08/09/2026
Finalmente anche altri ci vengono dietro. Il modulo di Spalletti é un altro bel problema. Perché con certi giocatori si gioca a tre dietro e a uomo con un 343 ad esempio se non un 352 o al massimo un 442 o un 433 .
Spalletti ieri ha detto una cosa molto chiara: Kolo Muani l’ha scelto lui e rimarrà sul suo carro.
Ci mancherebbe pure che scendesse.
Dopo aver convinto la Juventus a investire quasi 50 milioni su quel carro (o comunque ha accettato quel carro), con relativo mega ingaggio, adesso bisogna almeno provare a capire dove portarlo.
Non sappiamo chi realmente ha voluto Kolo ma sappiamo che lui l'ha accettato, come ha sottolineato ieri.
Perché il problema non è difendere Kolo Muani.
Il problema è metterlo nelle condizioni di essere Kolo Muani.
Ieri contro il Milan abbiamo visto ancora una volta una cosa che conoscevamo già: Randal non sa giocare spalle alla porta. Non è il centravanti al quale puoi lanciare il pallone, chiedere di proteggerlo, aspettare che salga la squadra e ripartire.
Non è il suo mestiere.
E quando gli chiedi di farlo sembra uno mandato a lavorare nell'officina sbagliata: magari è pure bravo, ma gli hai messo in mano la chiave inglese quando lui sa usare il fioretto.
Woltemade, invece, quel lavoro può farlo.
Sa ricevere, proteggere, legare il gioco, attirare un difensore. E soprattutto può creare quegli spazi nei quali Kolo Muani diventa un altro calciatore.
Perché Kolo è essenzialmente una seconda punta da profondità. Ha bisogno di campo davanti, di partire qualche metro più indietro, di attaccare uno spazio creato da qualcun altro. Non di trascorrere novanta minuti a fare a sportellate con due centrali di 190 centimetri.
Per questo continuo a pensare che Spalletti debba cominciare a ragionare seriamente su una Juventus diversa.
Un 4-4-2, per esempio.
Oppure un 4-3-3 molto particolare, quasi un 4-3-2-1 asimmetrico, con Conceição più largo/destra, Kolo Muani sul centro-sinistra e Woltemade riferimento centrale.
Con Nico Gonzalez e Alajbegovic pronti a entrare quando le partite si aprono e servono gambe fresche per farle saltare.
Perché c'è poi una domanda che mi tormenta.
Se per cent'anni nel calcio abbiamo giocato con due attaccanti, perché oggi in Italia sembra diventato improvvisamente vietato?
Una delle poche grandi squadre che continua sistematicamente a utilizzare due punte è l'Inter. E non mi pare che le sia andata malissimo.
La Juventus, invece, continua ad arrivare negli ultimi trenta metri e troppo spesso trova un solo uomo realmente dentro l'area. Produci, costruisci, accompagni. Poi arriva il momento di incassare e alla cassa non c'è nessuno.
Qualcuno dirà: tre partite sono troppo poche per giudicare Kolo Muani.
Vero, se Kolo Muani fosse arrivato ieri da Marte.
Ma Randal Kolo Muani lo conosciamo da anni. Lo abbiamo visto in Bundesliga, con il PSG, con la Francia e nella stessa Juventus. Queste partite non ci hanno raccontato qualcosa di nuovo: hanno semplicemente confermato caratteristiche tattiche che conoscevamo già.
Kolo può rendere. Anche molto.
Ma bisogna smetterla di chiedergli di essere quello che non è.
E qui la responsabilità passa inevitabilmente a Luciano Spalletti.
Lo ha voluto lui o comunque accettato da allenatore.
Ha deciso lui di salire su quel carro.
La Juventus ci ha caricato sopra una cinquantina di milioni.
Adesso tocca all'allenatore trovare la strada.
E secondo me quella strada passa inevitabilmente da Woltemade.
Perché il tedesco può fare il centravanti per Kolo Muani.
Kolo Muani non può fare il centravanti per se stesso.
Ma Spalletti ieri sera l'ha detto: "Randal e Nick possono giocare insieme".