02/07/2022
TERMINA L’ESP CAMP 2022
Un’altro anno di camp è terminato. Il decimo in quel di Bibione. Siamo cresciuti velocemente in questa settimana, capita da dieci anni. Ogni anno, al primo giorno, partiamo con lo stesso entusiasmo delle dieci volte precedenti, anche se i ragazzi sono profondamente cambiati in questo periodo.
Quel che era bello dieci anni fa, ha colori retrò oggi e noi, mantenendo i nostri valori e i nostri principi, abbiamo l’obbligo di doverci adattare.
È vero, “non ci sono più i ragazzi di una volta”, ci sono quelli di adesso ed è con loro che abbiamo il dovere di relazionarci, di ascoltare, di capire e trasmettere.
Anche quest’anno, come in ogni edizione, quel che più ci resta nel cuore sono le storie di ogni ragazzo, alcune più di altre: c’è chi passa l’anno scolastico ad alzarsi alle 5 del mattino per salire in un pullman che a -10 gradi lo porterà a scuola due ore dopo. Per seguire la sua passione.
C’è chi, nato a Padova, vive da dodici anni in Francia, studia italiano, francese, inglese e cinese. Ma d’estate torna sempre in Italia e se può gioca a Volley. Lo stesso Volley che pratica in Francia solo allenandosi e senza giocare campionati, per passione.
E poi c’è chi a 9 anni si è buttato in quest’avventura praticamente dimenticandosi di chi c’era a casa… (per la gioia dei genitori!).
L’avventura del camp è totalizzante, da vivere dalla sveglia fino alla buonanotte, con passione.
C’è chi scrive un diario cartaceo raccontando ogni giornata della sua vita, come una volta. Su carta, senza Touch ID e T9.
C’è, infine, chi torna da 5 o da 6 edizioni, perché si trova bene con noi, perché è innamorata della pallavolo, del beach volley e perché ci vuole bene.
La ricetta del camp è tutta qui: un po’ di passione, un po’ di lavoro, un po’ di agonismo e un po’ di divertimento, soprattutto divertimento.
In questi dieci anni abbiamo conosciuto migliaia di ragazzi, in un modo o nell’altro ci siamo affezionati a tutti e speriamo che da grandi, nel rivedere le foto di chi è venuto nelle edizioni successive, riescano a ricordare i sorrisi del camp e le lacrime del rientro a casa, perché un mattoncino, chiamato “ESP camp”, resterà per sempre nel percorso di vita di ognuno di noi.