17/05/2024
Consiglio breve per chi viene in Puglia.
La frisa gourmet è una cavolata immane.
La vera frisa è gratuita. A molti non piacerà e sembrerà insulso questo pane secco e biscottato, bagnato nell’acqua e condito con pochi elementi semplicissimi. L’affezione per la frisa è un concetto profondo. Il segreto della frisa è la giusta sponzatura, il basilico raccolto al momento, l’olio e il saper usare le dita.
Quando si inizia ad entrare nelle dinamiche semplici ed affettive di un pugliese questo non ti dirà mai: ‘andiamo a cena fuori’.
Ti dirà invece: ‘Rimani’.
Risponderete: ‘ma non voglio dare disturbo’.
E che sarà mai, ‘CI FACCIAMO UNA FRISA’.
La frisa diventa subito confidenza, stato di condivisione e sintonia familiare. La frisa è comune mediorientale perché si mangia con le mani, in piedi, seduti sulle chianche, guardando tutti insieme l’Italia che gioca.
Se io dico: “ti faccio la frisa” ti sto dicendo che ti voglio bene. Altrimenti ti porto fuori a mangiare il sushi.
Il piacere della frisa non è il gusto ma l’umettarsi di olio e di sale le mani.
Quindi ora si capirà bene il perché io abbia avuto un mancamento quando ho visto due bionde finte mangiare la frisa con la forchetta a Milano.
Eugenia Toni
“Sponsiamo” una frisa insieme? D’orzo deve essere. Poi c’è chi scrive “t’aggiusto una frisa”, “se ‘conza”