere di ascoltare. Perché è stato un onore e un privilegio incontrare una donna come te.
Ora smetto perché so che le cose troppo melense ti fanno saltare i nervi.
Ma manchi. Infinitamente.
Ci saranno giorni bui. Come oggi.
Ma ogni volta rimetteremo la palla al centro.
E ricominceremo.
Non abbiamo paura di farci male perché sappiamo quanto sarà bello quando ci rialzeremo.
Questa è la cosa fondamentale che impara chiunque passi di qua.
Non finisce qui.
Sempre sarai in un salto in alto che mette i brividi.
Fino alla fine.