04/07/2026
Con i ragazzi dell'Università si va sulle tracce della battaglia del Lago Trasimeno (217 a.C.) che fu una delle più grandi imboscate della storia antica. Il generale cartaginese Annibale annientò l'esercito del console romano Gaio Flaminio sfruttando una f***a nebbia mattutina. I Romani furono intrappolati tra i colli e le acque del lago, subendo la perdita di circa 15.000 uomini. L'episodio si inserisce nella Seconda Guerra Punica e si svolse la mattina del 24 giugno del 217 a.C. (secondo il calendario romano non riformato).
Annibale penetrò nella stretta valle settentrionale del lago e dispose i suoi reparti migliori (fanti e cavalleria) sulle alture circostanti, lasciando scoperto l'accesso. All'alba, le legioni romane di Flaminio entrarono nella gola. Con l'aiuto di una f***a nebbia che saliva dal Trasimeno, i Cartaginesi chiusero ogni via di fuga tagliando la testa e la coda alla colonna in marcia. Privi di spazio per schierarsi e disorientati, i Romani vennero massacrati. Lo stesso console Gaio Flaminio morì in battaglia. Circa 15.000 soldati romani furono uccisi e altri 15.000 furono fatti prigionieri. La disfatta generò il panico totale a Roma, portando alla nomina di Quinto Fabio Massimo come dittatore, che inaugurò la strategia attendista (strategia "fabianea") per logorare il condottiero cartaginese.