21/07/2026
Carrozzine?...ci dispiace ma non c'è posto.
Ieri la Nazionale di Powerchair Football è rimasta a terra.
Non per un problema tecnico.
Per un rifiuto.
Nonostante l'autorizzazione al trasporto delle carrozzine fosse stato stata richiesta e ottenuta mesi fa.
Eppure, poche ore prima del volo per la Scozia, alla squadra è stato detto che sull’aereo non c’era posto. La proposta? Dividere il gruppo, lasciare a terra un atleta e spedire le carrozzine da gioco su un volo diverso, verso un’altra città.
Le carrozzine da gioco non sono bagagli ingombranti. Sono le gambe dei nostri atleti, lo strumento senza il quale non si scende in campo. Separarle dalla squadra non è una soluzione: è la negazione della loro autonomia.
Come Treviso Bulls ci sentiamo vicini agli azzurri del Powerchair Football, alla Federazione e a tutto il movimento paralimpico.
Quello che è successo oggi a Fiumicino riguarda tutti noi che ogni giorno lottiamo perché lo sport in carrozzina abbia lo stesso rispetto, la stessa dignità e le stesse garanzie di qualsiasi altro sport.
Solidarietà alla Nazionale. Il diritto alla mobilità non è un privilegio: è un diritto.
⚪🔵 Forza azzurri, siamo con voi.
De Sanctis: "Vergogna inaccettabile, negato un diritto fondamentale. Pronti al fianco della FIPPS in ogni sede"