08/09/2026
Sabato 12 settembre allo Stadio Mario Zanconti era regolarmente in programma Trevigliese – Virtus Ciserano Under 14: una gara ufficiale della durata di appena 70 minuti.
Alla Trevigliese viene chiesto di spostarla per lasciare spazio, successivamente, a un’altra partita.
La società propone una soluzione semplicissima: facciamo giocare i nostri ragazzi e alle ore 20.00 campo e spogliatoi saranno completamente liberi.
Non basta.
Il risultato? I ragazzi della Trevigliese devono lasciare il proprio stadio e andare a giocare altrove. Nella loro città sono loro a doversi fare da parte.
A risolvere il problema, ancora una volta, è la Trevigliese, grazie alla correttezza e alla disponibilità della Virtus Ciserano, che accetta l’inversione del campo e che ringraziamo sinceramente.
Ma sia chiaro: aver trovato una soluzione non rende normale ciò che normale non è.
I nostri Under 14 non chiedevano privilegi, favori o spazi aggiuntivi. Avevano semplicemente una partita ufficiale, un orario assegnato e il proprio campo di casa.
Eppure sono loro a essere spostati.
Si parla tanto di giovani, di sport, di appartenenza e di valorizzazione delle realtà del territorio. Poi, quando arriva il momento dei fatti, a fare le valigie sono i ragazzi della Trevigliese.
Noi continueremo a difendere il loro diritto a sentirsi a casa nella propria città e nel proprio stadio.
Perché collaborare non significa subire. Essere disponibili non significa dover sempre cedere il passo. E trovare una soluzione non può trasformare in accettabile una scelta che, per noi, resta difficile da comprendere.
Se una squadra giovanile della città, con una gara ufficiale già programmata, deve lasciare il proprio campo per consentire un altro utilizzo dell’impianto, la domanda è inevitabile:
perché a farsi da parte devono essere proprio i nostri ragazzi?
La risposta, probabilmente, è molto più semplice di quanto si voglia far credere.
Ma qualcuno, a questa domanda, prima o poi dovrà rispondere.