18/10/2025
Domenica 5 ottobre 2025.
L'ultimo giro di giostra, quello che chiude ufficialmente la stagione granfondistica per il nostro team, ha luogo a Varese, sede di una prova che ormai non ha più nulla da invidiare a realtá ben più blasonate.
Come già accaduto a Laigueglia, teatro della prima prova del Circuito Specialized, il team Dedonato si presenta ai nastri di partenza con una compagine numerosa ed agguerrita, capace si di dispensare grandi prestazioni a livello cronometrico, ma mettendo il divertimento e la voglia di stare insieme come base di tutto (peculiarità, quest'ultima, che ha portato alla sua fondazione nel lontano 2007).
Sul primo dei due tracciati proposti dall'organizzazione varesina, a un primo impatto poco esigente ma comunque da non prendere sottogamba (specie se si considera che la stagione è ormai agli sgoccioli e le energie sono ridotte al lumicino per tutti), il team Dedonato regala emozioni.
Giacomo Greco e Davide Mastandrea, per esempio, finiscono come consuetudine nella parte alta della classifica. Un risultato, questo, che permette ai due di finire anche sul podio di categoria nel Circuito sopra menzionato.
A uno "sputo" di distanza dal tandem delle meraviglie, arriva Samuele Fattoruso, un ragazzo che si barcamena tra Studio e Sport, ottenendo in entrambe le specialità risultati di assoluto rilievo.
Andrea Brufani conferma quanto già fatto di buono in quel di Bra e si colloca anche lui in una posizione onorevole, seguito subito dopo da un generoso Maurizio Picchieri (che non pago di quanto ottenuto a Sestriere, decide di confermarsi anche in terra lombarda).
"Skassandro" Campise invece, abbandona per una domenica il mondo del runner, dimostrando che anche in quello ciclistico può recitare un ruolo di assoluto rilievo.
In quel di Varese, Antonio Plescia si prende la sua rivincita su quanto accaduto a Bra, dove un forte dolore alla spalla lo aveva portato a un passo dal ritiro.
Non ci sono invece più aggettivi per la "debuttante" Giulia Lastrico, ovvero la dimostrazione di quanto si possa migliorare (in meno di un anno) se ci si applica con impegno e passione.
Luca Savarese continua a "maledire" Giacomo Greco per le vacanze trascorse a Luglio in quel di Bardonecchia, ma al traguardo ci arriva bello carico pure lui.
Proprio come Filippo Pavin, per gli amici Fil, che dopo un lungo periodo di stop forzato, decide che forse è giunto il momento per tornare a fare quello che lo rende più felice, ovvero andare in bicicletta.
A distanza di dodici mesi, sempre in Lombardia ma in un paese diverso, Marta Levi si conferma come uno dei prospetti più interessanti in ambito femminile.
Enzo Pallavidino, a dispetto delle sue settanta primavere, corona il week end lombardo con un ottima prestazione di categoria (sei entrato in top ten, io ci arrivo se capovolgo la classifica al contrario).
Per Elisa Bourcier, scortata dal nostro fido presidente, svanisce il sogno di poter bissare quanto ottenuto nel 2023. Poco male: per lei si tratta del terzo podio consecutivo nello Specialized su tre partecipazioni.
Sandro Pagone conclude le quattro prove del Circuito dando di una grande costanza, mentre a vestire i panni dell'eroina omerica è l'ottima Patrizia Arrobbio. Che al traguardo decide di arrivarci lo stesso, nonostante la sua schiena sia del parere opposto da ormai un mese buono.
Una menzione d'onore la merita anche Simone Cottura. Commovente nel concludere "ad ogni costo" la prova varesina, nonostante l'esiguo chilometraggio di cui le sue gambe dispongono.
Grande partecipazione di squadra (cosa che mi rende assai felice, piccola considerazione personale) anche sul percorso più lungo, quello di 124 km, valevole come prova di qualificazione ai mondiali amatoriali.
Il primo dei nostri risulta essere Michele Brussino (un grande randonneur nel "tempo libero"), a cui deve essere detto grazie per la prestazione ottenuta nella classifica del circuito riservata alle squadre (i suoi "lunghi", hanno sicuramente contribuito all'ottenimento di tale risultato).
Non da mano la new entry del team, Giovanni Di Gaetano, il quale fa il suo esordio in una competizione ufficiale e si comporta in maniera egregia, arrivando al traguardo con una prestazione cronometrica degna di nota.
Maurizio Farano si converte, finalmente aggiungo io, ai percorsi con un chilometraggio maggiore, capendo che forse tale scelta andava compiuta moolto prima.
Per il sottoscritto, autore di una prestazione al limite dell'indegno, vi è però la consolazione di aver raggiunto la quinta posizione nella classifica del circuito Specialized.
Un eroico Samuele Runfolo opta anch'esso per il percorso sulla carta più proibitivo, pentendosi di tale scelta nel dopo gara, ma facendo sgoggio di una grande tenacia.
Una delle scene più belle a cui forse il ciclismo amatoriale è ormai poco abituato, consiste nell'arrivo al traguardo di Cristian Besso e Davide Levi (il fratello della sopra menzionata Marta), con il primo che decide di mettere la sua esperienza a disposizione del secondo, in quello che a mio modo di vedere rappresenta cosa dovrebbe essere lo sport.
Giancarlo Fusetti fa anche lui il suo esordio in maniera convincente, mentre i due "Bads" Luca, Cottura e Serazio, suggellano quanto giá ottenuto in quel di Bra (optando per il tracciato da 124 chilometri, contribuiscono anch'essi al raggiungimento ottenuto dalla squadra nel circuito).
Prima di concludere questo lungo papello, vorrei menzionare anche Jacqueline White e Carmine Reggio: per colpa della sfortuna, loro a Varese non hanno potuto presenziare, rinunciando di fatto alla possibilità di poter bissare quanto ottenuto nel 2024 (sarebbe stato un altro risultato epico per il team, dato che i due avrebbero raggiunto il podio nelle rispettive categorie d'appartenenza).
Ringraziando il team per lo spazio a me concesso, concludo dicendo un'ultima cosa: fiero di essere un Dedonatista da ormai 16 primavere.
PAOLO FANTINO