21/12/2012
INCONTRI IN BRENTA
La sezione SAT di Sopramonte, da qualche anno, organizza un campeggio per i ragazzi dai sette ai quindici anni in val d’Ambiez.
Il soggiorno alla malga Prato di sotto è iniziato il 19 agosto e per una settimana, alcuni soci del direttivo, hanno accompagnato un gruppo di 17 ragazzi lungo i sentieri del gruppo del Brenta.
L’ iniziativa si propone di avvicinare i giovani alla montagna, cercando di trasmettere loro l’amore verso l’ambiente che ci circonda e il rispetto per gli altri. Ci rendiamo perfettamente conto che il compito è assai difficile, anche perché, nell’ epoca frenetica in cui viviamo, i ragazzi durante l’ anno, sono impegnati in mille attività, nonostante ciò confidiamo che nel corso del tempo, le esperienze come queste possano lasciare un segno positivo nel futuro della loro vita.
Per rendere più interessante il soggiorno e per non annoiare il gruppo, abbiamo alternato le camminate con l’ arrampicata , l’insegnamento dei nodi e il movimento in parete in sicurezza oltre, naturalmente, a momenti di libertà e di gioco.
Il professor Tonina, docente di scienze e matematica ed esperto naturalista ci ha accompagnato in una escursione presentandoci le montagne che ci sovrastavano dal punto di vista geologico, floreale e faunistico e proprio in questa occasione, mentre stavamo salendo verso il passo dell’Ombrela, abbiamo visto due cuccioli di orso, che appena ci hanno scorti sono scappati. Salendo verso il passo abbiamo cercato di capire dove fossero diretti ma non siamo più riusciti ad intravvederli. Nella discesa, poco sopra il punto dove avevamo incontrato i cuccioli, ecco apparire la mamma orsa che saliva, con fatica, probabilmente alla ricerca dei due figli. In quel momento tutti eravamo eccitati e nello stesso tempo molto attenti all’ osservazione di quello che stava accadendo perché ci rendevamo conto che stavamo assistendo ad un evento inconsueto. I ragazzi che avevano una macchina fotografica ed il nostro fotoreporter Renzo si sono sbizzarriti a fotografare e filmare l’ animale che con cadenza regolare, si fermava o alzava la testa per controllare i nostri movimenti. Eravamo fermi in un punto in cui il passaggio era obbligato, la valle si stringeva e la distanza tra l’ orsa e noi non era superiore ai cinquanta metri.
Quest’ anno siamo stati fortunati perché, oltre all’ avventura appena descritta, siamo sempre stati accompagnati da un tempo atmosferico favorevole che ci ha permesso di rispettare tutto il programma stabilito e accompagnati da una guida alpina, siamo saliti con dieci ragazzi, lungo il camino omonimo, sulla cima della Tosa.