20/04/2026
IL RIPOSO DI UNA GUIDA parte prima.
Venerdì mi sono alzato stanco e col mal di gola, non al massimo della forma, ma...potevo forse rinunciare a una pedalata con Manuela Canaveras? 🙂
Quindi detto fatto, sabato infilo la bici in macchina, assieme a casco scarpette e guantini e parto per Maniago. La Manu mi dice che a Meduno, prima della salita più impegnativa della giornata, c'è un bar tattico per caffè e p**ì.
Poi iniziamo a salire, e quella che fin lì era una Parigi-Roubaix (Radici - Roubaix dice Manuela) viste le cunette della FVG3 diventa improvvisamente una tappa del Giro d'Italia.
Bella però, dico a Manu che siamo Guide Escursionistiche & Cicloturistiche, la salita è lunga ma pedalabile e ci porta all'inizio della Val Tramontina. Pare di stare tra Pogacar e Van der Poel (o Vingegaard?), la discesa ripida ci porta al Lago di Redona col suo paese sommerso, a me pare di aver a quel punto superato il mio punto critico anche col raffreddore, Manu ha detto che poi da Poffabro a Maniago è tutta discesa, riempiamo le borracce a Navarons (bella!), poi "una rampa dura ma breve fino a Poffabro". Inizio, Manu mi dice qualcosa che non capisco, metto il piede a terra. Provo a ripartire, la salita è troppo ripida, torno alla base tanto è breve, riaggancio il pedale e riparto.
Supero Manuela " en danseuse ", la salita inizia a farsi dura e sento lo sforzo. Un'occhiata al cardiofrequenzimetro, sono già a 170, devo sedermi. Solo che...la bici non va avanti, devo rialzarmi sui pedali. Ma sono fuori soglia, provo a risedermi per abbassare i battiti, la bici non avanza e metto il piede a terra. Mi giro, anche Manuela sta spingendo la bici verso Poffabro, ora capisco che mi aveva detto di aver preso il gel prima di salire. Non domo, in qualche modo riaggancio il pedale approfittando di un momento in cui la salita spiana, mi siedo e faccio un primo pezzo poi mi rialzo sui pedali deciso a terminare la fatica.
Entro in paese, il fondo è in lastricato, ancora una rampa...scendo.
Manuela non si vede più, mentre ancora ansimo faccio un paio di foto e aspetto il suo arrivo per immortalarlo...il cellulare vibra, HO SBAGLIATO STRADA, Manu mi invita a raggiungerla al bar e a "non scendere" da Poffabro, le rispondo FOSSI MATTO 😎
Pausa al bar del Borgo più Bello d'Italia, davvero ne vale la pena, selfie e sole e si riparte. In tutto 45 kilometri e SETTECENTOCINQUANTA metri di dislivello...Van Aert nun te temo. ..domenica poi, per completare il riposo, sopralluogo sul tracciato dell'escursione del 3 maggio...(ma questa è un'altra storia 🏰🦇)
Insomma, avete voglia di due passi nella natura? Continuate a seguirci per altri rilassanti consigli! 😅
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