03/08/2026
E Arriva il giorno in cui...
Smetti di assumere ogni responsabilità.
Responsabilità che non sono solo tue.
Responsabilità di chi dice di esserci solo nella sua mente e si dà alla fuga verso l'uscita perché non sostiene la verità. Di chi scarica continuamente giudizi e colpe, spara sentenze senza essere realista, mentre la realtà oggettiva parla con i numeri, con i minuti contati, con la presenza e con la cura.
A quel punto, ci sono due scelte: osservare dall'alto la versione migliore di chi affronta ogni cosa pur di uscire dall'illusione, oppure continuare a fare da stampella emotiva, riscontrando sempre le stesse dinamiche.
Quando restituisci la responsabilità a chi non vuole assumerla, tutto torna in equilibrio.
Esistono ponti per creare sinergia, equilibrio e armonia, ma non sono facili da oltrepassare.
Allora resta una sola cosa: non farsi agganciare da qualsiasi provocazione.
Perché questa è l'arma di chi non sa vedere se stesso, talmente concentrato sul giudizio, sulla critica, sulle scuse, sui "non posso" e sulle menzogne che arrivano dritte per renderti la sua vittima, facendoti sentire quella sbagliata, quella che non ha mai fatto niente e che non è stata capace.
Oggi sono orgogliosa di aver visto tutto sotto un'osservazione che non parte dalla rabbia, ma dalla presenza. Dall'assenza di fuga. Dal fare anche quelle piccole azioni ove sai che tutto si romperà per un bene superiore.
Non serve subire, serve agire nel bene supremo di un ecosistema.
Se è disfunzionale non serve scappare, serve osservare dal punto più alto. Dipende da quale coscienza e dallo stato di evoluzione personale in cui si è arrivati.
Non bastano le preghiere o le processioni quando si vede solo se stessi: per essere la propria essenza è necessario un punto fondamentale.
La neutralità.
Nessuna fuga.
Nessun combattimento.
Nessun congelamento.
Servono azioni chiare, una direzione chiara e una forte identità che non abita paura e dubbi, ma abita amore e osservazione verticale. Qui tutto cambia significato: siamo energia e non viviamo in orizzontale, ma in verticale.
Quante volte hai vissuto questo?
Quante volte hai pensato "basta, esco da questo teatro" per poi vederlo ripresentarsi?
Quante volte hai assunto troppe responsabilità anche quando non erano solo tue?
Cosa accade se dici Basta, cambiando attitudine alla risposta istantanea, e resti lì seduta su una sedia, mentre c'è chi trova sempre una via di fuga per non assumersi la sua responsabilità?
Mari coach
Mariangela Bulla