10/06/2026
-No! Non hai dei cunicoli che arrivano fino al mare.
-Noo! Non ci sono strane e immonde creature a popolare le profondità di questa voragine!
-Nooooo! Non è la porta per l'inferno!...mmm... aspetta...qui abbiamo qualche dubbio...verifichiamo.
Qualsiasi luogo senza una leggenda che ne infarcisca la scenograficità con un pizzico di mistero non sarebbe egualmente affascinante.
La Vora Grande di Barbarano fa parlare di sé da generazioni. Nessun altra voragine ha suscitato nel popolo timore e venerazione con la stesse intensità di questo magnifico inghiottitoio carsico. Le sue dimensioni, la sua apertura, la sua assurda capacità di fagocitare acque meteoriche, apparentemente senza nessun limite, l'hanno posto al centro del folklore di un piccolo borgo, protagonista di vicende affascinanti, attore principale dei principali eventi del salento. Narrato al vento da mille storie, il cui eco ha raggiunto posti lontani e menti curiose.
E poi arrivano gli speleologi a rompere tutta la magia: si calano nelle viscere della terra. Non trovano l'ingresso agli inferi ma concrezioni e vegetazione. Non esplorano cunicoli infiniti ma si limitano a misurare l'altezza del cono detritico che un tempo sigillava la volta della cavità. Non affrontano mostruose creature, ma campionano piccole forme di vita animale che laggiù hanno trovato una nuova casa.
Eppure, nonostate la magia infranta, la leggenda denaturata dalle sue componenti mistiche che per secoli nessuno mai ha osato mettere in discussione perchè "cusì diciane lì vecchi", quelli stessi speleologi hanno contribuito alla pulizia di un invaso destinato a collettore di rifiuti, a documentare quanto si cela all'ombra del sole affinchè tutti lo potessero vedere, a raccontare una storia che può risultrare ugualmente intrigante anche se non popolata da orchi e demoni.
La Vora Grande di Barbarano ha finalmente un pannello informativo che finalizza un lungo lavoro del GST in collaborazione con le amministrazioni comunali degli ultimi anni e dell'Associazione Archès, e realizzato nell'ambito del progetto "Storie Meridiane" dei comuni di Patù e Morciano di Leuca - finanziato dall'Unione europa - NextGenerationEU e dal Ministera della Cultura nell'ambito del PNRR Cultura - M1C3/2.1