04/12/2019
Nel febbraio del 1983 ero reduce da due titoli olimpici giovanili e proseguivo nella mia carriera di dilettante.
Avevo solo sedici anni, ma ero ottavo nella classifica nazionale dei supermassimi quando gareggiai a Holyoke per i GOLDEN GLOVES del Western Massachusetts.
Uno dei responsabili del torneo disse a Cus che secondo lui non ero in grado di affrontare i pugili esperti che partecipavano, e avrei fatto meglio a combattere nella categoria dei principianti.
"Si farà ammazzare!" lo avverti.
Cus rise. " ah si? Bè sta a vedere."
Saltai vari turni nel mio cammino verso la finale, perché nessuno voleva affrontarmi, per cui mi assegnavano le vittorie per abbandono.
Il mio primo vero combattimento fu il 12 febbraio contro JIMMY Jhonson, un tipo tosto di Springfield, Massachusetts.
Era un ragazzo alto e muscoloso, che aveva portato la moglie i figli e tutti i parenti a vedere l'incontro.
Pochi secondi dopo l'inizio del match ci fu un corpo a corpo e quando l'arbitro ci separò io lo stesi con un destro. Sua moglie si precipitò sul ring con un neonato in braccio e gli altri due figli, tutti in lacrime.
Lo dissi a Cus, e lui scoppiò a ridere.
"Cosa? Madre e figli piangevano?".
Era al settimo cielo.
Vinsi I GOLDEN GLOVES del New England per abbandono quando il pugile che avrei dovuto affrontare si inventò una caviglia slogata.
Cominciai ad avere un po' di notorietà a livello nazionale e Cus mi fece fare sparring con dei professionisti, tra cui "the Truth" Williams
Andammo a White Plains apposta.
Williams era il pugile emergente e io il dilettante.
Anni dopo avrei difeso il mio titolo contro lui, ma quella prima volta mi massacrò.
Io picchiai duro, qualche volta gli feci male e lui fece male a me.Fù una guerra.
"Micheal stava attaccando quando Williams lo colpì con un destro" ha raccontato ROONEY.
"Lui fece finta di niente e continuò ad attaccare.
Una persona normale sarebbe andata al tappeto, ma lui non è normale.
Inutile dire che non ci invitarono più."
Non mi è mai piaciuto combattere nei dilettanti.
Un jab inoffensivo poteva valere gli stessi punti di un pugno che metteva KO il tuo avversario.
Gli arbitri si consideravano dei raffinati gentiluomini. Mentre io ero assetato di sangue.
A volte mi toglievano dei punti prima ancora che iniziasse l'incontro perché non aprrovavano il modo in cui guardavo il mio avversario.
"Qui si fa pugilato" dicevano.
"Io non sono qui per fare a pugni, signore!" rispondevo.
"Sono qui per combattere".
Li infastidiva il mio atteggiamento da galletto di Brownsville. Cus e io sfidammo l'intero sistema dei dilettanti.
Non vincemmo, ma li mettemmo in difficoltà.
Con ogni probabilità, la reputazione di Cus mi costò qualche incontro.
Arrivai in finale ai National Golden Gloves dopo aver battuto Thompson, che aveva difeso il titolo due volte, e il 26 marzo 1983 incontrai Payne, che era stato sconfitto da Thompson l'anno precedente.
Mi aggiudicai nettamente ogni round.
Attaccai, tirai più pugni, e avrei dovuto vincere.
E invece subii un vero furto.
Basta guardare il match, si sentono i fischi del pubblico.
Piansi come un bambino dopo quel verdetto, mentre Cus si mise a inseguire gli arbitri.
Kevin e un poliziotto che ci stava scortando dovette separarli.
Mi fece piacere vedere che Cus prendeva le mie difese.
In seguito ho scoperto che molti arbitri di boxe favorivano Norris quando erano più giovani, e ho avuto l'impressione di non essere stato trattato in un modo equo per tutta la mia carriera da dilettante.