Heidi Zorzi

Heidi Zorzi Mental Coach, Allenatrice di Frequenze, Maestra di sci e Triatleta. Ti alleno a sintonizzarti sulla Ciao,
Sono Heidi!

Sono cresciuta tra le montagne che amo, dove il nostro parco giochi erano i prati, la palestra era tra gli alberi e le passeggiate avevano sempre ambienti magici. La possibilità di essere così a contatto con la natura ha cresciuto in me l’amore per la libertà e gli spazi aperti. Lo sport, o meglio, gli sport e le gare sono stati sempre presenti nella mia vita. E’ lo Sport con la lettera maiuscola,

perché è ciò che più mi ha allenato alla vita; è quello sport che ti allena e che ti rende la versione migliore di te stessa. E’ sinonimo di benessere, di rispetto, di libertà. E’ ciò che mi ha nutrito insieme all’amore e alla conoscenza. Questi sono i valori che mi hanno portato prima a laurearmi in Lettere Moderne, poi a diventare maestra di sci e mi hanno permesso di fondere le mie naturali predisposizioni per lo sport con l’attenzione alle persone. Quando mi sono sposata, mi sono trasferita a Rubano, vicino a Padova, dove ho cresciuto la mia famiglia, mantenendo forti i miei valori e trasferendoli, con mio marito, ai miei figli. Proprio l’importanza del ruolo di genitore, ci ha portato verso il mondo della crescita personale e del Coaching. Credo fortemente che il ruolo di genitore, di educatore, di insegnante, abbia in se la magia e la responsabilità di seminare oggi, quello che sarà il nostro mondo di domani.

TOKIONella immensa Tokio si conclude il nostro viaggio.Dopo la visita al grattacielo Shibuya Sky e qualche via affollata...
23/05/2026

TOKIO

Nella immensa Tokio si conclude il nostro viaggio.

Dopo la visita al grattacielo Shibuya Sky e qualche via affollata dei negozi, pranziamo in uno storico locale piccolissimo che offre piccoli spiedini di carne e verdure molto apprezzati.

Nel pomeriggio, in un piccolo gruppetto ci spostiamo in vie meno frequentate alla ricerca di acquarelli giapponesi e negozi per il Sashiko.

Le grandi città non fanno per me, non è il Giappone che mi affascina, ma per concludere il viaggio è divertente e curioso vedere anche questo aspetto.

Domani si riparte.
Un’ultima breve visita ad un tempio, e poi ci aspetta il viaggio di ritorno.

Lascio il Giappone grata per quello che ho vissuto, per i nutrienti incontri fatti, per la natura preziosa, per i profondi significati delle piccole cose.

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DA KIOTO A TOKIOLa pioggia è scesa ed ha lasciato dietro di sé solamente grossi nuvoloni.Lasciamo l’albergo di Kioto con...
22/05/2026

DA KIOTO A TOKIO

La pioggia è scesa ed ha lasciato dietro di sé solamente grossi nuvoloni.

Lasciamo l’albergo di Kioto con direzione il tempio Ryoanji, uno dei maggiori templi Zen.

Lo Zen è un’evoluzione del buddismo. Si ritiene che i testi siano superflui perché la cosa più importante è la pratica stessa.

Vi sono due scuole di Zen:

- la prima considera meditazione ogni pratica fatta con attenzione nel qui ed ora: quindi dal lavare i piatti, al camminare, al giardinaggio. Non ha testi ma accetta i KOAN, casi studio di esperienze altrui raccontate in modo enigmatico che richiedono di meditarci sopra per averne delle risposte(vedi le varie storie Zen che troviamo raccolte in piccoli libretti). È la scuola del popolo.
- La seconda scuola, invece, non accetta nessun testo, solo il mettersi seduti e meditare sulla vacuità; senza mantra, visualizzazioni, riti. Pura meditazione vipassana. È la scuola dei samurai.

Ryoanji raccoglie uno dei più graziosi giardini zen oltre ad un giardino verde curatissimo, con tanto di laghetto con i fiori di loto.

Risaliamo in pullman per il lungo ritorno verso Tokio.

Le strade diventano autostrade ed il nostro autista ci porta saldamente fino davanti al nostro nuovo albergo.

La notte è scesa. Dal ristorante del 37* piano uno sguardo sulla città: vorrei chiudere gli occhi e ritrovarmi nuovamente tra i monaci delle montagne!😱

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KIOTO 2Oggi piove, ma non di continuo, per fortuna.A tratti scende a scrosci, poi in breve smette.La prima visita è al T...
21/05/2026

KIOTO 2

Oggi piove, ma non di continuo, per fortuna.

A tratti scende a scrosci, poi in breve smette.

La prima visita è al Tempio d’oro. È costruito su tre livelli: il primo, dipinto di bianco, dedicato alla nobiltà; il secondo dedicato a samurai militari e politici per il loro sevizio al popolo; mentre l’ultimo piano, completamente dorato con il pavimento di specchio, è dedicato alle divinità del cielo.

La seconda visita della giornata è al grande castello imperiale di Nijo, con le sue stanze riccamente dipinte, gli immensi giardini curati sia dentro che fuori le mura.

Successivamente l’incred ibile tempio di Sanjusangendo con le 1001 statue della bodhisatva Kannon, protette dai guardiani celesti.

Ogni statua è un pezzo unico, a misura d’uomo, leggermente diversa dalle altre. La dea Kannon è la dea della compassione; sul suo corpo sono poste 11 teste che tutto vedono e quarantadue braccia.

Impressionante vederle così allineate nel lungo padiglione a trentatré colonne.

Infine il famoso Tempio di Fushimi Inari-taisha con i suoi infiniti Torii dedicata a Inari dea del Riso, simbolo dell’abbondanza, con le sue messaggere volpi.

Inoltrarsi tra le rosse porte e le foreste di bamboo in una giornata uggiosa come oggi rende tutto più suggestivo: la nebbiolina che filtra tra gli alberi, il pietrisco lucido dalla pioggia, gli scrosci improvvisi sul rigoglioso fogliame.

Domani si riparte per Tokio. Abbiamo ancora qualche giorno da assaporare.

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KIOTO 1Ancora mattino presto per evitare la ressa nei templi.Alle 6.30 siamo già in pullman per raggiungere il tempio di...
20/05/2026

KIOTO 1

Ancora mattino presto per evitare la ressa nei templi.

Alle 6.30 siamo già in pullman per raggiungere il tempio di Kiyomizu in cima alla collina di Kioto.

L’area è piuttosto grande, formata da diverse strutture dedicate alla dea Cannon.

Finita la visita si scende per le strette stradine della città antica, piene di negozietti, di colori e curiosità, fino a raggiungere un laboratorio con noleggio abiti da cerimonia e la relativa sala da te.

Ci fanno scegliere le fantasie, poi con maestria accomodano e annodano i kimono ai nostri corpi.

Infine la cerimonia del te che si basa su quattro principi: pace, rispetto, purificazione e silenzio.

La cura dei particolari e un’attenzione alle piccole cose accompagnate dai lievi rumori dei movimenti, creano una meravigliosa armonia.

Il resto della giornata è libero, così, dopo aver girato un po’ tra le vie affollate, cerchiamo un negozio con articoli per il Sashiko, l’antica arte giapponese di riparare gli indumenti.

Purtroppo il negozio ha giornata di chiusura proprio oggi, ma la ricerca ci porta in strade poco battute, lontane dalla ressa, con negozi e scorci particolari.

Una visita al museo dedicato a Samurai e Ninja conclude un’altra bellissima giornata.

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ANCORA ASUKA, PIETRE STRANE E NARAL’energia del Giappone, stranamente, non mi richiede molte ore di sonno: sarà che il s...
19/05/2026

ANCORA ASUKA, PIETRE STRANE E NARA

L’energia del Giappone, stranamente, non mi richiede molte ore di sonno: sarà che il sole arriva presto, sarà il piacere dell’Onsen mattutino; fatto sta che anche questa mattina mi sono alzata presto e mi sono goduta l’acqua termale del grande albergo di Asuka.

Certo c’è un po’ di nostalgia delle camere dei giorni scorsi in legno, con le finestre con gli spifferi, che però, di contro, lasciano entrare i suoni del bosco.

Qui le grandi finestre al sesto piano, lasciano entrare i rumori della strada e del passaggio dei treni.

La prima visita è al kofun di Ishimikai. Del tumulo a base quadrata rimane solamente il fossato quindi ci svela l’enorme struttura del dolmen ancora ben intatta nel quale si può comodamente entrare.

I monili ritrovati riportano al settimo secolo d.C. ma una datazione più precisa della tomba non è stata ancora fatta.

Resta l’enigma di come possano aver potuto spostare e lavorare pietre di quella mole.

Il secondo sito è nell’area del palazzo del primo imperatore del Giappone, anch’esso tra VI e VII secolo. È una grande pietra di granodiorite con due vasche e una serie di canali che le collegano tra loro e verso l’esterno, creando un’enigmatica figura stilizzata.

Anche qui le teorie sono numerose, ma nessuna riesce a dare una datazione ne spiega come potessero riuscire a scavare e lavorare una pietra tanto dura.

Nel pomeriggio ci spostiamo a Nara. Ci accoglie una città moderna abitata da centinaia di cervi e da numerose scolaresche in gita.

Visitiamo il parco che contiene il tempio buddista Tōdai-ji che pare sia la costruzione in legno più grande del mondo. Dentro la statua più grande del Buddha che siede sopra 10.000 petali di fiore di loto; ognuno di essi ha il nome di una divinità.

Non troppo lontano il tempio Shintoista con la tipica costruzione rossa e le lanterne.

La leggenda narra che il fondatore arrivó dal nord del Giappone su di un cervo bianco. Da allora i cervi vennero considerati sacri.

Il sole si abbassa all’orizzonte, la luce si scalda filtrando tra i rami degli alberi. È l’ora più bella.

Infine raggiungiamo il nostro autobus e ci dirigiamo verso Kioto.

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YAMABUSHI E MEGALITI DI ASUKAAnche oggi la giornata inizia presto: i monaci Yamabushi ci aspettano per il Goma: un antic...
18/05/2026

YAMABUSHI E MEGALITI DI ASUKA

Anche oggi la giornata inizia presto: i monaci Yamabushi ci aspettano per il Goma: un antico rituale di purificazione del fuoco.

In breve tempo ci immergiamo nel suono dei mantra, del tamburo e del profumo dei rami di cipresso che vengono bruciati al centro del tempio.

La musicalità della stanza si mescola con le facce arrabbiate delle due divinità irate Zao Gon Gen e Fudōmi Ho che accompagnano l’enigmatica figura del fondatore del Shugendo En No Gyoja

Dopo la colazione ci riuniscono in un’altra sala del tempio dove ci fanno indossare una sorta di gonna bianca e ci indicano come suonare il loro strumento: un bastone con un gancio che raccoglie sei cerchi in metallo che loro usano come sonaglio.

Ci accompagnano all’esterno del tempio dove l’acqua della cascata vista ieri, scende fragorosa da una fonte a caduta.

La pratica di purificazione con l’acqua prevede di sostare, uno alla volta, sotto la fonte, accompagnati dal canto del mantra e dal suono dei sonagli per circa due minuti.

Il sole è caldo e l’acqua bella fredda; l’intero rito è assolutamente piacevole, grazie anche al sostegno di chi da fuori canta e suona il sonaglio.

Nel pomeriggio si riparte.

Chiudiamo la parentesi dei templi, dei monaci e delle varie religioni per addentrarci in una storia più antica, che precede quella delle religioni.

Le prime civiltà in Giappone risalgono al 15.000 a.C. Gli studi parlano di antiche civiltà che dalla Cina arrivarono in Giappone attraverso la Corea, le quali costruirono numerosi megaliti.

Ci spostiamo verso Asuka per visitare alcuni di questi siti ai quali danno il nome di kofun.

Tekamasuzuka del quale resta visibile solo la collinetta in terra, mentre i ritrovamenti sono stati spostati nel museo adiacente.

Il kofun Iwayama, invece, è perfettamente conservato; ci si può entrare e dentro l’acustica è straordinaria. Sopra la collina ha una bellissima vista sul paese di Akura.

Infine lo straordinario megalite di Masuda Iwafune: una pietra enorme in una magnifica foresta di bamboo, in granodiorite. Questa durissima pietra è lavorata sia sui lati che sulla sommità dove sono state create due grandi vasche rettangolari.

Osservare questo mastodonte tutto lavorato ci stimola grande meraviglia e numerose domande che per ora restano purtroppo senza risposta.

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KINPUSENJI E YAMABUSHILa giornata inizia presto con un Onsen bello caldo; ancora colazione nipponica e poi si scende ver...
17/05/2026

KINPUSENJI E YAMABUSHI

La giornata inizia presto con un Onsen bello caldo; ancora colazione nipponica e poi si scende verso il paese e gli atri templi.

I templi sono dedicati a Zao Gongen, divinità che unisce in esso le tre divinità di passato, presente e futuro.

La zona di Yoshino è anche famosa per la fioritura dei ciliegi con i suoi oltre quattromila alberi.

Diviene famosa grazie ad un imperatore che abdicando dal suo ruolo si ritira a vita monastica ed inizia a scrivere centinaia di haiku sulla primavera. Questi versi, diventati famosi, ispirarono la cura e cultura dei ciliegi in Giappone.

Nel pomeriggio incontriamo i monaci Yamabushi nostri vicini di monastero,

La scuola degli Yamabushi, venne fondata attorno alla fine del 600 da En No Gyoja.

Seguono lo Shugendō, religione sincretista che fonde Buddismo esoterico, Shintoismo e Taoismo e possono essere definiti i monaci delle montagne.

Hanno una veste particolare: la tunica è trasformata in pantaloni per camminare meglio nel bosco, la casacca ha le larghe maniche legate dietro il collo per non essere strattonata dai rami; vestono una sorta di fascia con dei pon pon colorati attorno al torace, scarpe barefoot per muoversi agilmente ed un lungo bastone.

Ci accompagnano lungo un giro di 5-6 chilometri che è solo un tratto del più articolato Sentiero degli Yamabushi che collega Yoshino a Omine attraverso le montagne.

Si muovono agili intervallando camminata a momenti di preghiera presso templi o punti del percorso.

La passeggiata termina nei pressi di una stretta gola con una rumorosa cascata.

Rientriamo al nostro ex monastero Chikury In in tempo per godere del tramonto nel bellissimo giardino zen.

Domani sveglia presto per la benedizione del fuoco e la mattinata ancora in compagnia dei monaci Yamabushi.

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KOYASAN I monaci ci ospitano nella loro preghiera delle 6.30, ma i mantra e gli squilli delle loro campane scacciano vel...
16/05/2026

KOYASAN

I monaci ci ospitano nella loro preghiera delle 6.30, ma i mantra e gli squilli delle loro campane scacciano velocemente il sonno.

Una veloce colazione inginocchiata e poi si riparte per il vicino paese di Koyasan.

Tutto gira attorno ai numerosi templi dedicati a Kūkay.

Qui è presente il giardino zen più grande del Giappone, formato da 140 pietre che rappresentano 2 dragoni.

Facciamo il giro del giardino seguendo le sale del palazzo che si susseguono con disegni sempre diversi di pittori famosi. In fondo la cucina che cibava oltre milleduecento monaci a pasto, con tre calderoni e cucchiai enormi che cuocevano in una volta 280 chili di riso!

Visitiamo le porte della città che contengono i quattro guardiani dei punti cardinali:
- A Nord tiene in mano uno stupa ed il bastone e combatte l’ignoranza
- A Est sceglie di usare rispettivamente il liuto o la spada per creare armonia o difendere
- A Sud ha la lancia per rimuovere gli ostacoli alla crescita spirituale
- A Ovest ha in mano pennello e sutra; vede lontano e discerne il bene dal male

Infine visitiamo il tempio speculare del Danja Garan che forma con i vari padiglioni il Mandala del Grembo, ma anche internamente, i vari padiglioni, sono costruiti sullo stesso mandala.

Salutiamo il tempio girando la ruota della preghiera che contiene l’intera opera di Kūkay e libera dal Karma…ne ho fatti due tre, di giri!😅

Infine si riparte. Due ore di viaggio in pullman verso la pianura per poi risalire a Yoshino.

Anche qui siamo ospiti di un monastero, questa volta sconsacrato. Domani incontreremo i monaci Yamabushi.

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HONGU TAISHA E MONTE KOYAL’Hongu Taisha è l’ultimo tempio del Kumano Kodo dedicato al terzo Shinto: Ketzumico, spirito d...
15/05/2026

HONGU TAISHA E MONTE KOYA

L’Hongu Taisha è l’ultimo tempio del Kumano Kodo dedicato al terzo Shinto: Ketzumico, spirito del nutrimento e dell’abbondanza che supera la morte.

Di nuovo una lunga scalinata, il Torii, le taniche di sakè in offerta agli spiriti che verranno poi condivise con i devoti nei giorni di festa.

Tutti uguali e tutti diversi questi bellissimi templi, che si amalgamano perfettamente con la rigogliosa natura che li accoglie.

Ripartiamo con il nostro bus per un paio di ore di viaggio in strade curate, poco trafficate.

Oggi il pranzo ci è stato preparato dall’hotel: una lunchbox curata nei minimi particolari che soddisfa occhi e palato.

Infine arriviamo all’area sacra del monte Koya costituita da una cinquantina di monasteri, per lo più, ora, trasformati in alloggi.

Nell’800 il monaco Kūkay, dopo essere stato in Cina ad approfondire il Buddismo, tornó in patria e fondò la scuola Shingon in un monastero su di una collina circondata da altre otto colline che ricordavano il fiore di Loto.

Dopo 19 anni di insegnamenti diede istruzioni ai suoi discepoli: non sarebbe morto, ma entrato in profonda meditazione per i successivi cinque miliardi di anni.

Così fece e da allora, ogni giorno, due volte al giorno, i monaci depositano davanti alla porta sigillata il cibo seguendo la regola dei cinque elementi e dei cinque colori.

Il tempio è raggiungibile attraversando un enorme cimitero ( in cui sono riuscita a perdermi🤣) che contiene più di duecentomila tombe antiche e moderne.

Arriviamo al pelo prima della chiusura del monastero che ci accoglie; unico monastero ancora in attività della zona.

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ONSEN TEMPLI E CASCATELa mia giornata inizia presto nell’acqua calda dell’Onsen dell’albergo.Tra grandi sassi e alberi r...
14/05/2026

ONSEN TEMPLI E CASCATE

La mia giornata inizia presto nell’acqua calda dell’Onsen dell’albergo.

Tra grandi sassi e alberi rigogliosi, l’acqua fuma all’aria fresca del mattino, mentre il sole filtra tra i rami. Vicino, le onde del mare si infrangono sugli scogli: che meraviglia!

Qualche altra donna mattiniera arriva in vasca: ognuna con la sua nudità.

Penso che sarebbe molto utile anche in Italia, potersi riflettere quotidianamente nei corpi di altre donne, così, senza vestiti, senza orpelli.

Donne vere. Naturali. Non quelle delle copertine o delle immagini di internet, per lo più fotoshoppate, levigate, fittizie.

Vorremmo più bene ai nostri corpi.

Dopo una colazione servita come un omaggio al nuovo giorno partiamo per il terzo tempio del Kumano Kodo.

Il sentiero si snoda fra alberi secolari in un antico percorso in salita accarezzato da una vegetazione rigogliosa.

Templi buddhisti e templi scintoisti si abbracciano, si tengono per mano, mostrando il loro sincretismo.

Infine la cascata Nachi-no-Otaki: 133 metri di potenza.

Qui il tempio non serve: il tempio è la cascata stessa, scelta dalle divinità del Kumano Kodo per glorificare lo spirito della natura stessa.

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Indirizzo

Trento
38050

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